A P P E L L O
Il Partito CATTOLICI per l’Italia rivolge appello al senso di responsabilità di tutti gli Attori sociali ricordando che hanno sempre saputo affrontare i momenti di difficoltà, nella storia anche recente, grazie all’impegno della P.A. e delle Istituzioni, alle iniziative della Classe imprenditoriale, alla convinta partecipazione delle Forze sociali.Il Partito CATTOLICI per l’Italia rivolge appello al senso di responsabilità di tutti gli Attori sociali ricordando che hanno sempre saputo affrontare i momenti di difficoltà, nella storia anche recente, grazie all’impegno della P.A. e delle Istituzioni, alle iniziative della Classe imprenditoriale, alla convinta partecipazione delle Forze sociali.
Essenziale è recuperare la fiducia, grazie ad una nuovo “patto sociale” nel quale gli Imprenditori, le Forze sociali e le Banche riescano a convergere su “obiettivi realistici di interesse generale”.
Il costo del lavoro ponderato, per unità di prodotto, è aumentato troppo in Italia (+12,6%) mentre in Germania e Francia del solo 2,8% e del 2,6%.
Ed ancora l’arroccamento delle imprese a tecnologia matura sono quelle che maggiormente subiscono la concorrenza delle economie emergenti.
La perdita di competitività ha carattere strutturale ed è pertanto essenziale che in una fase così delicata di transizione non manchi il sostegno del sistema creditizio.
Le Banche, in altri termini, non devono limitarsi solo ad erogare il credito ma devono assecondare le nuove iniziative industriali nei settori a tecnologia avanzata e gli investimenti in R&S e promuovere la crescita dimensionale delle imprese.
La Finanza non può sostituirsi all’imprenditore nel perseguimento dell’innovazione, della progettualità, dell’innalzamento della produttività.
Serve pertanto un N U O V O P A T T O S O C I A L E fondato prima di tutto sulla consapevolezza e responsabilità della crisi in cui si trova l’Italia.
Occorre proteggere le pmi dalla concorrenza.
La politica strutturale riguarda il rapporto tra Banca e Impresa con una collaborazione innovativa capace di aiutare la crescita dimensionale e qualitativa delle imprese andando ben al di là del “credito al mattone” che sembra troppo spesso caratterizzare la nostra economia.
Politici, Banchieri, Imprenditori, hanno un ruolo decisivo:ognuno nel proprio ambito per contrastare questa crisi.
Ci sono sempre ragioni perse quando tutti se ne vanno per la loro strada, impermeabili alle ragioni ed esigenze.
L’INDIFFERENZA come stile di vita scardina l’equilibrio e l’armonia di qualsiasi compagine sociale.
Anche le imprese non possono disinteressarsi del contesto sociale e della sua coesione.
Non si fa impresa nel vuoto pneumatico: lo si fa dentro una società, interagendo con la stessa, essendo e sentendosi parte della società.
Non si può crescere e prosperare in un contesto pieno di squilibri e di contrizioni.
La qualità sociale dello sviluppo dovrebbe essere preoccupazione primaria per tutti.
In Italia insiste una secolare tradizione di silenziosi apporti di Imprenditori alla promozione della cultura e dell’arte, alla solidarietà dispensata.
Le aspettative della società, i maggiori livelli di benessere raggiunti aprono la via ad una rilevante gamma di bisogni non materiali: cultura, ambiente, qualità della vita.
Passa per un più diffusa consapevolezza di imprenditori di essere componente fondamentale di una società che cammina sulla strada del progresso civile, fatto anche di crescenti gradi di libertà: libertà dall’ignoranza, dall’emarginazione, dalla malattia.
