il burqa
In Italia esiste da tempo una legge che vieta di rendersi irriconoscibili in pubblico, che sia per il tramite di un passamontagna o di un burqa è indifferente; pertanto non serve una specifica legge che vieti il burqa perché, per converso, darebbe importanza a…
Il burqa non ha nulla a che fare con la religione islamica perché ha usanze tribali nate e mantenute in quanto ritengono la donna un essere inferiore la cui presenza deve tenersi nascosta; per non dire che una gelosia endemica è espressione altrettanto valida: una gelosia verso le proprie cose, che non devono mostrarsi agli altri.
E’ una ostentazione di possesso a dimostrazione che la donna è mantenuta legata perché acquisita, altresì l’oggetto assimilato non deve esporsi alla cupidigia altrui perché, se bello ed interessante, provocherebbe interessamenti, magari ricambiati e ciò è fortemente temuto poiché il legame che “trattiene” la donna quasi mai è d’amore.
E’ opportuno ribadire che il burqa non ha fondamento religioso e questo è stato affermato, sterilmente troppe volte, dalle alte cariche islamiche.
Ciò confermato, assumiamo un giudizio portato dal diritto scritto e dalla morale.
In Italia esiste da tempo una legge che vieta di rendersi irriconoscibili in pubblico, che sia per il tramite di un passamontagna o di un burqa è indifferente; pertanto non serve una specifica legge che vieti il burqa perché, per converso, darebbe importanza a qualcosa che non merita e spingerebbe a reazioni inconsulte in quanto può farsi immaginare che sia qualcosa contro soltanto chi porta tale indumento, nel mentre la sicurezza da garantirsi è tale, indipendentemente dal mezzo che si usa per sfuggire alle norme previste.
E’ contrario anche alla nostra morale (è opportuno chiarire nostra) perché la riteniamo una forma di oppressione che umilia la donna.
E’ importante quindi far sì che chi indossa il burqa: per costrizione o per propria volontà, abbia modo di integrarsi specchiandosi nella morale della nostra società condividendo, anche poco per volta, valori e consumi differenti e ciò può avvenire solo in un clima di serena e ragionata tolleranza essendo chiaro a tutti che il tempo è necessario per assimilare convincimenti radicati; invero ben possiamo affermar che le donne italiane si sono emancipate da pochi decenni ed, in serenità e giustezza, dico che non tutti i miglioramenti si sono consolidati, anzi è accaduto che per alcuni status siano stati fatti passi indietro.
Una soluzione potrebbe essere comprendere che l’uso del velo (hijab e non del niquab che è il burqa aperto all’altezza dei soli occhi) non è da contrastare e consente un avvicinamento di percorso ai valori condivisi dalla nostra società.
