Siamo Tutti terroristi ?
… Qual è la verità ? quello che penso io di me e degli altri, ovvero quello che pensa la gente di me ? …L’errore ideologicamente fatale dei terroristi è che se le istanze poste come base concettuale, dottrinale e pragmatica fossero sane, sono precluse dall’effettivo raggiungimento perché attuate in modo irrituale e violento.
La discussione quindi è il comprendere che estraniarsi dalla società da parte dei terroristi, il non volersi sentire coinvolti nella stessa, serve a far immaginare a tutti gli altri di essere partecipi di quella realtà sociale contestata.
Qual è la verità ? quello che penso io di me e degli altri, ovvero quello che pensa la gente di me ?
Il terrorismo è come un sassolino buttato al centro di uno stagno: crea l’apparire di un movimento pandemico dell’acqua in onde circolari che da centro si diramano verso l’esterno ed invero è solo un modello dell’apparire perché non comporteranno alcuna modificazione dello stagno: è come dire che vali per quello che appari e non per quello che sei.
Dobbiamo quindi ragionevolmente chiederci: per un terrorista è l’apparire tale che gli da e sente tale l’identità? Se così fosse, purtroppo lo è, proprio il modello sociale dell’apparire più che l’essere, contestato e combattuto, diventa il “modello terroristico” di riferimento per chi, anche qui purtroppo, terrorista lo è nei fatti.
Ed allora, è ragionevole contestare il sistema in modo violento ? non è forse meglio (teoria gramsciana) entrare nel sistema per provare a cambiarlo?
Don Sturzo, creando – tra le tante altre attività propositive - l’istituzione della cassa rurale per combattere l’usura, ha dimostrato che istituzionalizzandosi si ottiene il meglio conseguibile; i Cattolici, per il tramite della Democrazia Cristiana, hanno affrontato quanto meglio era possibile la ricostruzione del dopoguerra; la crisi degli anni ’70, che ha visto il prevaricare del “modello Sindacati” e l’emergere del fenomeno terroristico delle Brigate Rosse ed altre organizzazioni analoghe, è stata affrontata in oramai decadenza democristiana ed il nuovo che emergeva: il socialismo di Craxi, non ha saputo dare la giusta risposta portando, sciaguratamente e maldestramente, il Paese verso modelli di sviluppo egoistici ed edonistici. Una concreta espressione è stato lo “yuppismo” imperante in quella “Milano da bere” che, col tanto bere, ha finito per far bere il cervello a quella generazione che si è trovata poi spaesata quando ha dovuto affrontare la concretezza degli anni ’90. Tutto questo ha comportato che all’apparire del nuovo millennio sono riapparsi fenomeni terroristici ritenuti, erroneamente, neanche soffocati o sotto cenere ma addirittura ideologicamente scomparsi.
La soluzione che possa evitarci un rinnovato e forse ancor più violento terrorismo? Offrire modelli di sviluppo concreti, che sappiano offrire risposte concrete alle effettive problematiche dell’attuale società.
Sommessamente, mi permetto di indicare le prime 3 priorità.
La Giustizia. Non può immaginarsi di lasciarla nello stato comatoso che può significare solo far avvantaggiare i forti ed i furbi a danno dei deboli, il che vuol dire la quasi totalità dei Cittadini che, occorre sempre averla come idea-guida, è Popolo sovrano.
Una Giustizia ben assistita dallo Stato vuol dire una Giustizia efficiente, comportando ciò il rispetto delle regole.
Come ebbe a comprendere Sant’Agostino, il male è assenza di bene ed il bene che sconfigge i mali sociali attuali è una Giustizia sana ed efficace.
E’ l’assenza dello Stato e per esso della Giustizia che lascia crescere in modo maligno la delinquenza, organizzata e finanche occasionale.
La certezza di una Giustizia finanche inidonea ed a volte non giusta è alimento per un modello delinquenziale visto come vincente.
La Scuola. Perché è il futuro del Paese. Cittadini professionalmente preparati comporteranno un Paese più competitivo, riverberando ciò un maggior benessere per la ovvia ricaduta economica.
Ultima, ma non ultima: la Sanità. Non è pensabile ignorare che anziani, per acquistare farmaci indispensabili, sono costretti a privazioni anche nel mangiare.
L’ottenimento di una Sanità efficiente sarebbe da mettere al primo posto; in serenità e giustezza dico che occorre essere cinici e comprendere che una sana Sanità dipende in special modo da una gestione fatta da Cittadini professionalmente preparati ed impegnati e che sanno di poter contare e rispettare le regole che una Giustizia efficiente impone: senza alcuna riserva.
In conclusione. Siamo terroristi ?
se applichiamo ed osanniamo il modello dell’apparire: Si;
se per converso ambiamo ad una Giustizia, Scuola e Sanità efficiente, possiamo ben dire: NO!
