Perché al Centro Destra è indispensabile Berlusconi: l’Uomo Leone.
Senza far torto ad alcuno, Berlusconi è un “Uomo Leone” e l’ho definito tale nello stesso istante che…
L’accentramento del PD, l’istituzionalizzarsi nelle strutture di comando da parte della sinistra (che ha significato portare a compimento le teorie di Gramsci che indicava due punti focali da realizzare: motivare ideologicamente le masse ed istituzionalizzarsi nelle stanze del potere), ha creato il fenomeno di una gestione del Partito che ricalca quella di tutti gli altri.
Il modello master è stato il PSI di Craxi, che si basava su più potere per ottenere più consenso e non riteneva più necessarie le strutture di base contando sulla organizzazione personale degli esponenti politici eletti: al Parlamento, alle Regioni, alle Province, nei Comuni, e su quelli nominati nelle Comunità montane, Municipalizzate ed ogni genere di Ente.
Il contatto con la base non era più fatto tra chi era esposto perché candidato/nominato e gli attivisti/simpatizzanti, bensì tra il “capo” ed il suo entourage che a sua volta controllava chi era nei posti di potere/comando. Il rapporto con la base elettorale aveva trasformato gli attivisti/simpatizzanti in postulanti affollatori di segreterie di Partito alla continua ricerca di un favore, per sé, per la famiglia per un amico.
Il cambiamento di gestione politica è avvenuto quindi agli inizi degli anni ’80, con il modello craxiano imperante della “Milano da bere”, del potersi permettere di vivere con atteggiamenti “neo-barocchi” e modus vivendi al di sopra del proprio reddito, ostentando uno status sociale non proprio, né effettivo; basti pensare al fenomeno dello “yuppismo”.
Chi si contrapponeva prima politicamente? Gli attivisti/simpatizzanti delle “Sezioni”: della DC come del PCI; le sezioni erano punti d’incontro, di discussione, di momenti ricreativi, culturali ed ospitavano ogni particolare iniziativa. Erano un collante dell’ideologia condivisa.
I salotti della Milano bene come quelli romani, comunque sempre attivi in ogni tempo, divennero invero i luoghi esclusivi di “ritrovo politico” dove poter incontrare il politico emergente e/o potente; il tutto accadeva chiudendo le porte degli abituali luoghi d’incontro quali erano le sezioni e gli attivisti/simpatizzanti non potevano che accedere alle “segreterie politiche” degli eletti: col voto e/o con nomina.
In questo tempo, in questo status, è accaduta la vera frattura tra la base e la politica e tutti i Partiti - nessuno escluso - si è sottratto a questo percorso. La DC si eliminò ignominiosamente con un atto di autolesionismo per il tramite di Martinazzoli, nel mentre il PCI, immaginando di evolversi, cambiò nome e più volte, “salottizzandosi”, perdendo in tal modo la base che confluì nella sinistra estrema che, a sua volta, fu contagiata dai radical-schic dei verdi che: provocatoriamente e presuntuosamente, bloccarono qualsiasi dialogo costruttivo anteponendo l’indifferibilità che ogni azione avesse un unico colore: il verde. Per la legge del contrappasso poi questo colore è stato vincente per la Lega (sic).
L’involuzione politica ha portato ad un distacco totale con gli attivisti/simpatizzanti ed ha potuto poi trovare un richiamo nei soli leaders che propugnavano una propria idea: abitualmente ampia in modo da accorpare quanti più soggetti possibili. Questo ha significato identificare un Partito col proprio nome/idea e siamo giunti ai giorni nostri.
La sinistra storica fatica a contrapporsi al Centro Destra guidato da un leader carismatico quale Berlusconi e, per ironia della sorte, il leader attualmente visto come alternativo è un uomo che è nato pensando di destra ed oggi propone richiami rivolgendosi alla sinistra, quella estrema perché il PD è oramai “salottizzato” e non capace di presentare un leader alternativo a Berlusconi; dico questo col pieno rispetto di Bersani, del quale apprezzo la cultura che espone e rappresenta, ma essere leader – oggi – non è più perché l’ha voluto il Partito (che impose finanche un Natta solo perché in quel momento era il numero due che doveva diventare il numero uno).
