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Le ragioni della speranza Obama.

18 settembre, 2008 (21:08) - Economia - Stampa Stampa

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario…

Le ragioni perché appare necessario, forse indispensabile, una politica USA gestita da Obama sono avallate anche dall’atteggiamento guerrafondaio della candidata avversaria alla vicepresidenza Sarah Palin che istituirebbe nuove norme di rapporti internazionali aventi l’unica conseguenza di oscurare l’emergenza sociale ed economica.
A ben ragionare, oltre che vedere, i poteri forti economici non tifano Obama che, pur se non apertamente, si è schierato a favore di una gestione che riporti nelle mani del Governo il controllo economico e monetario.
Obama, con queste posizioni, si richiama ai presidenti Lincoln e Jefferson, oltre che a Kennedy ed al politico animatore della rivoluzione americana Benjamin Franklin che propugnava la necessità acchè fosse il Governo del Popolo a stampare la cartamoneta, controllando in questo modo il potere d’acquisto e non pagando conseguentemente interessi ad alcuno.
Il presidente Thomas Jefferson fu fin troppo esplicito allorquando affermò che le istituzioni bancarie erano più pericolose per le libertà del Popolo che gli eserciti nemici schierati e che il potere di emissione doveva essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene.
Jefferson si spinse fino a ben chiarire che se le banche private controlleranno l’emissione della valuta le stesse, prima tramite l’inflazione e poi tramite la deflazione, priveranno il Popolo di tutte le sue proprietà.
Non posso non riportare, con sufficiente integrità, una delle espressioni che meglio rendono l’atteggiamento che ebbe a tenere il presidente Lincoln sull’argomento della sovranità monetaria allorquando scrisseIl Governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del Governo ed il potere d’acquisto dei Cittadini consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del Governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l’adozione di questi princìpi, ai Contribuenti saranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell’Umanità”.
Corre l’obbligo di riportare altra espressione di Lincoln che, ancor più, rende chiaro come gli era evidente la problematica monetaria da spingerlo a scrivere” Il potere del denaro vive alle spalle della Nazione in tempo di pace e cospira contro di essa in tempo di avversità. E’ più dispotico della monarchia, più insolente dell’autocrazia, più egoista della burocrazia”.
La storia non ha premiato particolarmente questi Presidenti che pubblicamente ebbero il coraggio di affermare verità contrastate, apertamente e subdolamente, dai poteri forti economici.
A comprova delle tesi che si stanno qui formando ed avallando, ritengo istruttivo riportare anche affermazioni svolte dalla parte avversa.
Herny Ford, fondatore della Ford Motor Company, ebbe a dire “ E’ un bene che gli abitanti della Nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario perché se lo comprendessero credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domattina”.
E Rothschild, altro rappresentante dei poteri forti, già nel 1863 ebbe a direPochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi”.
Sempre un Rothschild ebbe a dire ”La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni coinvolte, in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre più nel loro debito e quindi sempre più sotto il nostro potere” Questo era Amschel Mayer Rothschild, antesignano della dinastia e affermò ciò nel 1773 !

Sempre più lo scenario politico futuro sarà condizionato dalla gestione economica della politica e se negli USA insiste un atteggiamento di stand by per le imminenti elezioni di fine novembre, in Italia – come già scritto in altro articolo – la politica economica è guidata e sorretta da interventi che solo apparentemente offrono un aiuto al Popolo; basti dire che il prezzo del petrolio continua a diminuire ma gli effetti non si fanno sentire nelle tasche dei Cittadini ed anzi le tariffe per metano e quelle dell’energia elettrica ad ottobre prossimo venturo aumenteranno rispettivamente del 6% e del 3,7%.
Ci si chiede da cosa sia giustificato un tale aumento e la risposta non può essere che la cosiddetta Robin Hodd Tax applicata da Tremonti ai petrolieri che stanno accumulando le risorse per pagarla cogliendo finanche l’opportunità per ulteriori profitti.
Ed occorre allora prestare attenzione alzando e di molto la soglia allorquando accade che se giornalisti pubblicano inchieste non gradite, sia la testata giornalistica che le abitazioni dei giornalisti stessi sono oggetto di perquisizioni.
Il caso di specie è accaduto al settimanale “l’Espresso” ed ai giornalisti Gianluca De Feo ed Emiliano Fittipaldi, rei di aver osato pubblicare un’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti per conto della camorra.
Come non condividere quindi l’espressione di George Orwell Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.
Se i poteri sono forti, occulti e pandemici, il Popolo resta Sovrano e la storia ci offre la speranza di realizzare che quando poi i Cittadini sono stati portati ad un punto estremo di indigenza e sopraffazione, si sono sempre ribellati abbattendo la bastiglia del momento.
Ed allora l’invito è sempre all’attenzione: vigile ed interessata e non indifferente agli eventi che ci circondano se vogliamo ambire ad un Popolo effettivamente Sovrano.
Non è un caso se Gandhi, detto il Mahatma (grande anima) ebbe a direSii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
E come non accogliere l’esortazione di Ezra PoundSchiavo è chi aspetta che qualcuno venga a liberarlo”.
Se non si è disposti a lottare per le proprie idee, per il proprio futuro e quello della nostra futura progenie, allora vuol dire che le nostre idee non valgono nulla, oppure e peggio, che siamo noi a non valere alcunché od anche che, all’unisono, non valgono sia le idee che le persone.

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