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Berlusconi: ultimo papà.

19 marzo, 2009 (11:53) - Cultura, Varie - Stampa Stampa

La politica è cambiata e sta cambiando, come la paternità; non ci sono modelli sul nuovo essere padre e tale status è da qualche tempo un terreno sconosciuto, senza codici certi.
Ad un papà inteso come autorevolezza ed in questo l’esempio è Berlusconi che …Le cose che si amano non sono mai completamente nostre, per tutta una serie di ragioni ed anche perché il riuscire ad averle totalmente conduce all’appagamento e, forse, al non più amore in quanto cosa posseduta ed oramai disponibile; come in un potenziale rapporto amoroso tra amanti dove è la fase ipotetica del rapporto a stimolare e rendere vivibile ed immaginabile al meglio l’eventuale futuro rapporto.

Ciò detto, traslando in politica un rapporto di amore quale quello tra padre e figli, sempre e fortunatamente in cammino di comprensione ed unione, mi si è aperto un percorso mentale che ha permesso alcune considerazioni che auspico essere pensieri nuovi stimolanti di suggestioni ed atteggiamenti positivi.

La politica è cambiata e sta cambiando, come la paternità; non ci sono modelli sul nuovo essere padre e tale status è da qualche tempo un terreno sconosciuto, senza codici certi.

L’essere padre è ora una partecipazione nuova che si muove senza schemi precostituiti; una partecipazione nuova e spontanea che ha avuto una gestazione non apparente ed è in continuo progress, come la nuova politica che si è affacciata e sta cambiando i Cittadini; purtroppo non ancora i politici, ovvero ed almeno la quasi totalità di questi che affrontano tematiche attuali con modelli mentali precostituiti su di un’altra forma mentis politica: non più attuale e lontana anni luce dal realismo sociale che occorrerebbe avere.

Cosa è cambiato nel nuovo papà? la responsabilità di un ruolo, la consapevolezza di non essere più elemento marginale ed escluso dal rapporto filiale.

Gli aspetti negativi, quasi del tutto rimossi, ancorchè in serenità e giustezza deve ammettersi che insiste un distinguo e non di poco determinato dalla territorialità e dalle tradizioni della stessa, erano gli automatismi dei rapporti sociali ai quali si è contrapposto una positiva spontaneità del ruolo e finanche uno stravolgimento dei ruoli, non essendo impensabile e difficile oggi incontrare un “mammo”.

Ad un papà inteso come autorevolezza ed in questo l’esempio è Berlusconi che incarna il modello di ultimo papà di quello che, quando chiamato al ruolo, deve risolvere, si confronta oggi un papà che non c’è più con questo ruolo.

Non possiamo affermare che ci sono nuovi predefiniti modelli e ciò è importante perché significherebbe aver determinato un ruolo entro il cui schema il papà deve comportarsi.

La positività dell’assenza di un modello, quale punto di riferimento, colma l’istinto primigenio dell’uomo che intenderebbe dominare e sovrastare la donna, assegnandosi il ruolo di podestà del sistema famiglia..

Dieci anni oggi valgono cento del passato e la società parla in un modo diverso, cambiandolo quasi ogni giorno e questo, se può mostrarsi appagamento dell’evento vissuto nel momento, un compiacimento per una contestualizzazione immediata dell’agire sociale, determina che occorre affermare quanto sia anche necessario non andare troppo lontano perché, come suol dirsi, il nostro futuro è dato dal nostro precedente e non solo dal presente e ciò che oggi siamo è stato seme del vivere precedenti relazioni sociali che, evolutesi, hanno determinato i primi frutti, oggi colti.

Auguri a tutti i papà.

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