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L’Everest della politica

17 giugno, 2007 (20:01) - Varie - Stampa Stampa

Il 16 giugno, a Roma, si è svolto il Consiglio Nazionale della DC.
Si riporta l’intervento del segretario dei Cattolici per l’Italia Paolo Majolino, nella qualità di vice-segretario nazionale della DC.
” Siamo un grande Paese; un Paese generoso, solidale.
… la Democrazia Cristiana è stata un insieme di ideali, valori, sogni: un sogno poi spezzato da eventi che…
…l’uomo è un punto interrogativo a cui lui solo può dare una risposta se essere…
… false prigioni fabbricate dai politici, vaste abbastanza per offrire un falsa sensazione di libertà; la prigione è talmente vasta da…”Siamo un grande Paese; un Paese generoso, solidale.
La Democrazia Cristiana è stata un insieme di ideali, valori, sogni: un sogno poi spezzato da eventi che, in serenità e giustezza Vi dico, opponibili al loro formarsi e consolidarsi.
I sogni sono sogni, dolci od amari, ma non f differenza.
La Democrazia Cristiana è stata e deve essere il simbolo della speranza del cambiamento.
Dateci il Vostro aiuto per un’Italia più giusta e pacificata, in special modo politicamente pacificata.
Se è pur vero che l’uomo è abitualmente già stabilizzato e modellato, comunque rimane portatore di progetti che devono trovare quanta più ampia condivisibilità, diversamente non sono che atti egoistici che avallano quel relativismo tanto, a ragione, combattuto dal papa Benedetto XVI.
L’uomo è un processo, una crescita, una possibilità, un potenziale che vive in ampi spazi dove molto può accadere, oppure niente.
Il pappagallo sarà un pappagallo, il cane diventerà un cane ed il leone un leone, non esiste il problema che diventi qualcos’altro; ma l’uomo… l’uomo è un punto interrogativo a cui lui solo può dare una risposta se essere tale nel miglior termine possibile o cadere in basso.
Chiedo, aperto pectore, la riconciliazione delle parti, perchè è fortemente necessaria.
L’attuale Democrazia Cristiana è estremamente fraintesa, non soltanto dai suoi avversari ma anche e purtroppo dagli amici stessi più dagli avversari politici.
Nella politica italiana La Democrazia Cristiana era e deve rimanere l’Everest.
Per quanto attiene alla politica nazionale, quella degli ultimi tempi, in serenità e giustezza Vi dico che siamo tutti prigionieri politici della stessa e dimentichiamo intenzionalmente di esserlo se siamo consapevoli delle nefandezze che ci circondano; ovvero e per i più che non sono impegnati attivamente in politica, non è dato di vedere i confini, ciò perché a tutti e data corda a sufficienza per poter immaginare di essere liberi.
Uscite dalla prigione, cercate di entrarne anche in un’altra e ciò sarà sufficiente per vedere i confini della precedente.
Sono tutte false prigioni fabbricate dai politici, vaste abbastanza per offrire un falsa sensazione di libertà; la prigione è talmente vasta da non lasciar scorgere le mura che limitano, fatte di visti, di burocrazia, di amicizie che possono.
Occorre attuare quella riflessione che, ad esempio, il grande Pirandello ritiene indispensabile se si vuole osservare un evento che, prima giunta, appare comico e quindi definisce “avvertimento del contrario” nel mentre la sola riflessione ci fa cogliere la realtà che traspare, definita dal Pirandello “il sentimento del contrario”.
Stiamo attenti, cosa stiamo facendo della nostra vita e di quella dei nostri figli e nipoti e della genia futura tutta ?
Cosa abbiamo fatto, finanche a noi stessi, per accettare tutto ciò ?
Chi effettivamente fa le nostre leggi ? chi effettivamente è responsabile della guida della nostra società ? chi effettivamente risponde agli effettivi bisogni della stessa ?
Non certo gli attuali leader politici che sono schiavi dei loro stessi seguaci/elettori e che hanno timore di discostarsi dalle loro aspettative e non propongo, con coraggio ed onestà, quello che effettivamente necessita al Paese perché diversamente perderebbero il consenso di chi li vuole così come sono acchè realizzano i loro desideri e non quelli degli altri, quelli del Paese.
In serenità e giustezza Vi dico che sono persone cieche com noi, forse più istruite ovvero più informate su come manipolare il potere; ma non fa differenza che un cieco sia più o meno informato sulla luce, rimane pur sempre un cieco.
Io non intendo essere cieco e spero Voi con me.

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