De Gasperi: DNA vincente degli Italiani
ho inteso traslare il pensiero degasperiano ai giorni nostri immaginando cosa avrebbe detto e consigliato lo Statista su di un argomento non presente storicamente ai suoi giorni… ipotizzando quale lungimiranza poteva esprimere affrontando la tematica relativa ai nuovi modelli di comunicazione, in estrema sintesi: internet; mettendo a frutto il vantaggio del DNA vincente degli ItalianiQuando mi è stato chiesto un intervento sul tema del convegno, tenutosi a Cortina d’Ampezzo il 18 e 19 agosto 2007, incentrato sulla figura di De Gasperi, poiché è immensa tale figura ed in tanti anni si è esaurita la possibilità di aggiungere connotazioni ed aneddoti nuovi, ho inteso traslare il pensiero degasperiano ai giorni nostri immaginando cosa avrebbe detto e consigliato lo Statista su di un argomento non presente storicamente ai suoi giorni.
Conoscendo, solo per studio, il pensiero di De Gasperi, con enorme presunzione mi sono calato nella sua mente ipotizzando quale lungimiranza poteva esprimere affrontando la tematica relativa ai nuovi modelli di comunicazione, in estrema sintesi: internet.
Amo questo mio Paese e sono grato erede a chi ha permesso e contribuito acchè possa viverci usufruendo di una eredità morale e politica che ha pochi eguali nel mondo.
Sono oltremodo grato quindi ad Alcide de Gasperi, la cui serenità e saggezza può riassumersi nella sua espressione “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista alla prossima generazione.”
Alcide De Gasperi: riconosciuto quale il più grande statista della storia d‘Italia, con un percorso umano e politico volto al rinnovamento della nazione e lungimirante nelle scelte internazionali quali l’unità europea, la scelta atlantica, la costituzione della CECA, la Cassa per il mezzogiorno, la Riforma Agraria, la Riforma fiscale col piano Vanoni, l’attuazione del “piano casa (detto piano Fanfani) e tanto altro ancora.
Ed invero, con visione politica, posso affermare che la più grande vittoria di De Gasperi è stata l’aver fatto comprendere al Partito Comunista Italiano il valore della democrazia formale, che si espleta anche per il tramite del perseguimento di una salda coerenza tra idee e comportamento, nella vita privata come nelle scelte pubbliche di carattere politico e culturale.
Il metodo democratico, magistero caposaldo degasperiano, categoria quasi abusata ritenendo De Gasperi indispensabile perseguire un sistema aperto nelle relazioni politiche: status prodromo per assicurare un andamento razionale alla vita sociale ed istituzionale e per la priorità della governabilità intese assegnare un premio di maggioranza ai vincitori delle elezioni, subendo l’appellativo “legge truffa” a tale iniziativa nel mentre oggi, già applicata in alcune forme, è argomento di rinnovato interesse a seguito della proposta referendaria (forse qui si dovrebbe parlare di effettiva truffa che intende completare quella detta, a ragione, “ porcellum”).
De Gasperi, sempre alla ricerca costante del metodo democratico, seppe ossequiare a questo anche la profonda fede cristiana attuando un atteggiamento compiutamente laico in politica e ciò ha costituito un modello per generazioni di politici.
Agiva in politica con schietta spinta morale, conciliando la coscienza religiosa con la necessita di una politica laica, mantenendo pertanto una linea di autonomia, pur nella assoluta devozione alla Chiesa e su questo mi corre l’obbligo di chiarire l’enorme confusione che oggi regna nel confondere laicismo con laicità, laddove il primo lemma esprime un arroccamento ed avversità all’altro nel mentre l’altro indica il concetto di rispetto dell’altro, pur nella diversità di pensiero.
De Gasperi ci ha insegnato che il politico deve rappresentare le doti migliori del popolo ed invero oggi abbiamo una casta politica “etrusca”.
Il motivo della decadenza etrusca fu l’incapacità di dotarsi di ordinamenti politici capaci di assorbire le tensioni sociali. Lo splendore dei principi etruschi fu anche il segno del loro chiuso orgoglio di casta che alla fine li portò alla rovina.
Oggi, questa odierna classe etrusca, applica come normale devianza l’esercizio del peggio esternandolo in due modi: con dolo e/o incapacità.
E’ un modello confuso non destinato a rimanere e che intende effettuare le sole riforme che non costano come se fossero solo queste quelle buone.
Al Cittadino appare rimasta la sola funzione rivoluzionaria del diritto applicando il principio che la legge è uguale per tutti.
L’Italia di oggi, per fortuna, è anche l’Italia in cui si sono realizzati tutti gli obiettivi che De Gasperi aveva perseguito.
Negli anni ’50 e ’60 si diffondeva il “miracolo economico italiano”; oggi l’Italia, pur considerata tra le prime otto più importanti economie mondiali, è arretrata nell’uso dei nuovi sistemi di comunicazione e ciò anche nei confronti di economie relativamente più piccole.
Siamo di fronte ad una sfida ampia e profonda di una nuova economia in cui non possiamo permetterci di perdere.
Mi attrae l’idea che De Gasperi, su questa innovativa competizione, avrebbe indicato - come nel suo stile - sia le problematiche che le possibili soluzioni, ed allora ascoltiamo il De Gasperi virtuale.
Gli Italiani:
- hanno fantasia e sanno muoversi con disinvoltura e flessibilità in terreni incerti;
- sanno vivere e progredire nel disordine;
-molte delle nostre imprese hanno una forte cultura di servizio;
- chi fa impresa comprende l’importanza delle relazioni e dei rapporti umani;
- si conosce il valore della fiducia,
- la quasi totalità delle imprese sa padroneggiare le tecnologie e metterle al servizio delle loro idee;
Gli italiani sanno condividere conoscenze e risorse, costruire comunità e tanto altro.
Tutto questo ci rende adatti a vivere e prosperare meglio che altri in un sistema informe e mutevole.
L’Italia è ricca di piccole e medie imprese che hanno dimostrato di saper esportare e di competere su scala mondiale, anche con colossi quali le multinazionali e ciò perché dotate della combinazione vincente:
innovazione, fantasia e tecnologia.
Ci sono oggi nuove possibilità importanti per le imprese italiane nel mondo globale della rete ed invero occorre che siano soddisfatte alcune condizioni:
1) pensare in termini di servizio e non solo di immagine;
2) lavorare con pazienza per costruire una cultura interna d’impresa che comprenda il nuovo mondo globale che offre la rete;
3) prestare attenzione non solo alla vendita diretta ed al consumatore finale ma comunicare meglio con gli intermediari ed altri interlocutori d’impresa, quali - ad esempio - anche le banche.
4) non seguire stereotipi precostituiti e trovare i fattori specifici che corrispondono alle particolari esigenze della propria impresa e del mercato di riferimento;
5) non pensare al commercio elettronico nel modo più banale ma agli infiniti modi possibili che consentono di facilitare le relazioni, migliorare l’efficienza ed il servizio ed anche aprire nuovi percorsi e mercati;
6) essere flessibili, innovativi e coraggiosi, senza subire ed anzi utilizzare a proprio vantaggio la continua evoluzione di un sistema complesso, mutevole, capriccioso e finanche imprevedibile;
Condizioni attuabili perché adatte al temperamento, alle capacità, alle risorse delle nostre imprese: è il momento di mettere a frutto questo vantaggio del DNA vincente degli Italiani.
W l’Italia, W gli Italiani, W la Democrazia Cristiana.
