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La cartina tornasole

19 gennaio, 2011 (16:37) - Cultura, Religione - Stampa Stampa

… mi sovviene una sintomatica affermazione di Aleksandr Solzenitsyn:” Il lupo ha ragione, il cannibale no”…

Visualizzare in facebook le scene raccapriccianti della strage terroristica nei confronti dei Cristiani, vedere quei volti disperati ed insanguinati, mi ha fatto cogliere consapevolmente l’evento che è entrato nella mia vita non più unicamente per il tramite di notizia mediata dai radio-telegiornali e ciò mi ha affettivamente coinvolto, innescando quel circuito di pensieri che, abitualmente so che mi porta a scrive le emozioni e provare a ragionare su argomenti taciuti oppure solo accennati. Il circuito chimico-elettrico dei neuroni innestati ha, quasi immediatamente, fatto emergere una domanda che pongo alla considerazione e confronto. Una domanda che ha quasi come richiesto un coraggio per affrontarla.

Perché si combatte e si uccide in nome di Dio?

Ho il convincimento che il Dio dei Cristiani è lo stesso dei Musulmani, come degli Ebrei.

Dio è uno solo per Tutti ed, in serenità e giustezza dico, che sono questi Tutti che lo vedono in maniera diversa e proprio il vederLo in modo diverso comporta la complessità delle religioni.
E’ evidente che il confronto non è riducibile a poche righe di commento ed invero cresce la convinzione che la chiave di volta non sia religiosa quanto antropologica od anche psicologica.
La questione di fondo è sempre la paura che l’altro possa togliermi qualcosa e quindi annullarmi.
La cartina tornasole della paura è la violenza e la paura è dei violenti, oltre che dei folli ovviamente.
Come si è giunti a far prevalere la paura dell’altro quando è l’amore per tutti gli Altri la soluzione che, ancorché finanche dogmaticamente indicata, si è smarrita. 

In primis devo rilevare che la nostra è una società diventata compiutamente molto mentale che ha dimenticato le emozioni, tanto che già nel film “Matrix” fu espresso il concetto “La realtà non esiste, è racchiusa nella nostra mente per essere controllata meglio“.
Nel mentre la filosofia di vita deve essere la tenacia, il rispetto della famiglia, dell’onore quale garanzia del rispetto delle azioni verso gli Altri. Non sono quindi in alcun modo giustificabili atti contro e mi sovviene una sintomatica affermazione di Aleksandr Solzenitsyn:” Il lupo ha ragione, il cannibale no”. 

Poi si deve mestamente constatare che la gente oggi si ritrova la fantasia intasata da reality, da afflati gossippari, da politici che sbraitano in tv alzando il tono della voce laddove dovrebbero invece alzare la qualità del pensiero, da fiammate di violenza e d’eversione, sicché si rifugia sui sogni collettivi che i mezzi di diffusione della comunicazione additano come esempi (sic).

L’auspicio è che i Giusti non perdano la fiducia nel futuro e continuino a lavorare nella e per la pace e che i “fondamentalisti” si accorgano che l’orgoglio è ostinazione che non fa ascoltare nessuno fuorché sé stessi e compiere atti scellerati è come prevenire un crimine punendo già le sole intenzioni di chi si ritiene essere “contro”.
La paura è un meccanismo difensivo ed attacca chi ha paura, spostando in tal modo la sua paura nel campo dell’avversario; è ciò che è definito “la strategia del terrore”. Chi compie atti terroristici non fa altro che disseminare paura che, come direbbe il libro di Qoelet, “torna a fare il suo giro”.
La paura si aggancia a nuove paure ed il male si aggancia al male; così come in Italia, in special modo più al Nord, la paura dell’extracomunitario in quanto “diverso” che “invade” il territorio ritenuto proprio, cresce con una proporzionale violenza. Qualche anno fa (2003), in un “incontro emozionale” che tenni a Verona, usai una espressione che, a mio sommesso parere, rende sintesi del fondamentalismo: “ Nell’intransigenza ideologica si acquisisce, purtroppo, la propria certezza”.
Cosa può permettere il cambiamento di rotta alla strategia del terrore? Solo l’Amore e qui il Cristianesimo può essere da esempio poiché Gesù ci ha detto che il male può essere vinto solo dal bene; concetto ripreso mirabilmente da Sant’Agostino che ribadì che il male è solo assenza del bene.
In altro incontro emozionale, tenuto a Milano nel 2002, conclusi con l’affermazione/auspicio che “Trasmettere l’intelligenza, aumenta l’intelligenza e trasmettere la speranza, aumenta la speranza”.

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