Cattolici per l’Italia

Riprendiamoci l’Italia

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Dicono dei cattolici

2006-03-13 17:09:55
Messo in discussione il diritto della Chiesa di esprimersi liberamente

Roma, 3 mar. (Apcom) - Casini ha elogiato l’attività dell’Associazione dei genitori delle scuole cattoliche, “un’attività - ha detto - condotta con rigore, serietà e senza clamori, ma alla quale non mancano certo l’entusiasmo e le motivazioni forti”. Il leader Udc ha nuovamente messo in guardia dalla “tendenza preoccupante che investe gran parte della nostra società: la sfera dei valori e dei principi che dovrebbero governare le scelte degli uomini viene sempre più confinata nella dimensione dell’indifferenza”. In particolare “ci troviamo a fare i conti con un altro dato allarmante: chi decide di farsi carico della dimensione dei valori assumendo come guida l’insegnamento della Chiesa cattolica viene guardato con sospetto e con diffidenza”. “Viene il proprio avviso sui temi che più profondamente interrogano la coscienza degli uomini, come la vita, la famiglia, la ricerca scientifica”. Tutto questo in nome della laicità dello Stato. Ma “non ha senso - ha osservato - parlare di laicità dello Stato se essa non si fonda sulla libertà”. In alcuni casi “si ritiene la laicità dello Stato come una religione, un dogma, un presupposto, invece la laicità rappresenta un valore solo se si fonda sulla libertà”.

2006-03-16 16:00:12
Ecco il partito dei Cattolici per l’Italia
«Equidistanti da progressisti e conservatori»

Il loro emblema è il triangolo. Il segretario: «Non ci rappresentano, ritiriamo la delega»

IL GIORNALE (18 gennaio 2006)
di Giannino della Frattina.
Ecco il partito dei Cattolici per l’Italia: «Equidistanti da progressisti e conservatori»
Il loro emblema è il triangolo. Il segretario: «Non ci rappresentano, ritiriamo la delega»
Via la geografia politica, spazio alla geometria politica. Fin dal simbolo, un triangolo equilatero scelto dai «Cattolici per l’Italia» come emblema per il nuovo partito presieduto dall’avvocato Antonio Procaccini.
Ieri, a Milano, una delle riunioni periodiche convocate per mettere a punto programma e strategia della nuova forza politica che punta dritta alle prossime elezioni politiche. «Basta - assicura il segretario politico Paolo Majolino -. I cattolici hanno tolto la delega a chi ha preteso di rappresentarli per settant’anni. Da oggi ci rappresentiamo da soli, non vogliamo più correre il rischio di non essere soggetti attivi nella vita politica del Paese». E, graficamente, il progetto è rappresentato dall’equidistanza degli angoli. «Lontani dai progressisti e dai conservatori, i cattolici vogliono essere persone serene. Alternativi, politici e non politicanti. Nel nostro simbolo ci sono la croce dei cattolici e la bandiera dell’Italia. I nostri valori sono quelli cristiani, ben rappresentati dal cardinale emerito Giacomo Biffi. Ma sia chiaro, mica siamo dei bigotti. Semplicemente vogliamo incarnare una visione del mondo e della vita cristiana. Concreta e lontana dall’esagitazione della politica di questi giorni. Oggi troppo spesso la gente vota più per esclusione che per una precisa scelta. Se c’è un problema va affrontato da tutti e risolto con serenità». A conferma i progetti come la raccolta di fondi per la creazione di una casa famiglia per persone disagiate e i programmi dedicati ai bambini in difficoltà. «Non necessariamente stranieri - sottolinea Majolino -. Oggi c’è una sorta di razzismo alla rovescia. Quasi che per meritare aiuto sia necessario non essere italiani». E poi l’ambientalismo. «Perché deve essere appaltato solo ai Verdi e alla sinistra?».
«Il sistema proporzionale? Chiaro che i cattolici possono tornare a essere l’ago della bilancia. A essere un argine contro l’anticlericalismo che spinge addirittura un sindaco a vietare il tradizionale presepio in piazza. Non vogliamo essere ghettizzati nella nostra nazione che affonda le sue radici nel Cristianesimo. E non è una questione di ideologia. Siamo trasversali, tra di noi c’è chi militava addirittura nell’estrema sinistra. Marx diceva che per fare la rivoluzione bisogna distruggere e poi costruire. Noi non vogliamo distruggere niente. Vogliamo una politica e un’etica per cui in futuro non ci siano più i Fiorani».

2006-04-12 08:46:13
Politiche 2006: Crocifissi nelle aule dei seggi elettorali

Addirittura “conflitti” dialettici nei seggi elettorali per la presenza del Crocifisso.

Umbria, Amelia: all’insediamento del seggio n.8 il presidente avrebbe deciso di togliere il Crocifisso dal muro e ciò non è accaduto per le immediate proteste dei rappresentanti dei partiti del centro-destra.

Marche, Senigallia: l’elettore cinquantenne F.N., simpatizzante dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, ha chiesto la rimozione del Crocifisso come condizione per votare. Tale personaggio, dopo aver ritirato le schede ha preteso che fosse verbalizzato che “si è ritenuto impossibilitato ad esercitare il suo diritto al voto per la presenza del simbolo della religione cattolica”.

Veneto, Cornuda: un pensionato ha chiesto ed ottenuto la rimozione del Cristo.

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