Il fallimento della modernità
Basta con le false reticenze, indichiamo le ingiustizie per quelle che realmente sono.
Basta con mascherati nuovi fascismi e sinistre smarrite e petulanti perché pretendono…
Biliardi di dollari regalati dai governi alle istituzioni bancarie e c’è da chiedersi come mai non è stato possibile mobilitare risorse, anche lontanamente comparabili, per affrontare la drammatica piaga della povertà che oramai lambisce anche le classi medio-basse.
Altresì nulla è stato, neanche minimamente proporzionale, speso per la rovinosa crisi ecologica.
E’ il fallimento della modernità.
Due gli eventi ultimi che ne hanno decretato tale status: la tragedia dell’11 settembre 2001 ed il “credit crunch” globale hanno ratificato che il liberismo è morto, come dottrina politica e come dottrina economica.
Si è compreso che il pessimo ingranaggio dell’ideologia liberista ha un nucleo utopico e perverso che ne ha determinato la crisi.
Serve combattere l’irrazionalità del capitalismo globale iniziando dal comprendere le vere ragioni del fallimento della sinistra novecentesca e formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell’Umanità; in un paradosso in termini si può assegnare a tale ipotesi una ridefinizione comunista, per meglio dire una socialdemocrazia compiuta.
Basta con le false reticenze, indichiamo le ingiustizie per quelle che realmente sono.
Basta con mascherati nuovi fascismi e sinistre smarrite e petulanti perché pretendono il potere solo perché per loro il buon governo è solo di “sinistra”: il Buon Governo è di chi lo attua nei fatti e non ideologicamente, addirittura manifestato e preteso accettato aprioristicamente senza che sia formulato in interezze concrete; una sequela di pretese cogenti che intendono definire e determinare obblighi inderogabili (ma per tutti gli Altri).
La disoccupazione è un crimine contro l’Umanità e la corruzione importa a pochi e c’è da chiedersi cosa faccia progettualmente in concreto questa sinistra, unitamente ai propri sindacati, se non protestare in modo blando e quasi accondiscendente nei confronti del Dracone di turno: leggasi in questo particolare periodo Marchionne, che impone in modo intransigente provvedimenti ed azioni rigorosissime per la classe dei Lavoratori.
Serve un progetto per il futuro, concreto, responsabile, basato su di un pilastro intoccabile: il solo interesse dei Cittadini e non di pochi: è sufficiente avere sempre presente questo orizzonte per un futuro realisticamente e concretamente migliore.
