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L’interessante, il necessario ed i ragazzi cuccioli

7 marzo, 2010 (16:05) - Cultura, Politica - Stampa Stampa

Comprare ciò che interessa è uno stile di vita delle generazioni ultime, che si contrappone a quelle generazioni che acquistano ciò che è necessario. Se uno stile d’acquisto accomuna le generazioni ultime, un distinguo deve farsi sul progetto di …

 

Comprare ciò che interessa è uno stile di vita delle generazioni ultime, che si contrappone a quelle generazioni che acquistano ciò che è necessario.

Se uno stile d’acquisto accomuna le generazioni ultime, un distinguo deve farsi sul progetto di vita.

Ad esempio, i giovani Cinesi: quelli residenti in Cina, non ambiscono ad essere occidentali, bensì sono interessati ai beni occidentali senza occidentalizzarsi nel costume di vita; tendendo ad essere quindi non “occidentalizzati”, piuttosto Cinesi del XXI secolo; essere, come ci ha insegnato Hegel, persone del nostro tempo e per i Cinesi non vale accumunare tale concetto di attualizzazione della propria marginalità sovrapponendola o sottomettendola ai pseudo-valori occidentali, è vero il contrario: tendono a “cinesizzarsi” ancor più, significando ciò assegnarsi una matrice indigena prevalente che sia connotazione di distinguo verso il resto del mondo, di distinguo al positivo che prova ad imporre il loro modello quale migliore.

Un modello che infrange il tabù di quelle generazioni che ritengono il posto fisso equivalente ad una stabilità di vita, guardando dall’alto di tale loro imperativo in modo commiserevole e con sufficienza chi si mette in proprio, valutando che ciò accade perché per tali soggetti è un problema di sussistenza, ovvero perché hanno perso il posto od anche perché non c’è altra possibilità.          

In estrema sintesi è assegnata una notazione perdente alla iniziativa di intraprendere attività.

Per converso la giusta interpretazione dell’atteggiamento delle nuove generazioni cinesi, che tendono ad imprendere, piuttosto che subire l’eterna stabilità reddituale del dipendente, è che sottostante vi è la volontà di crescere in qualità e non in quantità, significando ciò di essere disposti ad accettare sacrifici in vista del successo finale. Sacrifici che i “ragazzi cuccioli” occidentali non pongono neanche come ipotesi di partenza.

E’ un futuro attuato, almeno provato a renderlo tale ed in occidente le uniche esperienze di massa per un futuro attuato si sono risolte, e limitate, ai centri sociali ed ad alcune “comuni”, che oltre che essere una forma di contestazione hanno inteso significare una volontà di realizzare un proprio futuro qui ed adesso. Chi non ha aderito a tale visione, in serenità e giustezza estremamente forte, ha fatto parte dell’enorme cucciolata quotidianamente accudita dai genitori, che fanno di tutto per non far mancare loro nulla a questi “ragazzi cuccioli”: che ostentano sicurezza quando condividono atteggiamenti con altri “cuccioli”, nel mentre appena sottoposti ad una prova che li espone da soli, per lo più crollano se non supportati prontamente dai genitori.

Serve offrire nuovi modelli di sviluppo: ai Cuccioli ed a chi si ritiene “proprietario” di questi, ed è dunque necessaria, indispensabile ed indifferibile, una “buona politica” che avvicini le nuove generazioni alla stessa e per farlo è imperativo ed opportuno una comunicazione positiva dell’immagine politica, perché se alcuni politici non sono validi, la Politica è bella, coinvolgente e formativa.

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