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Futuro prossimo, parte seconda: la Famiglia.

5 novembre, 2009 (14:36) - Cultura, Politica - Stampa Stampa

Nelle società moderne i genitori vogliono avere relativamente pochi bambini, bene educati, sani ed istruiti ed al tempo stesso…

 

La misura significativa dello sviluppo è avere una forza lavoro istruita, aggiornata e laboriosa ed anche famiglie che si occupano molto dei figli.                                                                                  

C’è da chiedersi: Cosa determina un investimento di successo in capitale umano: a livello individuale o nazionale?

La famiglia innanzi tutto, in quanto fondamento di una società onesta e foriera del successo economico. 

Le famiglie, pur se cambiate nel tempo ed i cui mutamenti  - in special modo fenomeni rilevanti quali divorzio e separazione  - sono stati più rivoluzionari nella seconda metà del secolo scorso che in qualunque periodo comparabile della storia moderna, restano importanti e determinanti nell’economia moderna perché formano il “capitale umano” prendendosi cura dei figli, con tutte le risorse di cui dispone, offrendo la migliore educazione possibile inculcando valori dote in quella che sarà la generazione successiva. 

I mutamenti intervenuti hanno rappresentato una rivoluzione dei modelli di convivenza familiare; basti sapere che oggi negli Stati Uniti, in Svezia, nel Regno Unito ed in Russia quasi la metà dei primi matrimoni culmina in un divorzio ed il tasso di fallimento dei matrimoni è alto anche nelle altre nazioni, pur non dando sempre luogo a divorzi.
È possibile invertire il corso di questa tendenza? 

Si, prevenendo la patologia sociale manifestata da tante famiglie.

È un tema ed una sfida di estrema importanza. 

I cambiamenti della famiglia riflettono le tendenze di fondo delle economie moderne e non possiamo aspettarci un capovolgimento della tendenza al sempre più contrarsi delle dimensioni delle famiglie. Nelle società moderne i genitori vogliono avere relativamente pochi bambini, bene educati, sani ed istruiti ed al tempo stesso le donne sposate ambiscono alla partecipazione alla forza lavoro, destinata quindi a rimanere alta, perché le donne con pochi bambini hanno molto tempo libero. 

Ed ancora, è opportuno evidenziare che maggiormente le donne istruite vogliono allocare parte del loro tempo ad attività di lavoro in un’economia che può utilizzare le loro competenze: come dire che il “segretariato” non è più appetibile ed è stato considerato solo il primo obbligato gradino storico del percorso lavorativo.
In serenità e giustezza è doveroso far rilevare che le famiglie sono cambiate in meglio laddove sono stati attivati incentivi da quegli Stati di concezione moderna ed illuminata che puntano ad un effettivo benessere dei propri Cittadini; questo vuol dire che possibili azioni pubbliche comporterebbero enormi vantaggi; caso avverso è quanto prodotto da alcuni Paesi occidentali che, assicurando redditi generosi alle madri nubili, hanno legittimato in qualche modo il loro comportamento incoraggiando uomini e donne ad aver figli fuori dal matrimonio.                    

Questo tipo di benefici assistenziali è distruttivo rispetto ai valori fondamentali della famiglia ed è anche dannoso per i bambini interessati. (fine seconda parte, continua)

 

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