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Il Contesto e la Fortuna danno lo sfratto ai Cattolici

26 febbraio, 2008 (20:48) - Cultura, Religione, Varie - Stampa Stampa

La speranza è che la storia, nelle democrazie, riscrive sempre le pagine false; per quanto mi riguarda, da tempo, ho iniziato a rendere noto che necessita riscrivere la storia del nostro Paese: quella …Quale letteratura ha imbevuto alle radici la nostra cultura ed ha fecondato tutte le letterature europee?
È fin troppo facile risalire a quella cristiana, ignorata dagli attuali costituenti la carta europea che intende essere realizzata quale collante per questo continente.
Più che contestare, cosa che ho fatto e continuerò a fare, questa scelta di ignorare le reali radici fondative dell’Europa, ho provato a percepire le cause che hanno determinato questo odierno atteggiamento.
Ho individuato due fattori, uno ponderabile e l’altro molto meno, ancorchè la fortuna, quando “aiutata” e “facilitata”, non può definirsi propriamente tale.
La facilità di accesso alla consultazione, la chiarezza espositiva dei protagonisti che adottano un linguaggio “corrente”, l’essenzialità dell’informazione e del messaggio diffuso, contribuiscono in modo essenziale alla creazione del “contesto”, spazio virtuale che fornisce un quadro sintetico dello sfondo storico, politico, sociale e culturale che produce l’evoluzione di ogni genere letterario: prosa, poesia, teatro, cinema, ecc. per il tramite delle voci dei “protagonisti”, in special modo di quelli privilegiati dal sistema politico-culturale dominante.
Il linguaggio di valutazione critica sulla concezione delle scelte stilistiche dominanti è confinato nello spazio definito di controcultura, laddove questa se è intesa come dovrebbe e quindi una cultura che si oppone, non offre giustizia a chi si propone in un merito di approccio come contributo migliorativo e non sovversivo.
La fortuna e le dinamiche che regolano la trasmissione della diffusione costituiscono quindi l’unico esame di sopravvivenza letteraria di uno stile e dei protagonisti collegati inscindibilmente allo stesso.
Dobbiamo forse rassegnarci che l’attuale contesto (che condiziona la fortuna) determini uno scenario per gli Europei senza spazio “letterario” della cultura cristiana ?
Il frutto di atteggiamenti degli ultimi decenni ha partorito una cultura politica che ha ridotto lo spazio ai Cattolici ed ora si tenta finanche lo sfratto, rendendo il tempo attuale inospitale per chi si riconosce nei valori cristiani; forse dovrà servire che questi devono tornare ad essere “Atleti della Fede”, così come erano additati di essere i Cristiani dei primi tempi.
La speranza è che la storia, nelle democrazie, riscrive sempre le pagine false; per quanto mi riguarda, da tempo, ho iniziato a rendere noto che necessita riscrivere la storia del nostro Paese: quella dalla seconda metà dell’ottocento in poi, per i guasti che un’unità d’Italia ha prodotto, in special modo in danno del solo Sud; quella dall’inizio degli anni di tangentopoli in poi che ha involuto ed imploso il sistema politico che, più che aprirsi, si è arroccato in sé stesso trovando comodo – vale per tutti i partiti – difendersi dai processi e non nei processi.
L’azione che propugno non deve essere vista come scelta contingente, bensì quale affermazione di un vincolo irrevocabile di Libertà e Giustizia.

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