…ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Il senso di chi vive in questi tempi il sentimento dell’antipolitica è di non voler essere mediocri attori sociali.
…comprendere che la vera giustizia non è disimpegno e desiderio di tranquillità, ma è passione per la libertà e la verità e che l’esercizio ottimale della Giustizia è la forza dei deboli.
È mia abitudine leggere ogni giorno un quotidiano diverso, sempre accompagnato da altri quotidiani quali il Sole 24 Ore ed Avvenire.
Giorni fa, leggendo “Liberazione “, quotidiano comunista perché così è riportato sotto il nome, vedo pubblicato uno stralcio della poesia di Eugenio Montale “Non chiederci la parola”.
Rifletto sul senso di questa poesia, che conoscevo, nel contesto di un quotidiano comunista e mi affiorano immediati paragoni storici.
Riporto solo alcune parti della poesia che ho ritenuto significative ed ispiratrici dell’emozione evocativa del paragone storico suscitato.
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro…
…ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a sè stesso amico, e l’ombra sua non cura…
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti…
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Montale visse in un periodo di crisi generale, in cui gli intellettuali, e quindi anche i poeti, non avevano ideali da rivelare e si rifugiarono nell’”ermetismo” (Quasimodo, Ungaretti, Mallarmé…)
L’ombra come metafora dell’inconsistenza e della precarietà della vita ed appare a loro inutile domandare il senso della vita od anche delle certezze perché si ritengono capaci di raccontare solo ciò che non sono e cosa non vogliono.
Montale interpreta il pensiero dei poeti dell’epoca, che esprimono una concezione negativa dell’esistenza.
E queste considerazioni mi sono venute ragionando per il raffronto storico apparsomi con l’attuale così designata ANTIPOLITICA.
Perché rendo questo ? purtroppo per un’analogia tra ERMETISMO (da Ermete, dio delle scienze occulte) e l’ANTIPOLITICA.
L’ermetismo tendeva a liberarsi dalle scorie del linguaggio delle tribù per ritrovare una sua verginità semantica ed invero c’è una motivazione di carattere storico per cui questi poeti scelsero di mirare a restare chiusi nel tempio della sacra poesia: evitavano di compromettersi col Regime e di farsi celebratori delle conquiste, come invece fecero altri mediocri poeti dell’epoca.
Il senso di chi vive, in questi tempi, il sentimento dell’antipolitica è di non voler essere mediocre attore sociale.
Antipolitica è essere testimoni scomodi trovando la verità, che è innanzi tutto dentro di noi.
Antipolitica è pretendere che l’informazione sia ribellione e contrasto, nel mentre questa delega etica la stanno disattivando quasi del tutto.
Antipolitica è intendere che per disarmare il cuore dei violenti e degli oppressori occorre comprendere che la vera giustizia non è disimpegno e desiderio di tranquillità, ma è passione per la libertà e la verità e che l’esercizio ottimale della Giustizia è la forza dei deboli.
