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Perchè sperare se non c’è più nulla da fare.

24 marzo, 2007 (13:15) - Varie - Stampa Stampa

Non appare neanche un ideale rivoluzionario ovvero quantomeno riformista.
Al più si assiste ad aggiustamenti, riparazioni provvisorie: una idraulica della politica, ovvero e peggio, politici idraulici ! …Insiste un tono concorde sulla perdita di fiducia in chi fa politica e non serve immaginare di rimuovere od ignorare il fenomeno tacciandolo di qualunquismo.
Si è preoccupati perché la perdita di fiducia nei propri rappresentanti è, quasi sempre, l’anticamera di brutti ed imprevedibili mancamenti di libertà.
Si assiste ad una sfiducia non solo verso i comportamenti dei singoli politici, è l’interezza della politica che è sentita e vista avulsa dal contesto sociale del proprio vissuto.
E’ corrente perversa di pensiero ravvisare nel fenomeno una liberatoria fine delle ideologie, con conseguente caduta di ideali e speranze non più tese nella ricerca di soluzioni “avanzate”
Non appare neanche un ideale rivoluzionario ovvero e minimo riformista.
Al più si assiste ad aggiustamenti, riparazioni provvisorie: una idraulica della politica, ovvero e peggio, politici idraulici !
Non deve passare l’accettazione: perché sperare se non c’è nulla da fare.
Lo spazio collettivo proposto è uno spazio noetico: uno spazio per pensare, dove far emergere quell’essenziale invisibile agli occhi (mutuando il concetto dal bellissimo libro “il piccolo principe”).
Rimettere in piedi la fiducia nella politica e nei politici è forse l’opera più difficile e di maggiore impegno.
Serve iniziare dalla scuola con una pedagogia della politica ed una sana abitudine della lettura dei quotidiani.
Nella politica di oggi circolano tanti, troppi soldi, che inquinano sia chi li dispone che quelli che li agognano.
Il costo della politica è inaccettabile e l’uso e l’abuso dei soldi pubblici è da tutti visibile.

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