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Natalizzare

24 dicembre, 2007 (20:21) - Varie - Stampa Stampa

Natalizzare la casa, l’ambiente, il cuore come stile di vita.
È questo che si inizia a desiderare alle prime avvisaglie del periodo natalizio; eppure, sempre più, babbo Natale invita a consumare le cose, nel mentre dovrebbe invitare a meritarsele, a potersele permettere più che pretenderle ignorando finanche l’eventuale disponibilità, e questo accade perché babbo Natale rappresenta il concetto di regalo a prescindere dal merito, si potrebbe dire: un amore, quello dei genitori, che non giudica in occasione dell’evento…Natalizzare la casa, l’ambiente, il cuore come stile di vita.
È questo che si inizia a desiderare alle prime avvisaglie del periodo natalizio; eppure, sempre più, babbo Natale invita a consumare le cose, nel mentre dovrebbe invitare a meritarsele, a potersele permettere più che pretenderle ignorando finanche l’eventuale disponibilità, e questo accade perché babbo Natale rappresenta il concetto di regalo a prescindere dal merito, si potrebbe dire: un amore, quello dei genitori, che non giudica in occasione dell’evento.

E’ la festa di un buonismo ostentato; negli esercenti impera l’idea che se crei l’ambiente giusto la gente arriva e fanno a gara per stupire, per incantare, solo affinché la propria vetrina possa attirare per far fare più acquisti.
Finanche la musica natalizia ha una frenesia, che si evolve sottoponendoci musiche attualizzate che distolgono dai suoni classici evocativi del Natale di tradizione che, malauguratamente per i commercianti, “imporrebbe” un Natale sereno, fatto di poche e genuine cose e non, ad esempio, di giocattoli: per piccoli e grandi, sempre più sofisticati e dai prezzi astronomici.
Eppure, in serenità e giustezza dico che ogni giorno è una nuova avventura e dovrebbe essere vissuto con questo spirito, laddove per avventura è intesa la solidarietà verso sé stessi ed il prossimo.
Qualcuno potrà chiedersi quale solidarietà può esprimersi verso sé stesso ed è, invero e purtroppo, la domanda stessa la risposta.
Se non ci vogliamo bene come possiamo sperare di volerne agli Altri, finanche con disinteresse.
Il “natalizzare” impone l’obbligo di passare da un atteggiamento egoistico a quello di solidarietà e questo obbligo è vissuto a prescindere dalla religiosità dell’evento del Natale, vissuto sempre meno come festa religiosa.
Babbo Natale oggi è una SpA, è mera commercializzazione e, per paradosso, occorrerebbe un sano cinismo contro questo Natale.
Proviamo ad essere partecipi quali soggetti attivi della festa in modo da entrare nello spirito del vero Natale che vorrebbe creare ed attuare l’atmosfera tutto l’anno per farci vivere sempre lo stupore della gioia dell’infanzia.
BUON NATALE, di cuore

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