Guardare con occhi consapevoli
Sono cristiano e mi sento anche musulmano, ebreo, induista e tant’altro.
Ciò non toglie che colgo, con dispiacere, che i musulmani…Nello scorrere della vita provo ad essere semplice ed umile come l’acqua, nel senso Francescano del termine allorquando San Francesco definì l’acqua in tal modo; invero un aggettivo che non può affidarsi a tale elemento se non per metafora ed il Santo d’Assisi riconobbe l’umiltà nell’acqua che nasce superba ed imperiosa in alto ed è l’unico elemento, pur nascendo in siffatta posizione, che tende sempre verso il basso raccogliendo nel suo percorso quanto vi si immerge, senza ostacolare ciò, per destinarsi alle immense acque marine e disperdersi così nelle stesse senza che possa poi distinguersi dalle medesime.
E’ diventare un tutt’uno, un partecipare individuale alla completezza dell’intero; come quando si riempie un bicchiere e poi non può vedersi quale è la goccia che l’ha colmato ed invero non servirebbe vederla perché tutte le gocce ne hanno permesso il riempimento.
Sono cattolico, marito, genitore e sociologo.
Non a caso ho anteposto il lemma cattolico alle altre definizioni, perché se non fossi un buon cattolico non potrei essere un buon marito, conseguentemente un buon genitore ed il fatto che poi abbia fatto studi sociologici è solo il frutto di scelte personali e casi fortuiti che hanno permesso ciò.
Sono cristiano e mi sento anche musulmano, ebreo, induista, e tant’altro.
Ciò non toglie che colgo, con dispiacere, che i musulmani sono anticristici perchè tendono a sostituire Maometto con Cristo, pur conoscendo ed apprezzandone la grandezza (nel Corano, III versetto 46, è detto di Gesù, figlio di Maria, i cui precetti sono degni di essere ossequiati).
Ed occorre allora quella sana indifferenza che S. Ignazio da Loyola pone quale base per il discernimento.
In serenità e giustezza dico che è tempo che necessita il coraggio delle risposte, altrimenti rischiamo la nostra stessa esistenza di cattolici.
Si rende indispensabile sentirsi apologeti e chiedersi qual è la direzione della nostra vita ed in questo farci guidare dalla sapienza che è in ognuno di noi, perché la sapienza è più che la scienza ed è quella che ci tocca il cuore, ancor più nella consapevolezza che il messaggio cristiano non tradisce mai e feconda la nostra vita.
Quale azione produrre per mettere in pratica tutto ciò?
Un volontariato politico, ben sapendo che questa particolare attività gratifica solo chi è esposto e trova pubblico ascolto, nel mentre gli altri espletano silenziosamente altre funzioni, ammirevoli ed indispensabili quanto e più di chi è faccia apparente dell’agire.
In serenità e giustezza dico che è nell’animo del volontariato l’abnegazione e l’agire con discrezione ed è pregio di chi riceve, anche contro la sua volontà, maggior ascolto e plauso, saperlo condividere e distribuire agli altri solidali più che a sé stessi.
