Religione, Politica e “potere anonimo”
Religione e Politica è un argomento all’origine di una grande confusione nella storia.
Religione e Politica è un argomento all’origine di una grande confusione nella storia.
Gli Stati moderni, dalla rivoluzione francese e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, sono basati sulla distinzione tra potere spirituale e potere temporale, tra religione e politica.
Tale distinzione non deve tradursi in una insormontabile reciproca distanza.
Cos’è la vera laicità ? a) il senso della libertà religiosa; b) la capacità dello Stato di diritto di rispettare la libertà di scelta in campo religioso; conseguentemente è la condanna del sistema teocratico dove il potere religioso, amministrando quello politico, si confonde in esso.
Questo non vuol dire che la religione non debba avere ruolo nel pubblico della società e che sia cosa che riguardi soltanto la vita privata dei Cittadini; la religione non deve essere emarginata, bensì avere il proprio ruolo e poter esprimere il proprio punto di vista, ad esempio, sulla famiglia, sulle leggi e sul funzionamento della giustizia, ma in modo propositivo: come contestazione delle ingiustizie e non che debba ispirare un preciso sistema di governo: è questo l’errore delle teocrazie.
La sua funzione contestatrice è mettere lo Stato di fronte alle esigenze del bene comune: di tutti i Cittadini e di spingerlo al rispetto delle loro libertà.
Una serena visione storica ci permette di affermare che se è pur vero che ci sono state epoche teocratiche dove non era rispettata la libertà religiosa perchè quella dominante era obbligatoria per tutti, neppure deve ora accadere che lo Stato cada nel pericolo opposto di una “religione della laicità”, militante ed addirittura antireligiosa; in Italia, purtroppo, sta assumendo addirittura pericolosi ed antistorici connotati anticlericali.
Occorre trovare una giusta via che porti alla soluzione del difficile equilibrio tra l’essere un cittadino rispettoso dello Stato e l’essere solidale con la propria Chiesa e convinzioni religiose.
Gli Stati moderni sono fondati sul contratto sociale, vale a dire sulla delega del potere affidato attraverso il voto democratico: sulla partecipazione quindi e non sull’astensione ed è bene ricordarlo ai Cattolici italiani.
L’agire dei Cattolici per uno Stato rispettoso della propria religione non può passare attraverso il non voto perché ciò equivale ad un doppio voto di chi ha interessi e visione della Società diverse, se non opposte. L’azione concreta del voto è la migliore difesa dei propri valori cristiani e necessita per evitare il manifestarsi, oramai sempre meno velato, di una visione totalitaristica della Società, maggiormente di quella italiana.
La Chiesa è contro la prepotenza e la prevaricazione, è contro il totalitarismo: parola moderna per designare una forma di tirannia peggiore di tutte le altre. Ciò che rende pericoloso il totalitarismo è l’essere un “potere anonimo” di un partito o di un’ideologia dove non è possibile distinguere poi persone a cui poter attribuire responsabilità.
Il totalitarismo è una totale strumentalizzazione dei cittadini al servizio di un’idea perniciosa, aliena ai valori della religione, in special modo a quella Cristiana.
