Bentornata Educazione Civica
…riportare e far comprendere un modello di valori quasi perso nelle ultime generazioni perchè soppiantato dal “modello del lusso, dell’ostentazione…Noi dobbiamo avere rispetto.
Noi dobbiamo avere rispetto dell’Ordine costituito: rispetto per le Forze dell’Ordine, rispetto per la Magistratura, rispetto anche per i Politici, ovviamente per quelli che dimostrano di ben gestire la res pubblica.
Noi dobbiamo avere rispetto, in special modo per chi ci rispetta.
Il rispetto delle regole è il cardine e pietra angolare di ogni sana pretesa.
Bentornata Educazione Civica nelle scuole che potrà riportare e far comprendere un modello di valori quasi perso nelle ultime generazioni perchè soppiantato dal “modello del lusso, dell’ostentazione”; un falso modello di valori che non è stato capace di far comprendere che il lusso non è in quello che sei in grado di comprare ed è invece nella capacità di acquistare nel modo giusto, nel prendersi il giusto tempo per comprendere e scegliere accuratamente.
Il lusso è nel saper acquistare la cosa giusta nel saper agire nel modo giusto.
Quando dico lusso, intendo quindi non solo l’aspetto esteriore ma anche ed ancor più quello interiore.
Appare un paradosso ma i grandi marchi hanno spento il lusso, hanno spento lo stile dell’anima; così come la politica che pretende di imporre propri modelli di partiti da me definiti “partiti alveari” dove insiste sempre e solamente una sola ape regina al comando del tutto.
Grandi marchi, grandi partiti, spengono l’anima, spengono la vera democrazia.
E’ una mia sommessa analisi storica-critica della nascita e del dispiegarsi del concetto del “lusso” che per il tramite di mode, icone ed oggetti hanno contribuito alla trasformazione del modo di pensare il lusso.
Il concetto di lusso, così manipolato, è stato portato dal bene per pochi al middle market e per ottenere ciò sono state attuate strategie senza scrupoli e regole di condotta che hanno “illuminato” un mercato che era precedentemente quasi nell’oscurità: tutto ciò ha portato all’industria dei beni di lusso, all’accettazione che è d’obbligo volerli anche se, quasi sempre superflui.
Sono stati creati falsi bisogni e per rendere credibile il bisogno, chi produce e vende, ha creato falsi simboli di status sociale e di uno stile di vita lussuoso.
Un tempo il lusso era qualcosa di riservato, quasi intimo e non si applicava semplicemente ad un prodotto ed era un vero stile di vita caratterizzato anche da tradizioni di vera qualità, nel mentre l’odierno mercato del pseudo-lusso è irriconoscibile in quei valori sottostanti a quello stile di vita ed era questo a dover esportarsi alla massa e non gli oggetti che lo rappresentavano, perché educando allo stile è conseguente il saper scegliere la cosa giusta: non viceversa.
Un siffatto modus vivendi è il prodotto di una cattiva politica ed anche di un cattivo sindacato ed entrambi, forse in parte anche inconsapevolmente, hanno avallato preoccupandosi, i primi delle sempre prossime elezioni e gli altri di accontentare gli iscritti attuali, senza mai porsi in apprensione per le generazioni prossime ed inquietandosi soltanto per le sole contingenze a cui offrire pronte soluzioni senza respiro di orizzonti.
Ne consegue una visione miope e l’inflazione resta un’emergenza perchè stiamo vivendo un periodo critico dove i rincari hanno riguardato, riguardano e riguarderanno beni di prima necessità.
Le esperienze storiche sulle conseguenze in Europa degli interventi sul bilancio hanno dimostrato i limiti e queste politiche possono portare ad un lieve miglioramento a breve e di già a medio termine si traducono nella necessità di correggere gli squilibri che ne derivano.
Solo Paesi virtuosi che hanno un margine sono autorizzati ad agire su questo fronte ed invero quello che fanno gli uni non è senza effetto per gli altri, vale a dire i meno virtuosi quali in questo momento sono l’Italia e la Francia che possono profittare dell’utilizzazione che i paesi virtuosi fanno dei loro margini.
