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Centro Studi formazione politica: una riflessione teorica/operativa

5 agosto, 2007 (20:03) - Varie - Stampa Stampa

All’inizio si insegna con sicurezza ciò che si sa, poi, si spera cresciuti in sapienza, si propone agli Altri ciò che non si sa e questo vuol dire cercare…La verità non è un prezioso che si acquista per poi ostentarlo, quale segno di opulenza; invero è un insieme di oceani in cui immergersi e muoversi: sempre.
All’inizio si insegna con sicurezza ciò che si sa, poi, si spera cresciuti in sapienza, si propone agli Altri ciò che non si sa e questo vuol dire cercare.
A tal proposito vale ricordare quanto è nel vangelo di Luca “…Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto…”
Se uno non cerca più, poco per volta, regredisce anche su ciò che sa e che trovato.
Per fortuna un’inquietudine agostiniana ci impedisce di dormire sugli allori, ovvero il conservare in modo asettico la verità raggiunta, quindi non dimenticando che è un seme fecondo.
Le certezze raggiunte, pur se intese simili ad un rigido teorema matematico od anche ad un asserto perentorio, mantengono sempre al loro interno spiragli e spazi per allargarsi, forieri di nuovi orizzonti.
Finanche il dubbio, quando non è sclerotizzato ed assunto a puro sistema rigido, è stimolo a procedere nella ricerca: un sale che condisce ciò che già si possiede per fortificarci nella ricerca della verità.
In serenità e giustezza, una vita senza ricerca non mette in computo d’essere pienamente vissuta e la ricerca di quel bene comune, così come inteso dai Cristiani, che è - al contempo - di tutti e di ciascuno, merita di essere ambita; ed allora che i Cattolici prendano esempio dal passato per contribuire ad un futuro migliore.
Nella diversità di momenti storici, come nella diversità di responsabilità assunte dai Cattolici verso lo Stato e verso la Società civile, i Cattolici italiani hanno dato un indiscutibile contributo alla crescita etica, culturale, materiale e politica del Paese.
Se è pur vero che il futuro si presenta intriso di poliedriche problematiche, è richiesto allora un analogo multiforme impegno.
I Cattolici devono esserci: da protagonisti, perché è l’attuazione stessa dei valori cristiani che porta all’impegno, nonostante i ricorrenti tentativi di metterli a tacere e finanche di ignorare le loro proposte; a tal proposito è impegnativo e non facile proporre oggi una Centro Studi di formazione politica, perché è carente la contrapposizione ideologica delle parti; basti qui dire che Veltroni, fin da giovane schierato ed attivo nelle piazze con la FIGC (Federazione Italina Giovani Comunisti), assume a paradigma, quindi a modello condiviso e preteso condivisibile, i fratelli Kennedy (sic).
Si esige quindi un estraniarsi da tutto ciò che non è commistione e creare spazi di valori in cui immergersi.
Dipende solo da noi, intendendo con questo affermare da chi ha la possibilità e sente il dovere di farlo, perché la gente interessata è già pronta all’ascolto ed il dialogo, che si attua tra persone che si identificano in valori comuni a cui tendere, si deve e sarà improntato sulla fiducia, sull’apertura alla disponibilità ed ascolto senza pregiudizio, scevro quindi di quel senso comune dettato dalle sole mere esperienze empiriche; un dialogo sincero ed autentico, che diventi impegnativo e finanche politicamente totalizzante.

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