Uno scritto è per sempre.
Uno scritto è per sempre ed è a disposizione di chi ha piacere di leggerlo, nel mentre un discorso è per gli astanti, che lo subiscono e proprio per questo l’oratore deve…Molteplici circostanze, teoriche e politiche, concorrono all’elaborazione di un testo e spesso ci si preoccupa di rendere il senso più che la forma letterale, ovvero accade l’inverso nel mentre quando la forma è sostanza necessita che sia compiutamente espressa.
Perché chioso ciò ?
Accade che in alcuni miei scritti la lettura è facilmente fruibile e scorrevole, nel mentre in altri occorre prestare attenzione è cogliere l’interpretazione del testo, oltre per quello che dice, anche per quello che sottintende e, meglio ancora, intende far supporre.
Chi mi ascolta, in occasione di incontri e dibattiti, mi trova “piacevolmente fruibile ed interessante” e ringrazio per tale plauso; invero non manca chi mi fa notare che allorquando poi porto in forma scritta i miei discorsi, alcuni si presentano “tosti”.
Uno scritto è per sempre ed è a disposizione di chi ha piacere di leggerlo, nel mentre un discorso è per gli astanti, che lo subiscono e proprio per questo l’oratore deve adeguarsi ad un comunicazionale di ampio livello culturale, spaziando da chi è estraneo all’argomento trattato a chi ne è consapevole e finanche esperto.
Effettuare un discorso utilizzando uno stile che definisco da “socialismo universitario”, ovvero e meglio da collettivismo da scuola “normale”, è alienarsi dal contesto nel mentre la comunicazione, composta di tre tipi, li richiede tutti per la migliore comprensione.
La comunicazione è didattica, vale a dire che è espletata per il tramite di un linguaggio comprensibile; se parlo in italiano chi conosce questa lingua mi comprende perché il paradigma, che è modello condiviso, è appunto lo stesso.
La comunicazione è anche semantica, vale a dir che utilizza immagini per comunicare e questo sedimenta i concetti che si esprimono perché l’occhio della mente è sempre vigile quando si è interessati all’ascolto.
Ed infine la comunicazione è pragmatica, vale a dire che è influenzata ed influenza il contesto in cui è espressa; ne consegue che un oratore, che possa definirsi tale, deve aver conto di tale tipo di comunicazione ed adeguarsi.
Nello scritto il contesto non è influenzato dall’oratore/scrittore, perché ovviamente assente, invero il contesto può influenzare chi legge che può assegnare un valore interpretativo emozionale a seconda di dove legge quello scritto, dello stato d’animo, se lo legge alla presenza di altri, ecc..
Internet, che è prossimità a distanza, manca della comunicazione pragmatica e ricercatori che si interessano di neuroscienze stanno effettuando studi per comprendere quali parti del cervello sono in minor modo influenzate da questo tipo di comunicazione, ovvero quali altri parti si attivino ed in che modo.
Resta quanto scritto in premessa, che uno scritto è per sempre nel mentre un discorso è cogliere un evento in un determinato momento e contesto.
