Cattolici per l’Italia

Riprendiamoci l’Italia

Salta a: Contenuto | Barra laterale | Piè di pagina

La mia gara è con la mia vita.

16 aprile, 2010 (16:40) - Salute, Varie - Stampa Stampa

Se lo fanno gli altri posso farlo anche io!

(intervento di paolo majolino al Centro Anziani della 18a Municipalità di Roma il 25 marzo 2010)

 

Non ci è assegnato soltanto un posto nell’esistenza, c’è assegnato  anche uno spazio ed un tempo fatto a misura per noi ed in base all’età che abbiamo.

A chi non è più giovanissimo lo scorrere del tempo appare svolgersi in modo apparentemente lento  ed alla memoria cinque anni ne sembrano uno solo. E’ poi un paradosso che a chi è avanti negli anni sembra di poter disporre di più tempo: come accade ai bambini.

In serenità e giustezza dico che a chi è avanti negli anni non deve chiedersi di pazientare, come abitualmente si dice “di portare pazienza”; chi comunica ciò non sa che per un “non giovane” ogni giorno vale quasi come un anno.

Ciò che vorrei, più di ogni altra cosa, è poter fermare il tempo, meglio ancora tornare indietro e ricominciare tutto daccapo: ma non è possibile ed allora dobbiamo difenderci da quelli che definisco “ladri del tempo”, che criticano se un non più giovane fa cose da giovane e vogliono toglierci il nostro tempo nel mentre intendiamo viverlo al meglio, senza ovviamente creare problemi e senza che altri li creino a noi.

La vita si ritrae e si espande in proporzione al proprio coraggio e può aggiungersi, se si vuol migliorare è bene espandere quello che si sa.

È imperativo il coraggio di “spingersi oltre” (stupenda poesia di Susy Sutton), ciò è necessario perché saremo ricordati dal modo in cui avremo realizzato i nostri sogni. Occorre volontà per essere unici e lo sapeva bene la grande ed ora Santa Madre Teresa di Calcutta che ebbe a dire “per tenere accesa la lampada devi metterci l’olio” e possiamo aggiungere che se si vuole avere il piacere di godere della visione dell’arcobaleno, occorre sopportare la pioggia.    Non possiamo scoprire nuove cose se non abbiamo il coraggio di andare oltre le abitudini che possono offrire solo un’’apparente “sicurezza” che è quella del restare immobili dove siamo: col corpo e con la mente!

Quando si ha un disagio fisico ci si può rimettere a posto anche grazie al giusto modo di pensare e per ottenere questo servono tre forze: della fede, del sorriso e della gioia.

Tralasciando qui di parlare della fede perché afferente a sentimenti personali, il sorriso, il pensare positivo, è una delle migliori medicine; come accade con l’autoguarigione: le ferite si rimarginano da sole perchè se c’è una infezione è il sistema immunitario che reagisce.

La gioia è il miglior alleato della medicina ed attuare l’azione di gioia è applicare la tecnica del “fare zero”; vale a dire che se riceviamo un torto, volendolo numerare per intensità in una scala di valore da 0 a 10 e gli assegniamo che è  uguale ad una intensità 8 il torto subito, se si reagisce con uguale o maggiore intensità cosa accade? che la somma è 16 od addirittura 17 se rispondiamo con maggiore intensità e la media è sempre alta; nel mentre se “facciamo zero” la media è 4 !  vuol dire che abbiamo ridotto della metà il rapporto del torto e la parte che ci ha offeso, non riscontrando una reazione bensì una “non azione” a cui si aggiunge l’espressione di gioia nel non commentare il torto ricevuto e finanche di riscontrare che si parla bene di questi, scopre che accade l’incredibile sensazione di sentirsi colpevole nei confronti della persona offesa che non ha inteso reagire, ovvero e per meglio dire, ha reagito con “gioia”; al tempo stesso gli amici comuni non possono che notare che ad un torto, ad un parlare male dell’uno, l’altro contrappone un’azione di gioia. Alla fine è chi ha subito il torto ad essere vincente e presto anche chi ha offeso, comprendendo, sarà portato a “fare zero”.

L’amore e la gratitudine tolgono ogni negatività; il pensare negativo è ciò che più crea problemi: ogni giorno diventa più penoso chiudendosi nei propri pensieri.

Il corpo elimina milioni di cellule al secondo e nello stesso tempo ne crea di nuove. Ogni giorno intere parti del corpo sono sostituite, per alcune è necessario un mese, comunque nel giro di due anni abbiamo un “corpo” nuovo di zecca.

Cosa poter fare allora per aiutare la mente a mantenersi giovane e conseguentemente il corpo ?

Ginnastica per la mente: ad esempio lavarsi i denti non con la mano abituale, non fare sempre la stessa strada, fare delle azioni al buio, e comunque è indispensabile non fare sempre le stesse cose. Sono le abitudini che invecchiano, il cervello non invecchia mai, anzi col passare degli anni, se stimolato, può aumentare nelle misure perché si attivano nuovi collegamenti (dentriti e quant’altro).

Il ballo è un’altra delle migliori medicine: stimoloa endorfine.

In un centro d’incontro per non più giovani accade spesso che si balli e l’appello a chi sa ballare è che  inviti chi non sa farlo, con gesto spontaneo e senza aspettarsi necessariamente gratitudine, perché un gesto di attenzione disinteressato fa sentire bene innanzi tutto chi lo fa; ovviamente l’appello a chi non sa ballare e di non dire “no, non ballo perché non so ballare”.                                         

Ricordarsi ed avere sempre presente che vale il principio “se lo fanno gli altri posso farlo anche io!” e se non sono un/una ballerino/a da “Ballando sotto le stelle”, cosa importa; non devo gareggiare: la mia gara è con la mia vita, con la mia salute.

Scrivi un commento