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Mediocrità democratica: non c’è più tempo.

29 giugno, 2007 (17:05) - Varie - Stampa Stampa

L’imperativo categorico è non essere volgari nell’ostentare le giuste e doverose proteste; è non essere all’asservimento della necessità produttiva che ha sottratto ai valori morali ogni autonomia.
Occorre un agire morale: è una necessità che si vorrebbe oggettiva…Si ha sempre più disgusto delle manifestazioni rumorose, delle sconce espansioni di apparente cameratismo, finanche dell’odore di cibi grossolani.
È pur vero che è disdicevole ostentare le proprie tribolazioni ed è preferibile velarle sotto una dignitosa impassibilità, ma non c’è più tempo, come ho già detto e scritto: occorre rompere il tempo e la storia.
Serve una morale completa, indipendente dal peso inconsulto delle situazioni scontate ed accettate quale tali ed irremovibili; dalle apparenti scosse della moda che non fanno altro che ribadire l’estraneità di quel soggetto, orami terzo totalmente estraneo alla società in quanto facente parte di una casta a sé stante, che è al potere e lo dirige.
L’imperativo categorico è non essere volgari nell’ostentare le giuste e doverose proteste; è non essere all’asservimento della necessità produttiva che ha sottratto ai valori morali ogni autonomia.
Occorre un agire morale: è una necessità che si vorrebbe oggettiva, indipendente dal plusvalore, offerto come tale, della produzione che, nel regno della precisione economica, delle leggi inevitabili del commercio, costituisce solo esorbitanti colonne di cifre sui conti dei potenti.
Riappropriamoci dei tre momenti importanti: dell’economia, della qualità della vita e della libertà, offrendo ed esaurendo spazi all’insurrezione e traducendola in una rivoluzione democratica, composta e civile, ed invero pur sempre una rivoluzione.

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