Perché vale la pena di fare politica. E Tu che fai ?!?
Ai moderati manca il “Sacro Graal” che è per loro la memoria del “centro”, inteso non come uno spazio fisico ma come posizione coesa di chi sente di non essere esagitato e non vuole sempre soluzioni “sbraitate” …
…in piazza si rappresentano le sensazioni delle proprie coscienze e NON si discute, lasciando ciò agli spazi politici che dovrebbero essere aperti perché la vera democrazia in politica è ricevere un uomo e farne un cittadino al servizio dei cittadini; ed allora sì che vale la pena di fare politica. Occorre volerlo, rappresentarsi e rappresentare, non solo sterilmente criticare…Ai moderati manca il “Sacro Graal” che è per loro la memoria del “centro”, inteso non come uno spazio fisico ma come posizione coesa di chi sente di non essere esagitato e non vuole sempre soluzioni “sbraitate” .
La politica centrista voluta da De Gasperi, che pensava ad “un partito di centro che guarda a sinistra” è stata ed è da intendersi fondata sull’alleanza tra il partito dei cattolici ed i partiti laici di tradizione liberale, repubblicana e socialdemocratica. Questa politica rappresentava per De Gasperi due obiettivi:
1) evitare l’isolamento della DC che poteva, qui è magna la visione lungimirante dello statista, proprio in virtù di una maggioranza assoluta di consensi, diventare un mero partito confessionale, quindi clerico-conservatore;
2) contrastare con più efficacia la minaccia di una sinistra egemonizzata dal PCI;
L’attualità della politica pertanto è una visione che era e rimane, per i democristiani doc, di un anticomunismo democratico.
Il compito della politica deve essere ambizioso e, maggiormente per un democristiano, ciò deve significare soprattutto la liberazione dell’uomo dalle ingiustizie sociali; per conseguire tale fine occorre essere “politicamente duttili” (qualità dei metalli preziosi), giustificando ciò - per la realizzazione di una democrazia sociale compiuta - accordi con chi, pur se posti su ideologie diverse, vedono il fine comune e ne accettano di percorrere un comune percorso.
I Cittadini, oramai da tempo, hanno avuto una ripresa di coscienza del ruolo della politica; sono i politici che – sempre più distanti dal mondo reale e vivendo di luce propria o riflessa di qualche leader – non hanno neanche avviato una ripresa di coscienza sui valori che i Cittadini chiedono, ovvero e meglio ambiscono.
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Che il Family day NON sia un momento di incomprensione: in piazza si rappresentano le sensazioni delle proprie coscienze e NON si discute, lasciando ciò agli spazi politici che devono essere aperti perché la vera democrazia in politica è ricevere un uomo e farne un cittadino al servizio dei cittadini; ed allora sì che vale la pena di fare politica.
Occorre volerlo, rappresentarsi e rappresentare, non solo sterilmente criticare.
E Tu, che fai ?
