San Francesco & Beppe Grillo: antipolitico & novello francescano?
L’oggetto attuale di discussione è l’antipolitica;
… come si è giunti all’attuale antipolitica..
… questa odierna classe politica etrusca ignora che non è il solo contenuto a fare la qualità di un’idea, di un progetto, ma la modalità di discussione del contenuto e le persone che vi contribuiscono a realizzarlo…
…allora possiamo ben dire che San Francesco & Beppe Grillo…Consentitemi e perdonatemi una notazione meramente politica.
Mi interesso di memetica, scienza che studia la propagazione dei memi: dei modi di pensare; questo particolare studio mi pone, presuntuosamente, in una visione terza, distante e possibilmente intuitiva.
L’oggetto attuale di discussione è l’antipolitica, ovvero e meglio, il concetto che permane – ai giorni nostri – di tale definizione; ovvero ancora della definizione che questa classe politica etrusca intende far prevalere ed imporre.
La politica, come potremmo definirla ?
A mio sommesso giudizio è l’esercizio delle decisioni collettivizzate assunte dallo Stato per noi; è quindi “l’esercizio del potere sovrano dello Stato”, come ebbe a dire Max Weber.
Perché si è giunti all’attuale antipolitica.
Preliminarmente proviamo ad offrire una definizione, per così dire tecnica, linguistica, nel senso più comune del termine che definisce antipolitica l’atteggiamento di chi si oppone alla politica come pratica di potere, conseguentemente, si oppone ai partiti ed agli esponenti politici tutti che sono ritenuti, nell’immaginario collettivo, dediti ad interessi personali e non al bene comune.
Questa classe politica, così come i principi etruschi, è incapace di dotarsi di ordinamenti politici capaci di assorbire le tensioni sociali.
Voglio ribadire un concetto già espresso e cioè che lo splendore dei principi etruschi fu anche il segno del loro chiuso orgoglio di casta che alla fine li portò alla rovina.
Oggi, questa odierna classe politica etrusca applica, come normale devianza, l’esercizio del peggio esternandolo in due modi: con dolo e/o incapacità, non comprendendo, ovvero e peggio ignorando, che non è il solo contenuto a fare la qualità di un’idea, di un progetto, ma la modalità di discussione del contenuto e le persone che vi contribuiscono a realizzarlo.
Se un’idea od un progetto è valido il Cittadino, fatte poche eccezioni di chi è ideologicamente sclerotizzato, non si chiede più se è di sinistra, di centro o di destra quanto proposto ma…se è nell’interesse del Cittadino !
Scopriamoci autori della storia e proviamo a cosa poter fare per uscire dalla crisi cercando di essere lungimiranti per creare le migliori fondamenta alle prossime generazioni.
L’antipolitica è alimentata dal non vedere il futuro, ecco il senso che accomuna chi esprime l’antipolitica.
La partecipazione alle decisioni della collettività non è mai antipolitica ma la richiesta di un’altra forma di politica: non si vuole una Società del disinteresse.
La critica dell’antipolitica investe due aspetti:
1) è interna al sistema, quindi rivolta a chi governa;
2) è richiesta partecipativa, formatrice dell’uomo adulto, partecipe e consapevole;
La casta politica etrusca è pronta a ghettizzare chi osa contestare il re, che è un re nudo, forse anche a sé stesso e maggiormente quindi si arrocca contestando ogni forma di aggregazione che possa contrapporsi, ovvero e meglio, fornire un modello di società migliore.
Lo Stato è preteso assolutista e con un’unica matrice che sia di stampo per tutti: il laicismo; come dire che è il mio pensiero quello assolutamente valido e non interessa neanche l’ascolto dell’altro che ha il torto di non avere le stesse convinzioni: per meglio dire certezze, ad usare una terminologia cara al laicismo.
Ne consegue che la laicità di chi è cattolico è vista quasi come disturbante stranezza e poiché un buon cattolico è al tempo stesso un buon laico, è questa cultura stessa del modello democratico del confronto a dover essere zittita perché comporterebbe mettere in discussione le certezze proposte ed imposte.
E’, purtroppo, come voler imporre ad un cattolico di vivere come se Dio non ci fosse ed anche, al tempo stesso, di non “disturbare” la vita “pubblica”.
E’ imperativo categorico ribellarsi a tale status.
Il vivere con gli Altri è accettare gli Altri, anche se pensano ed agiscono in modo diverso.
Se ciò è antipolitica allora possiamo ben dire che l’antipolitico per antonomasia è San Francesco, che non vedeva nel musulmano un avversario ma una persona come lui, come tanti, come tutti e, conseguentemente, non da combattere ma da convincere con l’esempio di vita: e che esempio è stato San Francesco.
E Beppe Grillo, novello francescano, merita attenzione e rispetto per le argomentazioni che espone e non certo essere ridicolizzato; ma ciò rispecchia l’atteggiamento della casta “etrusca” che si oppone, provando a sminuire le proposte “antipolitiche”, che sono condivise e proprio perché tanto così ovvie, gli “etruschi” non osano metterle in discussione e dileggiano chi le espone in modo che sminuendo il carisma di chi ne è portavoce immaginano che, di conseguenza, le idee stesse perdano di valore.
ILLUSI, i Cittadini si sentono sempre più “giacobini” e sarà prossima la caduta di un’altra bastiglia !
In serenità e giustezza vi dico che il vero timore dell’antipolitica, per chi si sente un cattolico cristiano come me, è che questo atteggiamento fa crescere il bisogno, il desiderio, l’accettazione, di un uomo forte, di un partito forte, che sia risolutore dei problemi.
NON serve un uomo forte od un partito forte, MA un Partito con un pensiero strategico/politico FORTE, supportato da uomini NON forti, MA AUTOREVOLI.
