biodiversità & par condicio
Perché ho accomunato la biodiversità alla par condicio?
L’accostamento ha creato un percorso mentale allorquando ho visto che da pochi giorni…
Biodiversità non è la sola indicazione di un numero della quantità delle specie, è anche relazioni tra le stesse e la quantità delle stesse: più ne insistono e meglio è.
Biodiversità è anche la creazione di comportamenti nuovi come quello approdato di recente in Europa e denominato “swap party”.
Cosa c’è di tanto interessante da suscitare la mia particolare attenzione verso questi incontri organizzati per scambiarsi vestiti: una forma di baratto alla pari, che trova maggiore attenzione oggi per lo stato di crisi economica, è il cambiamento di comportamento dei tanti che, finalmente iniziano a comprendere che non è importante affezionarsi alle proprie cose.
E’ il concetto di “impermanenza”, teorizzato da tempo da Krishnamurti(*) e relativo alla sofferenza od insoddisfacibilità connaturata alle cose mondane.
Per offrire un esempio di non attaccamento a qualcosa che ha prodotto finanche frutto, è come quando in autunno un agricoltore arando recide tutte le radici che si diramano nel suolo.
Non a caso l’immagine comune in letteratura raffigura la morte con una falce, perché tale oggetto nel recidere preclude a nuova vita di altro.
Ed anche come quello che si chiama mente, pensiero, coscienza, che di continuo un momento sorge e un altro cessa, di giorno come di notte.
Ovviamente è possibile una visione nichilista determinata dalla concezione dell’impermanenza; in serenità e giustezza non è questo il mio intendimento, bensì e mutuando dal grande Suzuki Roshi, è far acquisire che la rinuncia non consiste nel fare a meno delle cose di questo mondo, ma nell’accettare che se ne vadano via.
Tutto è impermanente: prima o poi tutto se ne andrà.
La rinuncia è uno stato di non attaccamento, di accettazione di questo passare.
L’impermanenza è, in effetti, solo un altro nome della perfezione: le foglie cadono, il letame e l’immondizia si accumulano ed invero dal letame nascono i fiori, le piante.
La distruzione è necessaria. Senza distruzione, non ci potrebbe essere nuova vita e la meraviglia della vita, del cambiamento costante non potrebbe esistere.
Il vivere e morire è un processo in sé di perfezione; tuttavia questo cambiamento non è ciò che la maggior parte di noi ha in mente e desidera, anzi si è inclini a trovare un modo per durare per sempre.
Perché ho accomunato la biodiversità alla par condicio?
L’accostamento ha creato un percorso mentale allorquando ho visto che da pochi giorni gli annunci televisivi sono effettuati anche da uomini; finalmente si è sfatata una discriminazione all’incontrario.
Ad inizio del 2008 ebbi a dire e scrivere che non comprendevo le ragioni per le quali chi annuncia programmi televisivi è sempre una donna; in forza di quale scelta o logiche avveniva ciò ?
Era discriminare sia le donne: relegandole ad un ruolo secondario, civettuolo, da segretariato; al contempo era discriminare l’uomo ed offrire pari opportunità era risolvere una questione di par condicio ed al tempo stesso eliminare una discriminante che aveva insito e sottostante un atto differenziante proprio in danno delle donne.
Biodiversità è anche l’accettazione che ogni specie può e deve ambire a fare tutto ciò che le è possibile: senza i soliti pregiudizi che ci intrappolano in una bolla di percezione rendendoci testimoni solo della nostra visione, ovvero ed in modo peggiore, consegnandoci ad essere solo spettatori di ciò che altri intendono farci vedere.
(*) (1895>1986) una figura profonda ed illuminata che ha sempre rifiutato l’etichetta di guru per incoraggiare la ricerca della comprensione interiore e reciproca.
Jiddu Krishnamurti si incontrava con la gente non per insegnare, invero per capire, per esplorare insieme il significato dell’esistenza dell’uomo e del mondo.
Ciò su cui maggiormente insisteva era che la verità è una terra senza sentieri e non la si raggiunge attraverso sistemi istituzionalizzati, di qualsiasi tipo essi siano: filosofici, religiosi o politici.
