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Stimato Bonanno…

15 novembre, 2008 (23:04) - Varie - Stampa Stampa

Guglielmo Bonanno, Segretario amministrativo della DC, stimola e pungola il vice-Segratario politico nazionale Paolo Majolino acchè si proponga alla Segreteria del Partito.
Qui di seguito la risposta di Majolino ed in calce sintesi delle note di Bonanno.Stimato Bonanno,
leggo tue notazioni su quanto sollecitato da tale Fabio.
Plaudo al tuo impegno ed in diverse occasioni ho speso parole pro domo tua perché è evidente che ti impegni col cuore; ed invero, prendendo spunto proprio da una tua espressione “…un mediatore deve saper trovare il giusto punto di incontro, tra quello che si può fare, quello che si vuole fare e quello che si deve fare…” mi permetto di chiosare.
E’ proprio una intensa attività di mediazione non appariscente, doverosamente, prudentemente e, forse, saggiamente, che da alcuni mesi compio per il solo fine acchè al Partito della Democrazia Cristiana sia riconosciuta validità e presenza politica concreta.
Per quanto riguarda il proporsi è opportuno ricordarsi ciò che Seneca scrisse nel Medea “cui prodest scelus is fecit” (a conforto di quanti non hanno avuto possibilità di studiare il latino, la traduzione concettuale è “Colui al quale il delitto porta giovamento ne è l’autore”).
Il mio convincimento che Sandri sia il solo segretario possibile è opzione già nota per averla espressa in più occasioni, senza che ciò voglia dire che allorquando ho ritenuto di avere parere diverso mi sia zittito: tutt’altro e forse per il Segretario l’affiancarsi di Collaboratori (siffatti siamo) che non siano solo supinamente tali è auspicabile perché l’esercizio del libero arbitrio per il tramite di parere diverso è forza vitale in politica; diversamente, come ebbi a scrivere l’anno scorso – oltre che definire pubblicamente tale l’on De Michelis – si diventa “leader etruschi” che perirono per non rendersi conto che il mondo attorno a loro cambiava e si chiusero nella propria reggia dorata fino a quando giunsero i concreti romani che tolsero loro il comodo trono (leggasi l’attuale poltrona politica).
Sul concetto del leader potremmo aprire un dibattito infinito sulla definizione e sugli atteggiamenti dello stesso.
Leader è stato Hitler, come don Sturzo. La differenza ? il rispetto democratico della funzione e del ruolo.
L’aspirante leader non è tale perché si sente tale (incredibilmente sul sentire la propria identità ho appena pubblicato sul forum l’articolo “Siamo Tutti terroristi?” ed avrei piacere che lo leggessi).
Non si punta ad essere un leader: lo si è nei fatti, nelle azioni, nei comportamenti ed in quello che si propone.
Se si trova consenso alle proprie idee, allora vuol dire che gli Altri ti riconoscono leader e non vale il contrario perché sarebbe supponenza, presunzione oltre che incapacità ritenersi tale a prescindere dal consenso.
Non serve quindi difendere e rappresentare la propria “ambizione”, perché sarebbe solo espressione di un egoismo, ovvero e peggio, di un ritenersi superiore ed io, che provengo dallo scoutismo, dal sociale, dal servire, giammai potrei immaginare di pormi su di un piedistallo per mia sola scelta.
Per quanto riguarda il rappresentare e difendere il Partito sono le azioni concrete da valutare e certamente non mi sono mai tirato indietro cercando di farlo nel più sereno ed al tempo stesso fermo e concreto dei modi.
Non insiste in me alcun timore: tutt’altro; per converso mi è sano il principio del rispetto dei ruoli e ritengo doveroso portare rispetto al Segretario, come al Presidente del Partito al quale mi onoro di appartenere.
Con stima ed affetto.
paolo majolino
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Scrive Bonanno:
Sapete quale è la mia forza ? ho il coraggio di dire quello che penso, di espormi, di assumermi la responsabilità di quello che dico.
I nomi citati per il cambiamento sono gli stessi che girano da un pochino.
Caro Majolino, oggi sono stato a Chieti a parlare con una persona che ha parlato con Te tempo fa.
Combinazione i discorsi erano già questi.
Un leader deve avere il coraggio di esporsi personalmente.
Se l’aspirante leader non è capace di difendere e rappresentare in prima persona la sua aspirazione di guidare un partito come può difendere e rappresentare l’aspirazione di un partito che chiede di guidare un paese ?
L’aspirante leader prima impari a rappresentare senza timore se stesso, altrimenti quando escono gli articoli che ci attaccano chi ci difende ?

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