Un segretario come Marino avrebbe potuto significare una rottura con la rigida nomenclatura gerarchica e ciò non è stato e lo stanco Bertinotti nulla ha più potuto per riunire la sinistra estrema che, avendo tre galli nel pollaio, ha separato le galline in piccoli gruppi e la storia della politica ci insegna come sia sterile una siffatta azione; basti ricordare per converso alla granitica DC che, anche se divisa al suo interno da correnti/partito, all’esterno appariva monolitica ed inattaccabile.
Perché al Centro Destra è indispensabile Berlusconi ? Senza far torto ad alcuno, Berlusconi è un “Uomo Leone” e l’ho definito tale nello stesso istante che ho visto la scena allorquando, colpito in pieno viso e sanguinante, appena un attimo dopo essersi ritratto per un evidente gesto difensivo d’istinto, è balzato fuori dalla vettura cercando gli occhi dell’aggressore con uno sguardo che trasmetteva il messaggio “ chi sei, fatti vedere, non ho paura!”.
Non c’è un altro “Uomo Leone” nel Centro Destra, provate a visualizzare l’eventuale alternativa: a mio sommesso giudizio non c’è chi racchiuda in sé le tante caratteristiche che rendono unico Berlusconi.
Scenari possibili per il 2013? (*)
1) Casini sostituisce Prodi e guida il Centro Sinistra;
2) Di Pietro rappresenta l’intera sinistra a sinistra del PD ed è lui a concedere a tale Partito l’alleanza;
3) Un nuovo Partito è emerso: alternativo e concreto e rappresenta la reincarnazione attualizzata della DC che attraversava trasversalmente gli strati sociali accumunando attorno ai valori l’operaio come il professionista (la Dottrina Sociale della Chiesa è stata base consistente e tangibile negli atti politici della DC);
4) la personalizzazione dei Partiti ha frantumato il bipolarismo che tendeva al bipartitismo e l’Italia ha di nuovo tanti Partiti espressioni delle diverse ideologie: mai sopite del tutto per cui si ritorna a Governi tri>penta, ecc.;
5) ultimo ma non ultimo, è attuata la riforma elettorale propugnata da majolino che prevede l’eliminazione dei Partiti (centro e cancro delle problematiche) e Parlamentari singolarmente eletti nei propri collegi e rappresentativi degli effettivi interessi dei propri Elettori ai quali DEVONO dare conto perché diversamente certamente non rieletti. (si rimanda all’articolo> Il Governo del Popolo);
(paolo majolino - fine parte prima, segue)
(*) mi interesso di una scienza relativamente giovane: la memetica, che studiando la propagazione dei memi (delle idee) permette, più che ad altri, di visualizzare un tempo futuribile: che vuol dire futuro possibile.

Commento di admin
Il 16 aprile 2010 alle 16:37
Berlusconi Presidente della Repubblica e Tremonti Presidente del Consiglio: questo è quanto oggi può intravedersi. La variabile è Montezemolo e dopo che Bossi (una vera volpe) ha compreso che deve prendersi “il potere delle banche”, la reazione dei potentati economici potrebbe essere di supportare Montezemolo (certamente “uomo delle banche”).
Nei momenti difficili i potentati economici hanno sempre “speso” propri uomini; qualche esempio ? Carli, Ciampi, Dini, Prodi ed ora Draghi (ma in Europa perchè le decisioni si assumono sempre più in quella sede, salvo poi giocarselo in Italia se le cose si mettono male).
Affettuosi saluti
ps/ pubblico oggi sintesi di un mio intervento tenuto presso un centro Anziani a Roma