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Relativismo & Storicismo

30 agosto, 2010 (19:13) - Cultura - Stampa Stampa

… le due ideologie che intridono, che mescolano le sostanze della nostra epoca, sono il Relativismo che proclama “ a ciascuno la sua verità” e lo Storicismo che afferma “ la verità cambia col tempo”. Entrambe queste ideologie sono capziose sirene che…

Tralasciando la tradizione relativista portata dall’antica Sofistica, dallo Scetticismo, dall’Empirismo e dal Criticismo, pongo come assunto a base del mio argomentare quanto Oswald Spengler ha teorizzato nel suo libro “Il Tramonto dell’Occidente”, si intende quindi discutere del fenomeno moderno del “Relativismo” che indica un legame diretto della relatività di tutti i valori della vita in rapporto alle epoche storiche che sono dante causa ed organiche a loro stesse, quindi crescita, sviluppo e termine del periodo storico indicano anche l’esclusivo criterio della cultura di quel tempo; ne consegue che non può affermarsi ed esistere una morale universale valida per ogni tempo, né accumulo di morale fondata sulla precedente ancorché aggiornata al nuovo periodo storico.

Occorre un rimando alla storicità della storia del Croce che ha delineato due ipotesi di percorsi:

Historia rerum gesta rum, che è la storia dei fatti accaduti e la sua ripetitiva ciclicità (visione in parte già di G.B. Vico) e Res gestae, ovvero i fatti accaduti in una sequenza lineare irreversibile.

 A mio sommesso giudizio con “l’uomo elettrico”, vale a dire con l’avvento dell’informatica e la disponibilità di una quantità enorme di mezzi di diffusione della comunicazione, in special modo la televisione e la radio, il percorso è diventato irrevocabilmente lineare ed il futuro vedrà non più periodi storici ripetuti, bensì sempre nuovi scenari.

Volendo possiamo far risalire questa irreversibilità lineare alla scoperta del vapore che ha innescato lo studio delle scienze applicate e quindi una tecnologia che ha determinato il complesso di norme che regola  e consente la pratica della tecnica, purtroppo un sempre maggiore impiego di tecnicismo è a scapito della creatività, dell’inventiva e della genialità.

Volendo rappresentare graficamente i due percorsi immaginiamo un grafico con una linea curva ascendente>discendente>ascendente e così di seguito, alla quale si contrappone una linea retta soltanto ascendente.

In serenità e giustezza, non è più cosi; collegando il concetto del relativismo moderno allo sviluppo dell’informatica, possiamo intuire che cambiando i linguaggi informatici e gli strumenti d’uso,

la tecnologia rende la tecnica obsoleta e non più utilizzabile con i nuovi strumenti:  come esempio è sufficiente rimandare  a quando, alcuni anni fa, Microsoft decise di mandare in soffitta il linguaggio DOS; il dopo informatico è stato totalmente diverso e con esso tutti gli strumenti d’uso della nuova modalità informatica.

Ed allora è certa questa linearità storica, ma… non è più una retta come possiamo immaginarla,  continua e senza interruzioni; è una linea sì, ma puntiforme ed ogni punto è legato all’altro rendendo l’insieme una linea solo per immagine visiva distorta che non distingue lo spazio, che pure esiste, tra un punto e l’altro.

Ha ragione Spengler ? La filosofia, ad esempio si riduce ad una storia letteraria delle idee e delle opinioni passate?

In effetti le due ideologie che intridono, che mescolano le sostanze della nostra epoca, sono il Relativismo che proclama “ a ciascuno la sua verità” e lo Storicismo che afferma “ la verità cambia col tempo”. Entrambe queste ideologie sono capziose sirene che pretendono di fare spazio per la verità dissolvendola, nei fatti, in tanto individui intercambiabili. E’ l’oggettivizzazione della personalità.

Se il Relativismo, con un finto buonismo assunto a pretesto della massima tolleranza, conduce alla ovvia conseguenza/disperazione che se tutto si equivale, niente vale e ciò semplicemente perché il valore presuppone la gerarchia, nel mentre l’egualitarismo bonista porta solo al nichilismo che persegue  la radicale svalutazione e/o l’annullamento della realtà ovvero di un aspetto della stessa.

Il nichilismo, originatosi dalla seconda metà dell’ottocento come movimento politico-filosofico russo, partendo dalle negazione della morale tradizionale proponeva la soppressione dell’ordine sociale e politico esistente.

Come dire che poiché nessuna verità universale può servire da criterio per tutti, ognuno può assoggettare l’altro se non con la costrizione o seduzione ideologica.

Lo storicismo altresì sbandiera il senso del tempo, sfociando nella perdita della storia e della memoria della stessa, non più necessaria e/o utile perché le idee sono circoscritte alle loro coordinate spazio-temporali e questo comporta che il pensiero attuale è l’unico capace di fornire criteri per il presente, con il corollario che ciò che è recente è anche più vero e quindi non serve interessarsi al passato se non per curiosità aneddotica e quindi conservare la memoria è perdere il proprio tempo.

Sono entrambe false teorie che intrappolano l’uomo dentro sé stesso per imprigionarlo in un cerebralismo allucinogeno.

La globalizzazione, se usata per il bene comune degli individui e non per i meri interessi economici di pochi (per questo e nello specifico ho già scritto in altro articolo) potrebbe renderci noto il vero senso del mondo, invece il cammino prospettato è per il rifiuto che è conseguenza del relativismo nominalista e l’ordine naturale è ignorato in forza di un cyberspazio mentale dove far pascolare fantasie standardizzate, poi attuabili in quegli immensi ed onnipresenti centri commerciali dove diventa usufruibile l’immaginato a noi consumatori cloni.

(continua)

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