Essere “unici” o far parte della “Karaoke Società” ?
Occorre concepire un mondo senza frontiere poiché, sia nella vita che nelle attività lavorative, non ci sono più frontiere e le aziende devono strutturarsi secondo una “geografia del consumo”.
… Per evitare una “società karaoke” bisogna acquisire la convinzione, ad esempio, che ogni nuova persona inserita in azienda è una grande opportunità di crescita relazionale ed affermazione di valori e che presenta la cosiddetta “mente aperta del principiante” che vede…Da qualche tempo mi interesso di memetica (studio dei memi) e ciò mi porta ad avere una visione, quasi strategica, delle cose che probabilmente accadranno, come dire del futuribile, lemma che indica un futuro possibile.
Mutuando alcuni concetti da personaggi forse poco noti alle folle giubilanti al “nulla”, mi permetto sommessamente di renderli con espressioni, è questa la spes, che catturino l’interesse verso argomenti oggi apparenti distanti, invero molto più vicini di quanto si possa immaginare e, cosa più importante, istigatori di azioni che potrebbero risultare salvifiche, apprezzandone l’essenziale visione strategica.
Occorre concepire un mondo senza frontiere poiché, sia nella vita che nelle attività lavorative, non ci sono più frontiere e le aziende devono strutturarsi secondo una “geografia del consumo”.
Nordstrom ha teorizzato che viviamo in un mondo di “karaoke capitalism” e con lui condivido che coloro che lavorano con la mente saranno i vincitori, perché sono oramai quasi sterili stesse aziende, stessi prodotti, stessa informazione: se un’azienda vuol crescere deve essere unica, se si vuol essere vincenti si deve essere unici !
La nuova generazione di vantaggio competitivo sarà basata pertanto sulla conoscenza implicita e necessitano Collaboratori di valore, possibilmente “unici”.
Anais Nin, nota scrittrice, ha detto: “La vita si ritrae o si espande in proporzione al proprio coraggio” ed appare opportuno aggiungere “ se si vuol migliorare è bene espandere quello che si sa ”. E’ imperativo il coraggio di “spingersi oltre” (stupenda poesia di Susy Sutton), necessario perché saremo ricordati dal modo in cui avremo realizzato i nostri “sogni”. Occorre volontà per essere unici e lo sa bene la grande ed ora santa Madre Teresa di Calcutta che ebbe a dire “ per tenere accesa la lampada dobbiamo metterci l’olio”; come pure, continuando in questa sequela di citazioni, Dolly Parton ci avverte che “ se vuoi l’arcobaleno devi sopportare la pioggia” ed ancora, sommessamente, mi permetto di aggiungere che non possiamo scoprire nuovi oceani a meno che non si abbia il coraggio di non vedere più la spiaggia, laddove questa rappresenta le nostre abitudini che, in quanto tali, ci offrono “sicurezza” si, ma del restare immobili dove siamo !
L’unica garanzia di crescita è il costante studio ed arricchimento personale unito alla capacità di relazionarsi, che significa principalmente capacità di ascolto e di interesse disinteressato per le persone.
Per evitare una “società karaoke” bisogna acquisire la convinzione, ad esempio, che ogni nuova persona inserita in azienda è una grande opportunità di crescita relazionale ed affermazione di valori e che presenta la cosiddetta “mente aperta del principiante” che vede quanto altri non hanno più voglia od interesse a vedere, ovvero non vedono perchè “sclerotizzati” da anni di medesime attività lavorative per cui quello che si fa è il miglior modo di farlo (sic).
L’inserimento poi di persone positive è l’azione più semplice e diretta per migliorare il livello di tono, di efficienza ed iniziativa delle persone presenti in un’Azienda, in un’Associazione, in qualsiasi contesto dove ci si relaziona con il rispetto delle opinioni altrui.
Il convincimento deve essere che si ha bisogno di Collaboratori ed Amici che siano eccellenti nelle relazioni umane perché le attività sono svolte da esseri umani; ed allora progettiamo fattivamente le nostre mete perché la vera forza del fare non è nella sola idea: è nel portarla in atto.
