Orologio & Orologiaio e l’Evoluzione di ritorno
Insiste la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita di Darwin e dei centocinquanta anni dalla pubblicazione del suo libro “L’origine della specie”, ciò mi stimola e mette premura a partecipare dell’evento invogliandomi ad una ulteriore riflessione.
Ho già scritto sul “Darwinismo” e rimanderei a tale elaborato pubblicato sul sito www.cattoliciperlitalia.it il 19 luglio del 2007 dal titolo “ L’atteggiamento creazionista”; invero, poiché insiste la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita di Darwin e dei centocinquanta anni dalla pubblicazione del suo libro “L’origine della specie”, ciò mi stimola e mette premura a partecipare dell’evento invogliandomi ad una ulteriore riflessione.
Le specie presenti in natura si evolvono adattandosi all’ambiente.
Il sociologo Luhmann ha mirabilmente traslato questo concetto ai rapporti sociali chiarendo l’interconnessione ed interdipendenza che insiste tra sistema ed ambiente, laddove per sistema si intende un somma di insiemi di sistema: sistema scuola, sistema giudiziario, ecc. ed ambiente quello in cui i vari sistemi interagiscono.
Attesa la personale premessa di poter affermare che i meccanismi dell’universo, ivi inteso compreso quello umano, sono condizionati dal tempo e lo condizionano presentandosi quindi sia come orologio che orologiaio, sommessamente mi permetto di aggiungere che l’evoluzione umana si è distinta e resa unica perché è diventata culturale; è stata, è e sarà una evoluzione di idee, lasciando alla tecnologia il superamento di problematiche legate al corpo ed a proposito di questo vorrei evidenziare che l’evoluzione del pensiero sul corpo ha significato usarlo come una modalità di presentazione; non è un caso che non si dica ho un corpo stanco, ma sono stanco.
Insiste una coincidenza tra il nostro io ed il corpo ed invero, nel mentre per la scienza il corpo è una somma di organi, il nostro io sente il corpo come organico, vale a dire vivente del mondo della vita.
Se per la scienza moriamo perché ci ammaliano, per il nostro io ci ammaliano perché dobbiamo morire.
L’evoluzione del pensiero spinge acchè la nostra unicità diventi arte, combattendo in un mondo dove i modelli imposti da pochi tendono a farci essere solo numeri.
Conoscere il passato serve ad interpretare il presente, a viverlo possibilmente nel migliore dei modi avvalendosi proprio dell’evoluzione che ha portato il corpo ad evolversi per il tramite della scienza, e l’anima, la coscienza,il nostro io, ad evolversi tendenzialmente verso una unicità, purtroppo repressa da modelli economici di sviluppo contrari ed egoistici.
Ognuno di noi dispone di un segmento di storia ed ambisce a lasciare una traccia che gli consentirebbe di tornare a vivere ogni volta che un lettore legga i suoi scritti od atti svolti, ovvero uno spettatore ne veda le opere pittoriche o scultoree e ciò non come fatto meramente estetico, bensì come trasmissione di senso del messaggio che il personaggio intese, allora per ora, profondere. In questo la capacità interpretativa cogente è di attualizzare quanto letto e/o visto con idee-parole volte a decifrare ed interpretare al presente, in quanto tale e non sommatoria di passati.
E dunque, se l’evoluzione del corpo è affidata alla scienza ed ha una sua fisicità evolutiva atta alla migliore preservazione della specie, quindi rafforzandola e/o adattandola alle mutate condizioni ambientali, il nostro io, ovvero ed almeno quello facente capo al pensiero che da duemila anni ha per referenza la Chiesa quale mecenate dei valori del Cristianesimo, non cerca evoluzioni bensì il tornare alla committenza sacra, laddove è la figura di Gesù il committente mecenate che incarna sia l’infinito che il finito rappresentato dalla sua carnalità nella contingenza del suo essere uomo.
Ed una siffatta evoluzione (di ritorno), attraverso i segni che il nostro io riceve, può far tornare alla committenza sacra.
Evoluzione di ritorno è anche che l’attuale Papa Benedetto XVI ha inteso mantenere fermi dei capisaldi di ritualità e segni che, per avvalerci della menzionata teoria dei sistemi sociali di Luhmann, l’ambiente degli ultimi anni stava condizionando, portando ad una accettazione di mescolanza ed impropria attribuzione/accettazione di riti ufficiali della Chiesa.
