Berlusconi innovatore sconfitto?
Non è una domanda ironica, né provocatoria, né un paradosso che un innovatore possa essere sconfitto.
In serenità e giustezza la domanda cela motivi di riflessione sia sul presente che sul futuro politico.
L’ impegno predominante del sistema conservatore dell’ apparato politico è liquidare l’innovazione, per via giuridica ovvero ed anche per il tramite del moralismo calunnioso, piuttosto che batterlo politicamente, il tutto per nascondere che l’innovatore antagonista è portatore di un progetto politico alternativo; additarlo come un mostro agli occhi del Popolo invero fa raggiungere lo scopo o quanto meno instilla il dubbio, tranne se questi sia capace – come fin’ora ha dimostrato – di utilizzare queste aggressioni ribaltandole al mittente con successo, perché presentarsi come una vittima di persecuzioni (e non possiamo certo dire che Berlusconi non lo è, addirittura quotidianamente) rende il perseguitato eroe e vicino al Popolo che da sempre è il perseguitato n.1
Siamo stanchi di questa politica ed ha ragione Renzi, sindaco di Firenze, sono tanti i politici da rottamare ancorché – a ragion del vero – questa espressione è stata già utilizzata, nel 2009 in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo, dalla parlamentare Melchiorre: leader dei Liberal Democratici.
Occorre una rivoluzione seria e concreta e per farla serve l’azione, perché senza di questa non si ottiene alcun cambiamento ed è bene ricordare che “Rivoluzione è Azione”.
