C A L C I O: i l M o n d o n e l … p a l l o n e.
E’ importante offrire un valore-sportivo: vero, sincero, leale; principi propri della sportività che ad alcuni dirigenti e tifosi (soggetti diversi dagli sportivi) manca totalmente perché hanno carenza anche degli altri valori fondamentali che sono dote della sportività.
Questi soggetti, non avendo altri valori, racchiudono nella…Era il 2003 allorquando, in un incontro sui problemi del calcio, esprimevo le considerazioni riportate in questo articolo e l’anno scorso, ben prima dello scandalo attuale, in una conversazione in treno di oltre due ore, esposi al giornalista RAI Tonino Carino possibili soluzioni.
Alla luce degli accadimenti attuali appare quasi incredibile aver già progettato un calcio diverso da quello “gestito”.
Problematiche:
1) eccesso di costi;
2) stipendi da miliardi ex lire al mese mortificano qualsiasi lavoratore;
3) le società falliscono, non sono versati contributi all’INPS, a cui rimane l’onere di pensioni d’oro ed il cui costo è poi ripartito a spese della Collettività;
4) il disagio che ne consegue ad un fallimento di una società sportiva è il disdoro della popolazione e la perdita di un punto di riferimento, del pseudo-valore della squadra del cuore:
se perde la mia squadra = sono anch’io sconfitto ma posso/possiamo rifarci;
se fallisce la mia squadra = fallisco anch’io;
E’ importante offrire un valore-sportivo: vero, sincero, leale; principi propri della sportività che ad alcuni dirigenti e tifosi (soggetti diversi dagli sportivi) manca totalmente perché hanno carenza anche degli altri valori fondamentali che sono dote della sportività.
Questi soggetti, non avendo altri valori, racchiudono nella prepotenza e/o violenza l’estremo gesto di essere, di lottare per un finto-valore che è solo quello di primeggiare e basta.
Chi ragiona con atti di violenza è, di base, un soggetto culturalmente regredito: nel comunicare, nel non sapersi esprimere in modo corretto e coerente, in sintesi: è un disadattato che vede solo nell’essere dirigente e/o tifoso estremo una realizzazione sociale non avendo altri obiettivi di vera natura sociale.
PROPOSTE DI SOLUZIONI dei CATTOLICI per l’Italia
1) l’eccesso di costi deve terminare e con esso, in un tutt’uno, rendere economicamente uguali le attuali differenze fra grandi e piccoli club; è sufficiente imporre un budget di spesa proporzionato al campionato; del tipo:
a) serie A, spesa massima annuale 100 miliardi ex lire;
b) serie B, spesa massima annuale 50 miliardi ex lire;
c) serie C, spesa massima annuale 25 miliardi ex lire;
d) ecc.
EVENTUALI RISCONTRI NEGATIVI:
qualcuno potrebbe obiettare che con questi budget nessuna “star” estera può ingaggiarsi e, conseguentemente, le squadre italiane sarebbero meno competitive a livello internazionale;
ben venga comunque la carenza di “star” estere che comporterà il curare meglio e valorizzare ancora di più le giovani leve italiane; per non dire che, nel calcio, l’Italia è una nazione che fa tendenza e certamente gli altri Paesi apporteranno modifiche strutturali analoghe (senza dimenticarci che Mazzola, Rivera, Riva ed altri sono espressioni di un calcio solo italiano e che tanti trofei internazionali sono stati vinti in quel periodo).
I giovani non vedranno più come sogno la “professione” di calciatore, equiparando tale qualifica all’essere ricco e circondato da “veline” e non abbandoneranno più gli studi perché, ed è un fenomeno di cui se ne parla poco, i calciatori tutti, anche quelli che non riescono ad avere stipendi super, poiché comunque le spettanze sono sempre superiori alla media, perdono il senso del lavoro = anche risparmio e/o gestione oculata del reddito e si ritrovano, superati i 30 anni, nello status detto “senza né arte, né parte”, quindi disadattati sociali e, conseguentemente laddove hanno già dei figli, certamente un’espressione per quest’ultimi non positiva.
2) Per tutte le categorie di lavoratori esiste un CCNL, per i calciatori non è previsto nel mentre dovrebbe esserci in modo che, in base alla professionalità (così come per tutte le categorie del lavoro) si riceve proporzionalmente lo stipendio.
3) LA VIOLENZA E’ PERPETRATA DA POCHI, MA TUTTI NE SUBISCONO LE CONSEGUENZE.
Non è più possibile che la stoltezza di pochi debba precludere agli sportivi (e lo è il 99,9%) l’accesso agli stadi.
A ben vedere il problema è di applicazione delle leggi: chiunque si permettesse, in una pubblica strada, di usare un bastone contro un qualsiasi Cittadino, figuriamoci contro un Agente delle Forze dell’ordine, è immediatamente arrestato – colto in flagranza – subendo un serio procedimento penale.
Non si comprende perchè, se ciò avviene nello stadio, al massimo, si punisce il reo vietandogli di non assistere ad alcune successive partite (sic).
Necessita un rigore della Giustizia che non deve distinguere (il codice non lo prevede) tra un’aggressione fatta in uno stadio e quella fatta in altro luogo: un’aggressione è tale ovunque e come tale deve perseguirsi.
La soluzione quindi non è un presunto rigore ma la semplice applicazione della Legge; come pure, se qualcuno favoreggia chi commette un reato deve perseguirsi ed, in taluni casi – nelle aziende ad esempio – insiste la responsabilità oggettiva. Orbene, chi ha assistito e può indicare il reo e non lo fa, lo si condanni per favoreggiamento e quant’altri reati tale atteggiamento comporta; ed ancora, al responsabile del club a cui appartiene il reo è comminata una sanzione amministrativa notevole, se ovviamente non è coinvolto nel reato poiché, in tale ipotesi, si applicherebbe, oltre alla sanzione amministrativa, la pena prevista con le aggravanti in quanto il soggetto è responsabile di un gruppo e quindi è immagine d’esempio.
Può nascere il dubbio che l’eventuale reo non sia iscritto in qualche Club; la soluzione potrebbe essere che i responsabili dei clubs gestiscano la responsabilità oggettiva di uno spazio assegnato dello stadio; si può esser certi che se il reo non è appartenente ad un Club è prontamente individuato e segnalato per non incorrere nella sanzione amministrativa.
L’esposizione resa è solo una sintesi e chi amministra il calcio può ben intendere il valore propositivo, come pure la Magistratura ordinaria non deve essere silente ed inattiva per reati che le competono lasciando alla Giustizia sportiva l’onere di redarguire laddove quest’ultima, se è competente negli accadimenti, certamente non lo è per reati di interesse penale.
Ognuno faccia, doverosamente, la propria parte e Tutti, nessuno escluso, avranno modo di ricevere giovamento e dignità.
