la pausa di riflessione e l’argine dell’autonomia.
Il consumatore medio è in “pausa di riflessione” perchè sottoposto sempre più spesso ad un insieme di problematiche mai così gravi e contemporanee.
Tutto questo non induce…
Una riflessione è necessaria sul modificando approccio agli accadimenti del quotidiano.
Il consumatore medio è in “pausa di riflessione” perchè sottoposto sempre più spesso ad un insieme di problematiche mai così gravi e contemporanee.
Tutto questo non induce a ridurre e cambiare i tempi di utilizzo dei beni ed invero risulta una straordinaria opportunità per ridiscutere il ruolo di questi beni, il ruolo dell’effettivo bisogno di questi caduchevoli beni e dei valori che rappresentano per il consumatore moderno.
Si stanno riscrivendo le dinamiche relazionali tra Clienti, prodotti ed Aziende, fornendo ai player del mercato prestazioni, strumenti, servizi e capacità operative in grado di “scaldare” e ridurre i tempi di contatto con i propri Clienti ridefinendo nuovi modelli di consumo che caratterizzeranno il mercato ancor più sulla emotività d’acquisto e sarà sempre più l’acquisto d’impulso, poco ragionato, a prevalere perchè tale è la mission dei team pubblicitari: non far ragionare poichè diversamente significherebbe dare la chance al Consumatore di non acquistare; richiamando il titolo di questo articolo, si tenta di impedire una giusta e sana “pausa di riflessione”, ultima ed oramai unica opportunità ancora dote della singola persona (*).
Se le Aziende si strutturano sempre più in modo flessibile e prontamente ricettive ai cambiamenti, l’esperienza pluriennale delle stesse si sviluppa grazie al confronto attivo con i principali operatori del settore in un crescendo di competizione che, nel portare vantaggio al Consumatore, nei fatti indebolisce quelle Aziende non capaci di reggere lo stress economico come di marketing.
Insiste poi un obiettivo condiviso tra le Aziende sull’after market: fidelizzare il portafoglio Clienti, arricchendone l’offerta con servizi accessori che aumentino il valore percepito dal consumatore nella fase post acquisto.
Fornire quindi soluzioni personalizzate, ritagliate ad hoc sulla base delle specifiche esigenze di ogni singolo Cliente, conseguentemente vuol dire anche modulare le componenti del servizio e dell’assistenza componendo
pacchetti personalizzati finalizzati alla creazione di valore ed al consolidamento della relazione tra il Cliente finale e il marchio.
Un immediato percorso mentale mi sopraggiunge: i famosi quadri di Picasso, artista punto di svolta nella storia e cultura pittorica, che ha sconvolto la prospettiva delle immagini ponendole in un solo piano affiancati concettualmente al “pensiero laterale” di Edward De Bono.
L’afflato tra le figure di Picasso ed i concetti del pensiero laterale di De Bono è il distribuire: visivamente il primo e mentalmente l’altro, il tutto in un unico contesto “spacchettato” da cui poter attingere - con immediatezza - il tutto e quindi e conseguentemente, laddove l’esposizione: figurativa e mentale, è data per offrire una possibile soluzione ad una problematica, la risoluzione della stessa.
Esprimo tali concetti perchè mi appare che ciò che più si sta privando al Consumatore, è una possibile visione d’insieme perchè consentirebbe confronti e scelte non desiderate dai “padroni” dei prodotti e, purtroppo, dai “padroni” della diffusione della comunicazione.
E’ come quando al telegiornale deve darsi una notizia e non si intende far ragionare sulla stessa.
E’ data senza filmati con una lettura di poche righe dell’evento ed immediatamente dopo (invito a verificare) è offerto un servizio di svago e di presa immediata.
Non è stato offerto alla mente la giusta e doverosa “pausa di riflessione” perchè il “disegno criminoso” è di impressionare la pellicola della nostra mente dei soli prodotti e notizie utili a chi li propone.
Oramai è una allucinazione collettiva. Un esempio “militare”?
Ogni americano troverebbe ingiusto per un giovane statunitense “morire per Kabul” ed invero è facile riscontrare che non sono mai trasmesse immagini dei funerali dei militari e che l’immediato contrappeso ad un attentato che ha prodotto vittime americane è offerto dal rendere noto gli “enormi” vantaggi che ricevono i cosiddetti “contractors” (Aziende private che lucrano sulla guerra) ed immancabilmente, che la lotta al “terrorismo” è necessaria per evitarsi stragi a casa propria e l’unico mezzo è “esportare” la democrazia occidentale in un paese quale l’Afghanistan che ha una democrazia collegiale fatta di capi tribù, liberamente eletti all’interno del Clan e rappresentativo delle esigenze dello stesso.
E’ in questo sistema-ambiente che alcune testate giornalistiche ed emittenti televisive assumono la funzione di giornale/TV-partito proponendo, a secondo dei casi, una cultura egemonica di formazione comunista od altro.
Ciò che un tempo era considerato essere cane da guardia dell’opinione pubblica, sono diventati organizzatori politici e fautori di movimenti e tensioni, agendo con strategie di potere atte a colpire chi non si allinea.
Io che sono strenuo difensore della libertà, intoccabile, della Magistratura, devo purtroppo ammettere che il potere di questa si è negli ultimi decenni, espresso sempre più nella volontà di limitare il potere politico e, amaramente, devo verificar che tale volontà si esprime con tentativi di sottomettere addirittura il potere espresso dalla Sovranità Popolare.
Nessuno dei due poteri contrapposti: Magistratura ed Esecutivo (oramai quello legislativo è dominio dell’esecutivo e, sciaguratamente, è una prerogativa che accomuna gli ultimi Governi) intende attuare un disarmo unilaterale.
Servirebbe un soggetto neutrale che in Italia significa soltanto il Capo dello Stato, ma la costituzione vigente non è presidenzialista e pertanto poco può il Presidente Napolitano ancorchè anche Presidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura). Le cariche ed i poteri di cui dispone sono limitati all’esercizio di ammonimenti.
Il dramma è che non si configura una lotta tra il bene ed il male, perchè in questo caso basterebbe schierarsi con chi è umile e non arrogante per attendersi poi un futuro migliore.
D’altronde Sant’Agostino ci ha insegnato che il male è solo assenza di bene.
Il dramma è che la lotta è tra “interessi contrapposti” ed avrà il solo effetto di insanguinare il vincitore in modo così abbondante da escluderlo come possibile attore per una riconciliazione.
Ho scritto in calce ad alcuni articoli pubblicati sul sito www.majolino.it “Servono meno politici di facciata e più persone professionalmente preparate, alle quali - quando individuate - occorre dare la massima attenzione e sostegno perchè è certo che sta crollando l’argine dell’autonomia personale.
(*) il cervello elabora le risposte emotive in dodici millesimi di secondo,nel mentre per quelle razionali occorre un tempo doppio.
Anche se non ce ne accorgiamo è soprattutto la componente emotiva a guidarci nelle scelte.
Un pericolo è anche i riflessi nutriti dall’esperienza non sono ascoltati nell’oceano delle decisioni afferenti le disposizioni finanziarie ed i ragionamenti dettati dal buon senso non contrastano gli errori, ciò perché erompono da un comportamento emotivo inconscio che non lascia spazio alle azioni razionali
