Etica e Politica
La politica deve affrontare una “necessità storica”.
L’etica in politica non deve essere la definizione del Bene e del Male, bensì la responsabilità delle scelte rispetto ai fini, la congruenza del comportamento rispetto ai valori. La politica è moralità e se a volte ha a che fare con valori tra loro contrastanti, il suo compito è il tentativo di conciliarli, raggiungendo a volte il compromesso; invero la migliore aspettativa è…L’applicazione dell’etica della responsabilità al campo della lotta politica NON è, né deve esserlo, sinonimo di relativismo o peggio di cinismo, MA una costante commisurazione dei mezzi rispetto ai fini. Chi aderisce a una visione politica realistica non deve rinunciare ai valori, invero deve astenersi dal giudicarne la validità assoluta del proprio pensiero. L’etica in politica non deve essere la definizione del Bene e del Male, bensì la responsabilità delle scelte rispetto ai fini, la congruenza del comportamento rispetto ai valori. La politica è moralità e se a volte ha a che fare con valori tra loro contrastanti, il suo compito è il tentativo di conciliarli, raggiungendo a volte il compromesso; invero la migliore aspettativa è una sintesi suprema tra i fini perseguiti ed i mezzi responsabilmente adottati.
La politica attuale è espressione dell’energia del potere: l’importante è vincere/comandare.
Questo assunto diventa poi: vincere con ogni mezzo, anche a costo di svendere ogni principio morale ed etico.
Una delle cose più difficili da realizzare è il fare politica rimanendo integri ed onesti.
Ciò che nell’educazione è chiamato difetto o disvalore, in politica diventa pregio e valore.
E tutto ciò sembra normale.
Se si segue, pregiudizievolmente, solo una linea ideologica (di partito), separata dai cicli storici di crociana memoria, si finisce “fuori tempo”.
Occorre rompere il tempo, rompere la storia.
La DC, l’ha storicamente dimostrato, è riuscita a portare all’interno della vita sociale i diritti individuali e collettivi. Oggi la situazione appare diversa: i diritti, almeno nella nostra società occidentale, sono in gran parte acquisiti e l’evoluzione comporta trasformazioni e miglioramenti afferenti che riguardano altri ambiti sociali, soprattutto economici, la creazione e salvaguardia dei posti di lavoro, la trasformazione dello Stato, del mercato e di tutta l’organizzazione del lavoro che deve confrontarsi e rapportarsi a livello mondiale (la globalizzazione merita un discorso a parte, non esauribile in poche battute). La politica deve affrontare una “necessità storica”.
Necessita pensare di più e meglio che Altri, essere creativi, intendendo con ciò non la riproposizione rifritta di idee, ma la capacità di creare ciò che prima non c’era.
Solo proponendo il meglio, ovvero sempre migliorabile e per questo ben giungano altrettante nuove idee, possiamo immaginare una completa e formata evoluzione sociale; in sintesi, non serve uno scontro soggettivo di singole volontà che cercano di prevalere una sull’altra, ma operare per un’oggettivazione progettuale e per ottenere ciò necessita una NUOVA PEDAGOGIA DELLA DEMOCRAZIA, finanche un porta a porta di Sturziana e DeGasperiana memoria.
Quando si parla di politica si litiga sempre, per strada, al bar, in parlamento; come mai accade ciò?
Perché la politica è legata alla Volontà di Potere del singolo, è legata all’energia di primeggiare e di imporsi sugli altri. Questa è la politica ordinaria. Esiste, per fortuna, un altro modo di fare politica e la si ottiene sostituendo il punto di vista soggettivo con uno che vada oltre la propria personalità e cerchi di giungere ad una visione migliore di quella osservata dal singolo individuo, perennemente critico e separativo.
Per giungere ad una siffatta facoltà di visione occorre andare oltre la personalità, essere altri e vedere se stesso negli Altri.
Un Maestro di Saggezza disse una volta che in qualsiasi situazione della nostra vita esistono sempre tre energie fondamentali; quindi se noi vogliamo osservare e, soprattutto, costruire la realtà in modo equilibrato, armonico e spirituale dovremmo utilizzare sempre queste tre energie fondamentali, che sono la Volontà-Potere, l’Amore-Saggezza e l’Intelligenza Attiva (tre aspetti della divinità presenti in tutte le religioni).
Non sono saggio, ma certamente cristiano ed in serenità e giustezza io vi dico che le tre “energie” che sento di consigliare agli Amici tutti intendo mutuarle dalle virtù donate da Dio: Fede, Carità e Speranza. Fede, nel ritenere il percorso comune avviato la giusta e nella certezza che “per aspera ad astra”; Carità, quale atteggiamento comune verso Tutti e quale distinguo dalle altre forze politiche; Speranza, non deve mai mancarci, avendo Fede, che il progetto della Federazione dei Democristiani ha fondamenta e colonne solide.
