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SOLIDARIETÀ (2)

2 aprile, 2007 (13:20) - Cultura, Varie - Stampa Stampa

Solidarietà è una incantevole parola di cui, spesso, piace farcirci la bocca ed è altrettanto sovente far finta di non prestare attenzione. Invero, come sempre, la verità è nel mezzo: a nessuno è chiesto di essere Robin Hood o benefattore tout-court; si chiede semplicemente di pensare anche agli altri: almeno ogni tanto. …Solidarietà è una incantevole parola di cui, spesso, piace farcirci la bocca ed è altrettanto sovente far finta di non prestare attenzione. Invero, come sempre, la verità è nel mezzo: a nessuno è chiesto di essere Robin Hood o benefattore tout-court; si chiede semplicemente di pensare anche agli altri: almeno ogni tanto.
E’ doveroso aver sempre presente che gli altri siamo noi e che siamo tutti uniti, in un modo o nell’altro; che un giorno siamo sulla vetta ed un altro al fondo e che, tutti insieme, potremmo essere fiduciosi nei confronti del futuro, perché, qualsiasi cosa accadesse possiamo contare sull’aiuto del prossimo. Sarebbe bello nel mondo ci si prendesse cura gli uni degli altri; niente più ingiustizie, niente più soprusi, niente più fame, niente più…, purtroppo le cose non sono in questo modo e tuttavia, per quanto ci è possibile, possiamo fare sempre e comunque qualcosa per dar modo, a chi ancora non ha chiaro il valore benefico della solidarietà, di comprendere e provare a modificare il proprio modo di pensare ed agire: solitamente concentrato unicamente su se stesso e sui propri interessi.
La solidarietà: è un atto d’amore e con l’amore si guarisce ogni male.
L’Italia dispone di un Ministero della Solidarietà che tratta problematiche inerenti le politiche sociali, i lavoratori extracomunitari e le politiche antidroga, deroghe prima attribuite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggi il ministro è Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista. Se si verifica l’atteggiamento operativo del Ministro può notarsi che gli unici interessi sono verso il mondo del lavoro (sic); ed invero, in una estrema sintesi, la Solidarietà può e deve applicarsi anche a tematiche quali: AMBIENTE ALCOLISMO CULTURA DIRITTI DONATORI FAMIGLIA GENITORI, BAMBINI, INFANZIA, RAGAZZI HANDICAP MINORANZE OBIEZIONE DI COSCIENZA POVERTA’ - EMARGINAZIONE QUALITA’ DELLA VITA SALUTE TERZA ETA’ VOLONTARIATO…
Solidarietà è anche promuovere affinché siano evitate le truffe, l’ultima delle quali, detta “vishing”, è insidiosissima ed in calce ne è riportata una breve nota.
Insiste anche un aspetto tecnico-legale che investe il mondo della Solidarietà ed è doveroso qualche nota in merito.
I contratti stipulati nell’interesse altrui, come appunto sono quelli fatti per atti volti alla solidarietà, comportano scelte di opportunità-convenienza, non una manifestazione di autorità bensì un adempimento di generici doveri assunti sia verso il mandante che offre che, in special modo, verso chi ne è il fruitore “passivo” il quale, proprio perchè in questa veste, deve maggiormente essere tutelato.
Sull’onda delle emozioni il non giurista passa facilmente dalla suggestione per un valore a quello che ne è l’opposto, nel mentre occorre essere anche giuridicamente educati a darsi carico dei vari punti di vista manifestando le ragioni a supporto dell’iniziativa.
L’uso del linguaggio comune e la debolezza logica dell’argomentazione giuridica comporta, purtroppo spesso, una accettazione precettiva delle regole che sono assunte come criteri per condizionare le decisioni; invero necessita una discrezionalità come scelta di opportunità nell’interesse altrui: una “doverosità” che caratterizza un potere attribuito come criterio per distinguere, nei soli casi dubbi, l’interpretazione della discrezionalità: zona grigia tra discrezionalità ed interpretazione.
Il potere esclusivo di determinazione non deve essere quindi la sola discrezionalità tecnica, con intrecci di valutazione comparativa di interessi.
Più che il giudizio di diritto deve attribuirsi al giudizio di fatto la verificabilità, vale a dire un empirismo interpretativo.

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