Cattolici per l’Italia

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E’ IL MOMENTO DI AGIRE. DIAMOCI UNA MOSSA !

5 novembre, 2006 (12:55) - Varie - Stampa Stampa

È il motto con cui Paolo Majolino, Segretario politico nazionale dei Cattolici per l’Italia e membro della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana, ha inteso aprire il suo intervento (del quale se ne offre sintesi) il 13 ottobre 2006, in occasione della XIII Conferenza organizzativa della DC tenutasi a RomaAffrontiamo i problemi a tutto tondo.
Iniziando dalla pessima qualità della vita e dalla visione di un “non futuro” per le nuove generazioni che - per la prima volta nella storia del percorso dell’uomo - vedono i figli non avere prospettive migliori dei genitori ed, al tempo stesso, devono competere con una realtà globale costretti a realizzarla in ambiti locali subendo, conseguentemente, lo “status” del luogo e le relativi tradizioni a cui occorre comunque rendere conto.
Malattie da inquinamento fanno morti quanto gli incidenti stradali, con enormi costi economici, sociali ed individuali, siamo già oltre il limite accettabile.
E se per i danni afferenti agli incidenti stradali il costo è assorbito da soggetti economici quali le Compagnie assicurative, ancorché poi spalmato sulle tariffe e quindi ripresentato ai soli Cittadini automobilisti, per i danni da inquinamento il danno è diffuso, indipendentemente che si possegga un auto ed il non aver partecipato direttamente all’evento del sinistro comporta una sterile rabbia ed un risentimento, verso tutti e tutto e solo foriero di un maggior danno psicologico: al danno si aggiunge la beffa di trovarsi poi in tale stato.
Occorre una gestione ottimale dello “spazio collettivo”.
Una condivisione delle cose, nel mentre in assenza di valori impera e domina l’egoismo: non si condivide l’auto neanche all’interno della propria famiglia eppure un auto, anche se tenuta ferma, costa non meno di 300 euro/mese.
La visione strategica positiva della Democrazia Cristiana è stata di aver visto sempre una persona dietro la quale vi era un elettore; i partiti oggi vedono solo l’elettore e poco importa che dietro vi sia una persona.
Nel merito del decreto Bersani e della finanziaria appaiono provvedimenti che includono atteggiamenti colpevolizzanti nei confronti di intere categorie che, nella stragrande maggioranza, sono persone serie e scrupolose.
E’ uno stile di “aggressione” più che una strategia politica, che non si condivide, che non ci appartiene.
Per quanto ci riguarda si preferisce parlare di risultati comprovati e non di accuse retoriche o sterili istigazioni alla contrapposizione tra gruppi sociali e Cittadini.
E’ comprensibile la reazione da parte di chi si vede modificare il sistema nel quale era abituato ad operare.
Qualsiasi cambiamento comporta fatica (Machiavelli ha ben scritto in proposito ne “Il Principe”), a maggior ragione se la direzione è rimuovere consuetudini e regole poco motivate, che - solo per pochi (ad esempio i tassisti) - effettivamente ingessavano il mercato ostacolando una libera concorrenza a favore dei Cittadini, privilegiando solo alcune categorie coinvolte.
Si condivide che le professioni debbano essere soggette al mercato per consentire che, anche in questo campo, si manifestino i benefici effetti della concorrenza e l’attività svolta dai professionisti intellettuali deve assimilarsi all’attività d’impresa: è un principio già consolidato nel diritto comunitario della concorrenza.
Serve un “Ministero del Cittadino” e si propone come Ministro Beppe Grillo.
Che ogni legge sia avallata da tale ministero e firmata SOLO se è nell’interesse dei Cittadini.

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