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T I N (Tasso d’Interesse Negativo): un potente incentivo economico!

16 ottobre, 2009 (19:33) - Economia - Stampa Stampa

L’interesse negativo diventa sussidio: sia per il creditore che per il debitore, agendo come un potente incentivo economico … genera disponibilità enorme per il Governo utilizzabile per migliorare i programmi sociali, abbassare le tasse senza ridurre i servizi, ecc..

sembra impossibile? assolutamente no ! ed infatti leggendo le poche note  qui scritte…

 

 

E’ prodromo rendere sintesi della problematica detta “signoraggio”, definita recentemente dal Santo Padre “inganno universale”.

La BCE (Banca Centrale Europea) è una società NON pubblica, come il 99,99% dei Cittadini immagina, ma privata e gestita da chi ne detiene le quote nel solo proprio interesse e non certo di quello dei Cittadini europei.

Questi soggetti privati commettono un falso in bilancio in modo da azzerare i loro enormi e spropositati profitti.

E’ appena il caso chiarire che anche la banca d’Italia è privata e che nulla centra lo Stato Italiano.

Ciò premesso,  dal bilancio ufficiale della BCE emerge chiaramente che è realizzato il falso in bilancio portato dal fatto che stampando la BCE gli euro (senza garanzie di oro od altro) pone nel passivo non il costo di stampa ma il valore nominale facciale?!?

Come dire che se stampa una banconota di 500 euro ed ha un costo tipografico di 0,10, invece che riportare quest’ultimo nel passivo/costi, pone il valore nominale della banconota di 500 euro, compensando così l’attivo dove era stato portato nei ricavi la stessa banconota perché “prestata” ai Governi che attingono denaro dalla BCE, offrendo in pagamento a questi “stampatori” titoli di Stato e quindi indebitando i propri Popoli.

Questa truffa ha un nome: signoraggio; insiste poi il signoraggio secondario (sempre in danno dei soli ed ignari Cittadini), posto in atto dalle banche commerciali e tralascio di chiarire in questa sede quest’ulteriore inganno riservandomi di dedicare apposite note.

C’è da evidenziare che se la BCE (ovvero i privati che ne sono proprietari) pagasse le tasse per l’enorme profitto che realizza, sarebbero azzerati i debiti pubblici di tutti i Paesi europei.

Esposto il problema, è mia abitudine offrire soluzione ed una delle possibili è per il tramite del TIN, sigla che sottintende Tasso d’Interesse Negativo.

Il principio fondante è elementare: sostituire a questi privati stampatori il Governo centrale di ogni Paese.

Il Governo centrale esercita il diritto esclusivo di creare tutta la moneta e soddisfa le esigenze di prestito delle banche commerciali fornendo il denaro a tasso zero, allorquando queste ripagheranno il prestito avranno “inverato” il denaro, restituendolo come frutto di corrispettivi reali legati a transazioni commerciali.

Inverare il denaro vuol dire renderlo vero perché frutto di un corrispettivo di prestazioni, di merce, ecc., nel mentre il denaro stampato che non ha nulla di retrostante che lo valorizza (se fosse garantito da riserve auree sarebbe già diverso) è soltanto carta e possiamo chiamare falsari, senza timore di denuncia, chi stampa dal nulla la carta moneta: così come fanno i privati proprietari della BCE !

Potrebbe obiettarsi che le banche commerciali, private della principale fonte di guadagno (creano anch’esse denaro dal nulla poiché a fronte di un solo 2% a fondo di garanzia possono emettere il restante 98% e prestarlo!) aumenterebbero i tassi di interesse dei prestiti a scapito di un rallentamento dell’economia.

Questa tendenza la si contrasta introducendo il TIN: Tasso d’Interesse Negativo

Esempio: un milione di euro concessi in prestito ad una banca commerciale ad un tasso negativo del 10%, per finanziare un prestito ad un’impresa dello stesso ammontare di un milione di euro, sarebbe poi liquidato dalla banca commerciale attraverso il pagamento di soli 900mila euro.

L’interesse negativo diventa sussidio: sia per il creditore che per il debitore, agendo come un potente incentivo economico.

Il c.d. riflusso: restituzione dei prestiti, genera disponibilità enorme per il Governo utilizzabile per migliorare i programmi sociali, abbassare le tasse senza ridurre i servizi, ecc..

Non è negato che le banche siano istituzioni necessarie; in serenità e giustezza dico che lo sono, in special modo, quelle di natura locale.

La speranza è che un giorno, da qualche parte (perché non da qui) una luce razionale e critica possa farsi strada in questo oscuro reame e far sì che riforme, da gran tempo dovute, siano finalmente implementate.

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