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La disfatta è il primo vero nuovo passo

13 ottobre, 2008 (23:01) - Varie - Stampa Stampa

La gente chiede, all’unisono ed accorata, di essere saziata di giustizia, di pace e di verità; chiede che i governanti si adoperino acchè …L’esposizione di quanto di seguito è scritto è frutto di un accostamento reso da un percorso mentale che ha potuto beneficiare sia della visione economica che di quella politica.
L’auspicata Federazione di un Centro politico ha partorito un altro avvio, a Roma sabato 11 ottobre, ad opera dell’On. Publio Fiori: giammai domo e prostrato allo status creatosi e del Sen. Clemente Mastella che ha conosciuto, dopo gli altari, la polvere dell’umiltà e la esprime senza supponenza, anzi, è mio sommesso parere, gli ha ridato quella carica emotiva dei primi tempi allorquando era volitivo e combattivo, ed oggi, a queste qualità, aggiunge la serenità dell’animo di chi ha vissuto quasi tutti i tempi della politica.
Mi appare che sia effettivamente iniziato il percorso ed allora necessita la consapevolezza e la responsabilità di ciò.
Non attendiamoci che sia la Gente a venire da noi, dobbiamo essere noi ad andare incontro a loro col desiderio che nessuno sia emarginato, con l’animo della condivisione di partecipare e non accada più di autoescluderci per far valere le rendite passate: che devono depositarsi.
Nel recente passato non siamo stati attenti a rispondere agli inviti della Gente, per la non disponibilità ed a volte finanche per sentirci non più adatti a poter partecipare.
Mastella, forse giustamente, ha chiesto di non essere nostalgici ed invero non è la nostalgia la parte pregnante dei democristiani in questa fase storica, bensì la certezza che non possono oscurarsi i valori cattolici sottostanti ed allora se ciò è essere nostalgici: lo siamo! bene ha fatto quindi il segretario della DC Sandri a mantenere, come sempre, i piedi “cementati” in questa visione etico-politica e ad esprimere chiaramente una siffatta visione, senza escludere la piena partecipazione a questo nuovo percorso speranzoso che sia finalmente quello ottimale.
La Gente chiede, all’unisono ed accorata, di essere saziata di giustizia, di pace e di verità; chiede che i governanti si adoperino acchè si possa vivere dignitosamente ed auspica che gli operatori dei mezzi di diffusione della comunicazione sociale siano al servizio della collettività e non asserviti a gruppi elitari di potere.
Il Popolo italiano ha imparato ad essere povero ed agiato; è stato iniziato a tutto ed in ogni maniera: alla fame, alla sazietà, come all’abbondanza ed all’indigenza; in serenità e giustezza dico che giammai nel passato la comunità è sembrata così coesa come in questo periodo, scevra di scelte ideologiche e concreta nella richiesta di un nuovo modo di vivere che dia speranza di concretezza a tutti.
La visione consumistica impostaci è agonizzante e con essa l’economia sottostante, tanto inutile quanto perniciosa perché portante di maligne nullità che hanno indegnamente ed impropriamente usurpato il potere ai Cittadini.
Ed invero, come ha recentemente ammonito l’on Marra, la disfatta è il primo vero nuovo passo per ogni processo evolutivo; l’auspicio è che il “mondo nuovo” che può prospettarsi sia poggiato sulle basi di una rinnovata, perché no anche riconvertita, azione culturale atta a diffondere i modelli dei beni utili contro quelli superflui, dannosi ed inquinanti fin qui imposti e dominanti.

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