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Dobbiamo essere lievito.

20 febbraio, 2011 (12:53) - Politica - Stampa Stampa

L’attuale sistema politico non più in grado di riformarsi, si è collassato è sta implodendo ed ecco che, più che mai, emerge il principale problema per i Cattolici in politica: recuperare un quadro unitario per il proprio impegno.

Si sono attraversati tempi burrascosi, difficili, invero è ormai maturo il tempo della ripresa, una nuova ripresa dell’impegno politico.

Ed il quadro unitario di riferimento è stato indicato da Benedetto XVI con chiare indicazioni che non consentono titubanze; l’età dei “tuttavia” è finita, profilandosi un nuovo compito dei laici cattolici impegnati in politica, fondato su solidi principi ed accorto nelle strategie.

Papa Benedetto ha esternato l’accorato appello all’azione in special modo perché nelle moderne società secolarizzate i Cattolici sono una minoranza e questo non vuol dire che non possiamo essere più una Chiesa di popolo, né che non possiamo incidere sulla realtà, né che non possiamo incontrare tutti quelli che cercano l’identità di comuni sani valori.

Dobbiamo essere lievito in una massa purtroppo scristianizzata, che oramai in troppe realtà sociali ha consentito l’aggressione della disumanità del nichilismo moderno che non presenta alcun orizzonte di proposta di senso.

E’ da questo lievito che potranno e dovranno emergere nuovi laici cattolici impegnati in politica da affiancarsi a chi ha già speso tanto ed insieme rifarsi ad un quadro di riferimento quanto più completo possibile, avendo chiara la dimensione culturale delle questioni politiche e, conseguentemente, impostando con chiarezza, non ideologica, le questioni della  famiglia, dell’economia, delle migrazioni, della laicità, dei rapporti con le altre religioni, dando politicamente rilievo ai principii non negoziabili, incidendo sull’opinione pubblica e ricominciando a formare i giovani; senza fughe in avanti, bensì ascoltando la sola sirena della propria coscienza di cattolico il cui orizzonte è stato e sarà solo il bene comune, anche di chi non è cattolico, anche di chi è parte politicamente avversa.

Per una maggiore e migliore efficacia occorre precisare i confini del discorso per offrire dignità ad una attività oggi non ben considerata dalla pubblica opinione e, soprattutto, invitare i Cattolici ad impegnarsi – ex novo – oltre la società e l’economia: nella politica, dove sono prese le decisioni sulla vita della Comunità.

Serve un linguaggio conciso, preciso, efficace ed anche coraggioso nell’affermazione di alcune verità, anche se scomode. La prima di queste è il problema del signoraggio.

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