Amori vagabondi
Possiamo quindi dedurre, conseguentemente, che piacere = valore ? …Gli attuali modelli televisivi di successo sono veicolati per il tramite del nulla, della scempiaggine ed accade per colpa di chi li produce; invero ci sono modelli televisivi alternativi che ambiscono ad una educazione della criticità.
La televisione è oramai un sottoprodotto, nel mentre dovrebbe essere orientata a creare il senso della criticità.
La televisione ha ammalato e la stessa deve guarire.
Questa televisione, il mezzo di diffusione della comunicazione che più di ogni altro ha attualizzato l’esplosione del mondo mediatico, rappresenta la realtà “bassa”, dove a tale aggettivo si intende assegnare l’equivalente di una classe poco elevata culturalmente, laddove e per fortuna non tutti gli Italiani sono così.
Perché accade tutto ciò ? Perché è una TV che vuole fare audience ed è l’ascolto il dominus, chi ha il potere di disporre e disfare senza che ci si accorga che in siffatto modo questa televisione è staccata dalla realtà e che audience vuol dire che i programmi di valore non piacciono.
Possiamo quindi dedurre, conseguentemente, che piacere = valore ?
La frattura fra il mondo della TV come fiera delle vanità ed il mondo reale è viziata dal dogma accreditato a tale frattura ed è sufficiente evidenziare che in TV è programmato lo sfascio delle Famiglie e non una vita positiva, modelli positivi, una vita vera e persone più vere.
Si proiettano solo amori vagabondi, nel mentre la gente cerca e vuole un amore vero, vite ricche di significato, come quelle dei Santi ad esempio, ancorchè anche in questo caso questa TV media un messaggio del tipo “… la vita è fatta di privilegi e chi può deve prenderseli, solo i Santi possono fare a meno dei privilegi…”.
Ed è vero proprio il contrario, la società ambita è quella dove non è il solo Presidente della Repubblica a godere di privilegi, ma ogni Cittadino è un Primo Cittadino.
Sarebbero sufficienti le briciole di sapienza popolare per rendere simpatici programmi con contenuti di impegno, avendo ben chiaro che la TV non è maestra ma solo mezzo perché è quella che noi vogliamo che sia.
