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I SISTEMI ELETTORALI: comprendiamo questi sconosciuti (3)

26 novembre, 2007 (20:17) - Varie - Stampa Stampa

PARTE TERZA
Legge elettorale “proporzionale” del 2005Dopo quasi mezzo secolo il sistema di tipo proporzionale in vigore era stato sostituito nel 1993, anche in seguito ad un referendum popolare, dalla legge Mattarella (leggi 176/93 e 177/93). Si era così passati ad un sistema elettorale di tipo misto, per un 75% maggioritario ed un 25% proporzionale, ma le due parti venivano collegate attraverso il sistema dello scorporo. Il disegno di legge n.3633 approvato il 14 dicembre 2005, successivamente trasformato nella legge 270/2005 il 21 dicembre 2005, ha riportato il sistema al proporzionale, ma con un premio di maggioranza eventuale, ovvero che scatta solo a determinate condizioni. Lo stesso autore della legge, il leghista Roberto Calderoli, l’ha definita “una porcata” e per questo motivo viene a volte rinominata Porcellum.
Per le elezioni alla Camera si distinguono tre sistemi:
• La circoscrizione Estero è divisa in ripartizioni, ciascuna delle quali elegge i deputati a lei assegnati con il sistema proporzionale puro, senza sbarramenti, né premi di maggioranza. In totale la circoscrizione Estero elegge 12 deputati, come previsto dalla Costituzione;
• La Valle D’Aosta elegge un deputato col sistema maggioritario;
• Per le altre 19 regioni, i partiti possono coalizzarsi fra loro e per l’assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere, sommando i voti di tutte le 19 regioni, almeno il 10% dei voti validi espressi e almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 2%. Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno il 4% dei voti. Per le liste coalizzate, esiste una soglia di sbarramento del 2%: i seggi all’interno di ciascuna coalizione sono assegnati tra le liste che hanno raggiunto questa soglia, quelle sotto soglia ma rappresentative di minoranze linguistiche e la migliore lista sotto soglia. È previsto inoltre un premio di maggioranza che scatta nel caso in cui una coalizione o singolo partito abbia ottenuto, sommando i voti di tutte le 19 regioni, la maggioranza relativa. Il premio prevede l’assegnazione ad essa di 340 seggi, se col normale criterio proporzionale i seggi assegnati sarebbero di meno. I rimanenti seggi sono assegnati proporzionalmente alle altre coalizioni e liste.
Anche per il Senato si distinguono tre sistemi:
• La circoscrizione Estero elegge 6 senatori, come previsto dalla Costituzione, con lo stesso sistema usato per i deputati;
• La Valle D’Aosta e il Trentino Alto Adige eleggono i propri senatori (la Valle D’Aosta ne elegge uno, come previsto dalla Costituzione) col sistema maggioritario, per preservare le minoranze linguistiche, come richiesto dalla Costituzione:
• Le altre 18 regioni eleggono i propri senatori su base regionale con sistema proporzionale. I seggi sono ripartiti tra le regioni, partendo dal numero minimo di sette seggi ciascuna, sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione; il numero esatto di seggi assegnati ad ogni regione viene emanato contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi. Fa eccezione il Molise, al quale la Costituzione assegna 2 senatori. I partiti possono coalizzarsi e per l’assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere almeno il 20% dei voti validi espressi a livello regionale ed almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 3%. Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno l’8% dei voti validi espressi, sempre a livello regionale. Nella ripartizione dei seggi su base regionale all’interno delle coalizioni sono ammesse solo le liste collegate che abbiano conseguito almeno il 3% dei voti validi a livello regionale. Anche il premio di maggioranza al Senato è su base regionale; la lista o coalizione avente la maggioranza relativa dei voti in una regione ottiene il 55% (arrotondati per eccesso) dei seggi assegnati a quella regione, se col normale criterio proporzionale ne otterrebbe di meno.
Infine, deve evidenziarsi che al Senato non è assicurata la maggioranza dei seggi alla coalizione che ha ottenuto più voti, poiché i singoli premi regionali potrebbero neutralizzarsi a vicenda e può sia lasciare uguale, sia aumentare che diminuire il numero dei seggi ottenuti da una certa coalizione. Non è nemmeno garantito, quindi, che nei due rami del Parlamento si formi la stessa maggioranza. Infatti, nel caso del Senato, il premio di maggioranza rende il risultato dipendente da un elevato numero di fattori variabili che lo rendono di fatto imprevedibile, seppur deterministico* (vi è infatti un analogia con i sistemi dinamici caotici* ).
Sia per la Camera, sia per il Senato, il metodo di voto consiste nell’apporre una croce solo sopra il simbolo di un partito. Non è prevista la possibilità di scrivere una preferenza all’interno di un partito in quanto le liste sono bloccate ed i seggi destinati ad ogni partito saranno assegnati in ordine ai primi candidati della lista: ordine stabilito dalle segreterie dei partiti che rende i parlamentari “nominati” e non eletti !
concetto mutuato dalla Teoria del caos Un sistema dinamico si dice caotico se a variazioni infinitesime delle condizioni al contorno (o, genericamente, degli ingressi) corrispondono variazioni finite in uscita. Come esempio banale: il fumo di più sigarette accese in condizioni macroscopicamente molto simili (pressione, temperatura, correnti d’aria) segue traiettorie di volta in volta molto differenti. (terza ed ultima parte)

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