Vi sono finalità sociali da assolvere: una Nuova Riforma Agraria
Vi sono finalità sociali da assolvere.
Serve una bonifica totalitaria delle coscienze.
I partiti hanno occupato lo Stato ed una pazza democrazia porta al potere i peggiori… ed allora serve …
Serve una classe dirigente matura, politicamente matura; persone di primissimo piano che devono osare, non porsi ai margini, ovvero attuare azioni pseudo-clandestine.
Un esempio ? imporsi con un vero made in Italy comporta una NUOVA RIFORMA AGRARIA: tecnologica ed al tempo stesso legata alle migliori tradizioni.
Se è vero che la Comunità Europea obbligherà ad espiantare tanti vigneti, il cui fine è il miglioramento della qualità, c’è da chiedersi se gli Italiani saranno poi costretti a bere solo vini di qualità, certamente non a prezzi accessibili a tutti ed allora, in assurdo, la moltitudine berrà vini a basso costo e di produzione estera (sic).
Una nuova riforma agraria deve costituire una svolta organizzativa nel Paese; produrre vini e prodotti di qualità ed anche produrre una qualità al costo della convenienza, incentivando il consumo in loco di quanto è ivi prodotto ed il solo risparmio dei costi di spedizione sarà di per sé una ragione di convenienza, oltre che di risparmio energetico per l’aver evitato l’impegno di tanti mezzi di trasporto, finanche l’Ambiente ne guadagnerà.
Ho già scritto che esiste una “questione settentrionale”, dante causa di quella meridionale e che lo spopolamento delle aree agricole ha creato intasamento nei centri urbani ed anche e principalmente uno sradicamento sociale che, spesso, è sfociato in isolamento e ribellione.
Una nuova riforma agraria deve significare il ritorno alla terra, deve significare una prospettiva alternativa e concreta per le future generazioni.
Una organica e strutturata nuova riforma agraria comporterà una stabilità economica e sociale, anche per il tramite della realizzazione di importanti infrastrutture in agricoltura e ciò sarà volano per una maggiore occupazione, evitando un male sempre più diffuso e sottaciuto dai media: il lavoro in affitto; quell’interinale che non offre una serenità di futuro e produce disadattamento.
Una realizzazione di infrastrutture volte all’agricoltura finalizzante e professionalizzante perché il fine è poi essere gli utilizzatori primi di tali realizzazioni.
Una nuova riforma agraria che non sia gestita ma solo guidata dallo Stato e con ciò intendo esprimere una condanna senza appello al rinascente statalismo che possiamo ben definire, purtroppo, socialismo di Stato ovvero ed anche statalismo sociale.
Oggi il vero monopolista è lo Stato che ha conferito immenso potere ai grandi enti pubblici o presunti tali.
E’ pur vero che liberalismo e fiducia nello Stato possono e devono convivere.
Ai due Poli, se e purtroppo lo status rimarrà tale, posso dire che pur partendo da concezioni e posizioni diverse, non si può fare a meno di rispettare le elementari leggi economiche.
Vi sono finalità sociali da assolvere.
Serve una bonifica totalitaria delle coscienze.
I partiti hanno occupato lo Stato ed una pazza democrazia porta al potere i peggiori.
E’ doveroso ricordarci le tre bestie individuate da Don Sturzo: Statalismo – Partitocrazia – Abuso di denaro pubblico.
Allo stato attuale ci vorrebbe una rivoluzione vera per sovvertire la situazione.
Ed allora quale missione è più convincente della difesa dell’occupazione e dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese ?
Spero vivamente che da queste mie parole trapeli un atto di affetto e rispetto verso le Istituzioni e non un segno di presunzione.
