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Fervono i preparativi

28 ottobre, 2010 (11:05) - Politica - Stampa Stampa

Nel caso l’attuale Governo abbia un “incidente” di percorso in Parlamento …

Ritengo di assegnare le seguenti percentuali di probabilità per le prossime elezioni politiche: 2011:20%, 2012:70%, 2013:10%.

Le amministrative sono un passaggio importante per l’opposizione che è convinta di risultare vincente e di iniziare a vedere il declino del Berlusconismo; ragione  per cui fervono i preparativi per la creazione dell’eventuale Governo tecnico la cui giustificazione d’attività è per modificare la legge elettorale ?!?

Così come è accaduto in Sicilia (da me previsto in toto la coalizione del Lombardo quater, annunciata a tutti gli Amici ben il 14 agosto con un sms augurale pel ferragosto) se si intende modificare la legge elettorale lo si può fare anche adesso, constatato che anche Fini ed i suoi la reclamano ed insiste la maggioranza possibile: c’è adesso così come l’avrebbe il Governo “tecnico”,  senza sperare che PDL e Lega votino a favore perchè è cecità politica.

Nei fatti è il PD, forse anche Di Pietro, come Casini: come TUTTI, che non vogliono cambiare una legge che assegna il bastone del comando senza possibilità di opposizione interna (diversamente che “bastone” sarebbe?).

La sola legge che potrebbe farsi: ora, come con il Governo tecnico, è risolvere il conflitto di interessi che vuol dire l’eliminazione di Berlusconi e questa ipotesi è galvanizzatrice di qualsiasi futuribile coalizione “tecnica”.

Rendere per sempre ineleggibile Berlusconi, considerato dai “politici di professione” un soggetto avulso dalla politica, è il sogno di questi professionisti.

In serenità e giustezza non occorrerebbe molto, nello stilare questa ipotesi di legge è sufficiente inserire un elenco di incompatibilità e non aggiungo altro: intelligenti pauca.

L’unica proposta di riforma elettorale che potrà farsi, forse, è quella segnalata da Fini che indica di assegnare il premio di maggioranza soltanto alla coalizione che raggiunge il 45% dei voti e questo ben sapendo che il PDL e Lega non raggiungeranno tale quota ed allora i seggi saranno ripartiti in modo tale che qualsiasi Governo è ricattabile in Parlamento: è una realtà durata circa 50 anni allorquando la DC, in alcuni periodi pur forte di un 42%, doveva trovare intese con i liberali del PLI, i repubblicani del PRI, i SocialDemocratici del PSDI ed infine con il PSI di Craxi.

Tutto questo perché, c’è da farsene una ragione, il dissidio tra Berlusconi e Fini è esiziale.

Perché ho assegnato al 2012 le maggiori chances ?

1)      Berlusconi sa che le amministrative del 2011 andranno male e necessita di tempo per riprendere le redini del tutto ed inventarsi una strategia innovativa: come del resto ci ha abituati a vedere; magari accetta il “tripartito”: PDL-Lega-FLI ed il dissenso da interno lo sposta all’esterno ed è per questa ragione che ho lasciato una percentuale di chance al voto il 2013.

2)      Fini non è pronto, ma lo sarà nel 2012 e le amministrative del prossimo anno gli servono per consolidare alleanze, magari con Mastella che può garantirgli quel di più per il raggiungimento del quorum ed anche per disporre di Consiglieri regionali già inseriti nelle Regioni del SUD.

3)      Casini, perdendo lo zoccolo duro della Sicilia farà fatica a raggiungere il quorum e le previsioni che girano che assegnano oltre il 6% è fantapolitica e non politica. L’UDC senza la Sicilia diventa extraparlamentare, così come è accaduto a Bertinotti & Co.

4)      Di Pietro, sarà ridimensionato o stazionario, più che crescere, perché l’elettorato d’opinione che l’ha votato è tutto per Beppe Grillo ed il Movimento 5 stelle sarà sicuramente rappresentato nella quasi totalità delle località dove si voterà il prossimo anno.

5)      Partiti minori: hanno ora, più che nel recente passato, la possibilità di ottenere spazio politico perché determinanti per FLI, per UDC e finanche per il PDL, non perché a quest’ultimo necessiti l’1, max 1,5%, bensì perché potrebbe togliersi a FLI ed UDC la possibilità del raggiungimento  del quorum.

6)      Vendola: ultimo ma non ultimo! Sarebbe devastante per Berlusconi se fosse il candidato premier per il Centro-Sinistra (ho messo il trattino non a caso, contrariamente a quanti lo scrivono una sola parola) per diverse ragioni che, non si comprende perché (?!?) nessuno – ad oggi – ha avuto il coraggio e l’ardire di esporlo.

Domanda semplice: il Centro-Sinistra ha mai contrapposto a Berlusconi un uomo di sinistra?

Risposta semplice: NO! Ha utilizzato Prodi e Rutelli (questi perché non più radicale bensì di area cattolica: sic!).

Domanda semplice: come mai D’Alema (il vero ed unico dominus del PD, come lo era nel PCI e nei DS) ha accettato che a rappresentarlo fosse un boiardo dei potentati economici quale Prodi (infatti la sua finanziaria aumentò le tasse favorendo SOLO le assicurazioni e le banche: rivedersela per chi non ci crede o non ricorda che poi Bertinotti, a cose fatte, fece finta di infuriarsi).

Risposta semplice: perché D’Alema non è di sinistra, avendo fatto i soli interessi delle banche/assicurazioni e non è un caso che un “comunista”  sia stato accettato come Ministro degli Esteri (il Premier lo fece perché gli mancava e volle “provare cosa si prova”); oggi addirittura è il Presidente dell’Istituzione che controlla i servizi segreti ?!? un “comunista” nella stanza dei bottoni segreti!

Il PD (D’Alema) non ha alcun interesse a candidare Vendola: che ha fondate speranze di vincere, perché questi non accetterebbe i diktat dei potentati economici bancari (veri padroni del potere politico)  ed allora si che il duo Berlusconi-D’Alema dovrebbe lasciare spazio.

 

la Lega merita un’analisi a sè perché, così come si parla oramai apertamente del dopo-Berlusconi, è silente il mormorio del dopo-Bossi e la strategia, ben portata in esecuzione da Maroni, è di installare l’assunto che un vero leghista non è né di destra e né di sinistra e può allearsi con chiunque (Bossi già l’ha fatto mandando a casa Berlusconi).

La Lega è entrata, ovvero e meglio è stata fatta entrare, nei potentati bancari (vedi Unicredit>Profumo) e quindi può ben allearsi col PD che è già entrato da tempo al servizio di questi potentati, in special modo da allorquando furono privatizzate le banche, guarda caso in primis il Credito Italiano: roccaforte del PCI.

Una prova? L’europarlamentare  Albertini, che intende uscire dal PDL, potrebbe candidarsi a Sindaco del Comune di Milano ed andrebbe certamente al ballottaggio ed allora sarebbe una questione di scontro PDL e Lega-PD, potendo immaginare chi vince!

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