Appunti di giornata
Abituale sveglia alle 6:30 ed alle 7:30 …
Abituale sveglia alle 6:30 ed alle 7:30 ero in auto, con mia moglie Anna, per accompagnare alla stazione ferroviaria di Rimini, per il suo rientro a Milano, nostro figlio Giovanni: ing. informatico che ha costituito ad inizio anno una Srl con due suoi Colleghi ed è ragionevolmente preso dal buon andamento dell’attività.
Al rientro ci siamo fermati alla locale Cisl, dove mia moglie aveva appuntamento alle 8:30 con un’addetta che l’aiuta nella ricostruzione della carriera; non facile per i tanti cambiamenti scolastici e di città (Salerno e provincia, Firenze e provincia, Roma, Milano ed infine Riccione).
L’ambiente e l’atmosfera che si “respira” in sale sindacali mi ha confermato del come il nostro modo di approcciarci alla vita fa la differenza: un ambiente moderato, pseudo cattolico come quello della Cisl ha la conseguenza di avere Funzionari attenti, professionalmente preparati e disponibili alla soluzione dei problemi più che ostentare un atteggiamento aggressivo sempre e comunque “contro” il Datore di lavoro, sia pubblico che privato, che per converso pervade gli ambienti della CGIL ed il confronto, nella sede di
Rimini, è immediato perché l’ingresso-sala attesa è unico e se da una parte vi è la Cisl con un’addetta al ricevimento disponibile e con un sorriso aperto e cordiale, dall’altra parte si contrappone la CGIL con l’addetta al ricevimento ad occhi bassi ed appena attenta a chi chiedeva indicazioni.
Ovviamente posso immaginare che non è dappertutto così ed anzi è l’auspicio; in serenità e giustezza devo purtroppo considerare che se in una terra tanto rossa lo status è tale, aggravato dal fatto dell’immediato confronto, forse vuol dire che l’input a monte è diverso: da una parte il dialogo sempre e comunque, dall’altra parte una pretesa che esclude un dialogo, se non giocoforza.
E questo lo scrivo in un momento particolare per i Sindacati coinvolti nel caso Fiat e, paradossalmente perché contraddico l’appena detto (invero conseguenza dell’osservato), condivido l’atteggiamento della FIOM CGIL e mi schiero contro Marchionne: novello Dracone, il cui massimo desiderio ed aspirazione è di avere tutti automa in fabbrica, senza pretese, né diritti e, soprattutto, costi irrisori riferiti alla sola creazione/manutenzione.
Questo status di inizio giornata mi ha creato quell’abituale percorso mentale che mi conduce a mettermi innanzi al computer e scrivere d’impulso i pensieri che si sono accavallati e che premono per uscire in forma compiuta di ragionamento scritto.
Il risultato? non certo lo scrivere quanto appena fatto e d’impulso, bensì e poichè ho maturato l’atteggiamento mentale di proporre più che lamentarmi allorquando riscontro quel che non è giusto che sia, è ritornato alla mente il concetto di recente partorito di inerzia sociale, con la voglia di spronare acchè sia tolta questa cappa di abitudini/accettazioni che sono il vero male per tutti noi.
ps/l’articolo scritto è denominato “Non ci resta che usarla (la Democrazia) è il miglior augurio per il 2011″
