Le posizioni dei partiti sulla legge elettorale
Per completare la tematica sui SISTEMI ELETTORALI, appare conseguente rendere noto i pareri ed atteggiamenti delle varie formazioni politiche; qui di seguito una sintesi in modo che il Cittadino, vero fruitore della legge, possa avere chiaro quanto sostengono i vari partiti.
Ho inteso rendere il distinguo delle posizioni degli attuali componenti del Partito Democratico (DS e Margherita) perché significativo che l’unione è ancora apparente e non nei fatti.Queste le posizioni dei partiti nella fase attuale
CENTROSINISTRA
ઉ Partito Democratico più che PD è opportuno dire che è Veltroni a caldeggiare un sistema “proporzionale alla tedesca” e la proposta è “in itinere”.
ઉ Democratici di sinistra guardano al superamento del bicameralismo partitario e all’istituzione al Senato delle regioni e delle autonomie, con la possibilità di differenziare i sistemi d’elezione delle due camere. Sono per il rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio dei ministri, con la camera legislativa che attribuisca a lui la fiducia e gli consenta la nomina e la revoca dei ministri. Vogliono diminuire il numero dei parlamentari. La propensione è per il doppio turno, con collegi uninominali. (Sistema alla francese). Un’alternativa potrebbe essere costituita dal modello comunale o regionale. La sinistra (ex interna) guarda ad un «sistema a doppio turno di tipo francese con quota proporzionale: ovvero a un sistema proporzionale corretto di tipo tedesco», come indicato nella mozione Mussi.
ઉ La Margherita buona parte è favorevole ad un sistema che riproduca quello adottato per l’elezione del sindaco e delle rappresentanze regionali. Francesco Rutelli ha chiarito ««da sempre sono per il sistema a doppio turno, quello francese. Il sistema dei comuni è quello che ha funzionato meglio: sia che ci si presenti con vari candidati, sia che ci si presenti in coalizioni, permette ai cittadini di scegliere». Gli ex popolari preferiscono il modello tedesco ma nel partito c’è anche chi, come Renzo Lusetti, non disdegna l’esempio spagnolo.
ઉ Rifondazione Comunista è per il modello tedesco, come hanno chiarito sia il segretario Mario Giordano che Fausto Bertinotti. Nettamente contrari alla proposta referendaria «che tenta di introdurre una legge che semplifichi la rappresentanza, cancellando anche noi», ha detto Bertinotti. Anche Giordano ha sottolineato: «siamo in disaccordo rispetto a un sistema maggioritario come quello che deriverebbe dall’approvazione dei referendum perché anche quello sarebbe un atto privatistico».
ઉ Partito dei Comunisti italiani guarda al modello della legge regionale. Dice Pino Sgobio, capogruppo alla Camera:«Siamo fortemente persuasi nel ritenere che ogni ipotesi di riforma non possa prescindere da un adeguato bilanciamento tra le garanzie di governabilità e quelle di rappresentatività dell’intero sistema politico. Sarebbe pertanto realistico e coerente costruire un consenso in Parlamento attorno ad una legge elettorale in linea con quella attualmente in vigore per le Regioni, che è la più aderente alla cultura politica del nostro Paese».
ઉ Socialisti Enrico Boselli è per l’adozione di un sistema simile a quello già in vigore per l’elezione del sindaco od al Tatarellum, il sistema regionale (proporzionale con premio di maggioranza e scelta del premier e della coalizione).
ઉ La Rosa nel pugno il radicale Marco Beltrandi si è espresso per l’uninominale a turno unico o a doppio turno (ma rigorosamente come in Francia).
ઉ Italia dei Valori secondo Antonio Di Pietro «bisogna raggruppare i partitini, perchè meno partiti ci sono e meglio è», ma l’IDV non ha ancora ufficializzato una precisa posizione nel merito, ritenendo prioritario il confronto in Parlamento.
ઉ Udeur appoggia una riforma che si ispiri al sistema in uso nelle regioni, a quello tedesco o in subordine a una correzione del sistema attuale come quella proposta da D’Alimonte. Clemente Mastella ha precisato di preferire in questa fase modifiche leggere all’attuale sistema, secondo la proposta D’Alimonte con, in più, l’inserimento delle preferenze.
ઉ Verdi sono per il modello dei comuni o delle regioni. Alfonso Pecoraro Scanio dice «basta alle liste bloccate», ma non vede di buon occhio riferimenti stranieri come Francia e Germania, pensa piuttosto a modelli italiani «per esempio le leggi sui sindaci e sulle elezioni delle Giunte regionali funzionano benissimo e fanno parte di un modello italiano».
CENTRODESTRA
ઉ Forza Italia è favorevole a un sistema che mantenga l’attuale legge elettorale, però con una attribuzione di seggi al Senato non più su scala regionale, ma nazionale. In questa fase Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, dice no all’introduzione di una legge simile a quella adottata in Germania, perchè «introdurre un sistema completamente proporzionale come quello tedesco significherebbe avere una serie di riforme costituzionali che possono andare avanti magari anche due o tre anni».
ઉ Alleanza Nazionale la preferenza è per una legge elettorale che rafforzi il bipolarismo, garantisca la governabilità e salvaguardi l’identità dei partiti. No al modello tedesco.
ALLEANZA NAZIONALE guarda con interesse al referendum con abolizione delle pluricandidature e premio di maggioranza solo per il partito che ha vinto. E indica tra le priorità un sistema che induca i partiti a fare prima le alleanze e non consenta, come accadeva in passato, di prendere prima i voti e poi decidere in che direzione utilizzarli.
ઉ UDC si è pronunciato per un sistema alla tedesca, con sbarramento al 5%, senza vincoli di coalizione. «Mi auguro che non ci siano vincoli di schieramento, nè per la maggioranza, nè per l’opposizione. Questa è la condizione seria per un dialogo a tutto campo sulla legge elettorale», ha detto Pier Ferdinando Casini.
ઉ Lega è per il sistema tedesco, ma nella fase in corso ipotizza due diverse strade: una che prevede una modifica minima della legge attuale - secondo le indicazioni di D’Alimonte- per scongiurare il referendum; l’altra, in un secondo tempo, prevede la riapertura del dialogo per arrivare al modello tedesco con le conseguenti modifiche costituzionali.
ઉ Democrazia Cristiana per le Autonomie vuole solo piccole modifiche all’attuale sistema. Gianfranco Rotondi ritiene che dal bipolarismo l’Italia «non intenda tornare indietro» e sottolinea: «abbiamo ottenuto che esso (l’attuale sistema, ndr) abbia un impianto proporzionale ed é il massimo. Ora si tratta di eseguire le correzioni necessarie per migliorare questa legge senza stravolgerla». No, dunque, a «tatticismi e furberie altrimenti avanti tutta con il referendum».
ઉ Movimento per l’Autonomia promuove una legge di iniziativa popolare per la reintroduzione del voto di preferenza che, sottolinea Raffaele Lombardo «vige peraltro sia nelle elezioni comunali che nelle provinciali e nelle regionali, sistema che noi riteniamo debba essere preso a modello anche per l’elezione del Parlamento».
