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Non ci resta che usarla (la Democrazia) è il miglior augurio per il 2011

27 dicembre, 2010 (11:31) - Cultura, Politica - Stampa Stampa

Vogliamo essere noi gli autori del nostro agire, ovvero lo lasciamo fare ad Altri ? Od anche …

Ho già scritto dell’imperante inerzia sociale che ci pone nell’aspettativa  che le cose si risolvano da sé, attendendo una ripresa (miracolosa) guidata da Altri, magari dall’ennesimo uomo della Provvidenza.

L’Istat avalla questo stato di cose raffigurandoci come una Nazione sfiduciata, inerte, nel mentre servirebbe reagire.

 Vogliamo essere noi gli autori del nostro agire, ovvero lo lasciamo fare ad Altri ?

Od anche attendiamo che, come ogni crisi, fisiologicamente si arrivi ad uno sbocco che, purtroppo, non porterà allo status ante, bensì molto non sarà come prima, nel mentre ci sarà – come sempre – chi uscirà più forte/ricco  e chi più debole/povero.

 La scuola, la sanità, i servizi essenziali, li vogliamo pubblici o privati?

L’energia la vogliamo pulita e rinnovabile oppure “sporca” come  l’attuale ?

Le differenze tra ricchi e poveri le vogliamo più grandi o diminuite, se non eliminate?

La cultura la consideriamo un lusso od una risorsa?

I diritti di chi lavora sono chiacchiere o sostanza?

La Giustizia la vogliamo tale, ovvero arbitrio del più forte?

Tutte queste scelte spettano a noi, contrariamente a quanto vogliono farci credere.

In democrazia siamo noi ad essere il Popolo sovrano.

Se si intende continuare a vivere in democrazia non ci resta che usarla e per realizzarlo, per cambiare le cose,  resta l’unica vera arma lasciata ai Cittadini: la punta della matita, quindi il voto, sempre più in mano agli esperti del “settore” che riescono a guidarlo con una esigua minoranza (le primarie nel PD ne sono l’esempio, laddove l’elefante è sconfitto dai pochi attivisti di estrema sinistra) e tutto questo accade perché si è riusciti a svilire l’atteggiamento dell’importanza del voto ed a disinnescare finanche l’emozione dell’azione: sia essa conservatrice che progressista.

Non diamola vinta, non facciamoci rubare le emozioni e badiamo a ragionare.

Poniamoci sempre una domanda essenziale: votando questo o quello chi ci guadagna? Quanti ci rimettono? Soprattutto, chi sono a meritare la nostra preferenza,  fiduciosi che realizzeranno le nostre aspettative?

Buon 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016…

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