L’acqua di Lourdes & la terapia della narrazione
Provo a ripulire le storie dai granelli di polvere che si accumulano dopo il loro transito attraverso mode, mani, tempi e latitudini, provando a riproporle con una presenza sovvertitrice di ogni rigido schematismo mentale…Il timone è sempre saldo moderatamente al centro e l’invisibile legge dell’attrazione mi fa dono della conoscenza ed amicizia di quanti condividono tale percorso.
Il timone dei miei interventi politici è orientato da ciò che amo definire “terapia della narrazione”, vale a dire una metodologia che mira a tirare fuori l’essenza di chi legge od ascolta, al contrario di quella convenzionale mirata unicamente ad inculcare nozioni esterne, mirata al solo convincimento che quelle nozioni esterne siano quelle giuste.
Provo a ripulire le storie dai granelli di polvere che si accumulano dopo il loro transito attraverso mode, mani, tempi e latitudini, provando a riproporle con una presenza sovvertitrice di ogni rigido schematismo mentale.
E’ un invito ad una rinnovata gioia di vivere la politica.
Per cambiare qualcosa, per cambiare la politica, occorre costruire un nuovo modello che renda l’attuale obsoleta.
Potrà stupire quanti concepiscono la trascrizione e trasmissione del messaggio politico unicamente sotto forma di noiosi discorsi svolti da persone con la faccia addolorata.
La finalità di questa metodologia della “terapia della narrazione” è aprire le porte ed un diverso atteggiamento della mente per far percepire la realtà secondo prospettive nuove ed illuminate da lati inaspettati che una mente condizionata da preconcetti - spesso nascosti anche a sé stessi - oltre che dalla meccanicità, impediscono alla mente di imporsi in uno stato di perplessità, laddove necessita un sorriso di speranza rigeneratore.
Come quando un saggio ebbe a dire che la musica che stava ascoltando sembrava essere il cigolio dei cancelli del Paradiso che si aprivano e chi l’ascoltava ebbe a rispondere che trovava fastidioso il cigolio dei cancelli. Il saggio allora gli rispose che lui immaginava i cancelli che si aprivano mentre l’altro quelli che si chiudevano.
La realtà non è quindi quella che appare.
Come a Lourdes, dove non è l’acqua che è miracolosa, è la fede che la rende tale.
Ed allora occorre in politica un amore per la stessa, una armonia di concetti e la speranza di attuarli per credere in una nuova politica, quella che ho già definito da qualche tempo “superpolitica”.
Ci è detto che il tempo che viviamo è il migliore dei mondi possibili perché il migliore fino ad oggi ottenuto.
Non condivido questo status d’accettazione.
Gli orizzonti devono sempre cercarsi con la spes che gli stessi ci regalino le mete ambite.
Non possiamo quindi condividere il sottostante al federalismo fiscale ed è fin troppo facile sbugiardare chi millanta che federalismo fiscale significa meno tasse perché meno costi per l’apparato pubblico.
Forse che una istituzione di un nuovo comune o di una provincia ha qualche volta significato meno costi ?
Avremo una decuplicazione delle spese, altro che meno tasse ed il tutto volto a posizionare in apparati regionali o pseudo-pubblici i sempre più dediti alla sola politica d’affari, intesa come sostegno ai potenti di turno solo ai quali occorre rendere conto del proprio agire più che al Popolo sovrano.
Con la conoscenza e la consapevolezza possiamo liberarci ed evolvere, nel mentre con l’indifferenza non faremo altro che stringere il cappio già postoci attorno al collo.
In estrema sintesi: se si è neutrali, in situazioni di ingiustizia, si è scelto di essere dalla parte dell’oppressore.
