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Cosa fare ?

29 gennaio, 2008 (20:25) - Varie - Stampa Stampa

Il prof Luciani propone un quesito su cosa fare nel momento attuale e chiede un commento, prontamente raccolto dal segretario dei Cattolici per l’Italia che riscontra “aperto pectore” e senza remore, evidenziando che Veltroni…Stimato Luciani,
aperto pectore esprimo quello che già ho auto modo di dire in alcuni recenti consessi politici.
Perché Veltroni tende a riformare la legge elettorale e spinge per un Governo di transizione?
Da questo assunto interrogativo ne discende il tutto perché è solo lui a volere un cambio per le ragioni che di seguito esplicito, nel mentre Casini ed altri Partiti minori chiedono una nuova legge elettorale per altri motivi facilmente intuibili.
Nel PD, per la parte afferente ai già DS, chi controlla la maggioranza è D’Alema, seguito a ruota da Visco, Bersani e Fassino.
Con l’attuale legge elettorale Veltroni non avrebbe quella dote sufficiente ad imporre (perché tale è la “scelta”) dei propri Candidati e quindi sarebbe sempre in minoranza come lo è ora; se a ciò si aggiunge la componente della Margherita che fa capo a Rutelli, che si è visto sminuire dal carisma di Veltroni, quella dei “teocom” ed i prodiani, a Veltroni non restano spazi per realizzare quanto ambisce, che sento di apprezzare in buona parte perché vedo una effettiva e concreta svolta della sinistra che, dopo aver effettuato il compromesso senza compromettersi, deve pur navigare insieme ad i “moderati di sinistra”.
Veltroni ha una visione kennediana e prende molto da Obama (speriamo che non sia ucciso dai poteri effettivamente forti: quelli economici, facendo poi passare il tutto per un omicidio effettuato da un fanatico razzista che non voleva un nero alla Casa bianca), ovvero e meglio da quanto questi ha scritto e da cui Veltroni attinge a larghe mani (consiglio di leggere il libro di Obama “L’Audacia della speranza”, da me letto oramai da tempo e per questo riscontro nei modi di dire veltroniani “l’anima” politica di Obama).
Veltroni dovrà cedere a Berlusconi sul premierato, invero occorre aspettare che chi effettivamente ha lo scettro nel PD glielo faccia fare.
In tutti i casi Veltroni sarà tenuto per le palle da chi comanda nel PD i quali, prima di cedere qualsiasi cosa, chiederanno ed otterranno che Veltroni faccia il “leader alla Prodi”, vale a dire di facciata: a conferma che non è mai premiata la qualità delle persone nel mentre prevale, sempre e comunque, la “quantità” di controllo politico che – notoriamente - è di pessima qualità puntando non a fare politica ma a mantenere lo status di politico a chi dispone di tale “potere dei numeri”.
Siamo messi proprio male e, sinceramente, non mi sento illuminato in altra opzione che non quella “giacobina” di abbattere la nuova bastiglia.
Ovviamente provo a vivere sempre con visione positiva e, recentemente, in occasione dell’importante convegno che si è tenuto il 22 gennaio a Napoli sul tema “FERMIAMO LE BANCHE”, ho provato a far comprendere ai tanti astanti convenuti che non è cambiando l’intera classe politica che si risolvono i problemi e non appare sereno fare di ogni erba un fascio poiché abbiamo diversi politici meritevoli; quello che è da cambiare, senza meno, è il modo di fare politica e serve UN NUOVO MODO DI FARE POLITICA ED UNA NUOVA BRETTON WOODS IN CAMPO ECONOMICO.
Cordiali ed affettuosi saluti a Tutti
paolo majolino
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——— Original Message ——–
Da: “NINO LUCIANI”
Data: 28/01/08 15:54

COMITATO PER LA LEGGE ELETTORALE
NINO LUCIANI, Presidente

Ai Membri del Comitato
Ad altri interessati, che vogliano aderire al Comitato
Oggetto: cosa fare ?
Cari amici,
nelle ultime settimane avevo ripreso i colloqui con alcuni senatori della maggioranza, ma anche con la Presidenza della Commissione Affari Costituzionali del Senato per avere il colloquio, di cui vi avevo riferito.
Frattanto è giunta la crisi politica. Cosa fare ?
Vi suggerisco due elementi, sui cui pensare, per una ripresa della iniziativa.
1) la crisi di governo è la conseguenza diretta del fatto che Veltroni è caduto nella trappola di Berlusconi: quella di far temere un accordo tra loro, ai danni dei partiti piccoli (del governo).
Il tutto ha funzionato anche per la situazione di difficoltà numerica in Senato.
Se così è, allora i partiti piccoli hanno ancora qualche carta da giocare: quella di fornire in Senato i voti per una legge elettorale che li salvi, con un nuovo governo. E forse ci sarebbero anche i voti di Casini (che non ama tornare con Berlusconi).
Una legge in tal senso è solo una legge proporzionale.
Ma una legge proporzionale può essere accettata dal Paese, ed ingoiata dai due partiti grossi, solo se si trova una risposta alla garanzia di governabilità.
Questa risposta è l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, che è contenuta nel progetto del nostro Comitato per la legge elettorale. In questo modo i partiti grossi potrebbero sperare di ottenere la Presidenza del Consiglio per uno dei rispettivi candidati.
Questo può essere un ottimo compromesso tra partiti piccoli e partiti grossi, e un’ottima soluzione nell’interesse del Paese.
2) Durante la fase che si apre, i partiti piccoli devono prendere provvedimenti per sopravvivere nel nuovo scenario (ammesso che si riesca a fare un governo per le riforme elettorali e costituzionali).
Questo richiede la loro confluenza in un grande contenitore, composto solo da partiti piccoli(purchè delle stesse idee, e questa condizione già sussiste tra noi).
Vi chiedo cosa pensate se chiedo un colloquio a PEZZOTTA. Questo non significa alcun obbligo per nessuno, ma solo di costruire una prima piattaforna per vederci successivamente.
Vi informo, con l’occasione, che negli scorsi mesi, e nei giorni scorsi, ho avuto colloqui col prof. Alberto Monticone (che è vicino a Pezzotta)e che è un mio vecchio amico da almeno 20 anni.
Ognuno consideri le mie parole, con semplicità.
Sono solo riflessioni a voce alta.
Cordialità. Nino Luciani

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