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Lo sviluppo tecnologico

16 marzo, 2006 (11:55) - Varie - Stampa Stampa

Lo sviluppo tecnologico può dare vita a risultati magnifici, ma avere anche conseguenze terribili e difficilmente controllabili; si rendono pertanto necessarie opportune riflessioni in merito al significato ed alle implicazioni della ricerca scientifica e della tecnica.Lo sviluppo tecnologico può dare vita a risultati magnifici, ma avere anche conseguenze terribili e difficilmente controllabili; si rendono pertanto necessarie opportune riflessioni in merito al significato ed alle implicazioni della ricerca scientifica e della tecnica.

Lo sviluppo tecnologico può dare vita a risultati magnifici, ma avere anche conseguenze terribili e difficilmente controllabili; si rendono pertanto necessarie opportune riflessioni in merito al significato ed alle implicazioni della ricerca scientifica e della tecnica.
L’intera evoluzione della scienza è accompagnata da una alienazione che equivale ad una liberazione dai limiti dell’esperienza legata alla terra; ad un’astrazione dalla realtà data, in sintesi: un volersi liberare dalla condizione umana di essere un abitante della terra.
Con l’evoluzione della scienza e della tecnica si pongono le condizioni, se non di una distruzione e per non essere catastrofisti, quanto meno di una peggioramento irreversibile del nostro ambiente naturale e di un annichilimento della statura dell’uomo.
Gli individui non si limitano più ad osservare la natura terrestre, ad imitarla o trarne materiali, ma agiscono praticamente in essa, dando inizio a processi che non sarebbero intervenuti senza l’intromissione dell’uomo.
Si profila lo spettro di una natura incontrollabile, una situazione in cui gli uomini possono fare ciò che non riusciranno poi a comprendere.
La tecnica si rende sempre più autonoma; da risultato di uno sforzo libero e cosciente degli individui tende a diventare un processo biologico, ossia qualcosa che si erge di fronte ad essi come una necessità, come una potenza indipendente dalla loro volontà.
L’estendersi della sfera di ciò che possiamo fare sembra diventare sempre più indipendente dall’uomo.

Si pone con urgenza il problema della capacità di fissare dei limiti al nostro poter fare e di giudicarlo.
La crescita dell’apparato scientifico-tecnologico rende purtroppo sempre più difficile la sopravvivenza del senso del limite.
Gli uomini si trovano sempre più soltanto di fronte a prodotti dell’ingegno umano;  il pericolo è che essi finiscano per considerare reale esclusivamente ciò che è fatto dall’uomo e per credere che si possa fare tutto e che, di conseguenza, aumenti l’insofferenza verso ciò che è meramente dato.

Perché non comprendere che dietro alle ricerche scientifiche, volte a creare la vita in provetta, si profila il desiderio di sfuggire alla mortalità ed ai limiti inerenti la condizione umana.

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