Necessita far intervenire la BCI (Banca Europea di investimenti) a favore delle PMI; serve mobilitare il risparmio facendo beneficiare le PMI che, storicamente, sono più resistenti ai licenziamenti e più innovative ed in siffatto modo non avremo più enormi quantità di cassa-integrati FIAT come di altrettanto enormi esuberi Alitalia da dover ricollocare a spese dei Cittadini..
La politica economia del Governo, come si evince dal DPEF (Do*****ento Programmazione Economica e Finanziaria) e dal collegato decreto legge 112 ( la cosiddetta manovra d’estate) non va nella direzione auspicata dai Cittadini non costituendosi quale azione realmente efficace per rilanciare l’economia e per ridare respiro ai consumatori vessati da un insostenibile aumento del costo della vita.
Nessuno spazio quindi agli interventi per lo sviluppo, nessuna misura per rendere il mercato veramente più efficiente e concorrenziale, sono solo individuati alcuni settori che producono extraprofitti: le banche ed il mercato dell’energia ed invero più che introdurre meccanismi per renderli più efficienti e concorrenziali, si è pensato bene di tassarli di più scegliendo una tassazione straordinaria dei profitti delle compagnie petrolifere (Robin Hodd tax) ed utilizzare il ricavato a sostegno dei più deboli.
Ma le nuove tasse saranno facilmente ricaricate dalle imprese sui prezzi finali ed i Cittadini, che apparentemente ne hanno beneficiato, spenderanno di più per fare il pieno di benzina in un mercato ancora più inefficiente di prima.
Quando al fondo creatosi per i disagiati, per lo più destinato ai pensionati - per esclusiva colpa dei Sindacati che condiziona le scelte di Governo atte a premiare i maggiori iscritti agli stessi - è carente di misure concrete per le famiglie con figli, quelle che hanno effettivamente più bisogno di aiuti economici.
Anche l’accordo del Ministero dell’Economia con le banche sulla rinegoziazione dei mutui non è un vero vantaggio per i Cittadini che, a fronte di un alleggerimento della rata, pagheranno molto di più considerando l’intero periodo del rimborso; tutto ciò nel mentre potrebbero avere accesso ad alternative più vantaggiose che già ci sono.
Tremonti, in definitiva, non incentiva la vera concorrenza tra banche scoraggiando un’effettiva applicazione delle norme sulla surrogazione che è il trasferimento dei mutui senza spese e formalità.
Un altro punto criticabile della manovra è il rinvio di ben sei mesi per l’applicazione della “class action”: strumento validissimo a tutela dei Consumatori che possono far valere al meglio i loro diritti in modo da rendere effettivamente più corretti gli operatori del mercato.
Per fortuna la legge non è stata sminuita dall’attacco di richieste protezionistiche che intendevano impedire la retroattività.
In serenità e giustezza dico che mancano a questa importante legge alcuni aspetti fondamentali quali estendere l’ambito dell’azione a tutti gli illeciti di natura contrattuale, velocizzare il percorso per ottenere i risarcimenti, rendere esplicito che la sentenza pronunciata ha la natura di condanna; ultimo ma non ultimo, estendere la possibilità di utilizzare la class action anche nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Perché accade ciò ?
non ponendo veto alla buona fede di chi immagina di legiferare nell’interesse dei Cittadini, quello che manca è la comprensione di ciò che si fa, non in quanto carenza tecnica o di cultura, ma in quanto posizionamento dell’animo a fare le cose.
Quante volte ci è capitato di svolgere mansioni in modo indolente ed anche controvoglia per poi avere l’unico risultato di un’attività che ci induce ad effettuarla con stress nel mentre può essere svolta e gestita con animo diverso.
Un esempio ?
passeggiando in questa estate d’afa feroce mi sono soffermato ad osservare due tagliatori di pietra intenti a ricavare blocchi quadrati di pietra.
L’abituale curiosità mi ha fatto chiedere cosa stessero facendo ed uno dei due, di evidente origine magrebina, prontamente mi ha risposto irritato “non vedi? sto tagliando questa maledetta pietra per farne blocchi!”
A questa risposta il secondo tagliatore, certamente del posto per l’accento romagnolo, smise per un momento l’attività e con volto sorridente mi disse “ faccio parte di un gruppo di lavoratori che sta costruendo una magnifica chiesa”.
